Top & Flop di Torino-Empoli: cosa è andato e cosa no al “Grande Torino”

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Top & Flop

Dal gioco confusionario alle belle prove di pochi singoli. Ecco i Top & Flop di Torino-Empoli, con diverse cose da rivedere per Mihajlovic

Primo pareggio a reti bianche per il Torino di Sinisa Mihajlovic, che per la prima volta in campionato da quando siede sulla panchina dei granata non subisce, ma nemmeno realizza alcuna rete. Gara da rivedere contro l’Empoli, ecco i Top & Flop della partita giocata ieri al “Grande Torino”.

TOP

LA PROVA DI OBI E BOYÈ: per il primo significa riscatto, per il secondo conferma. Nel grigiore collettivo, i due giocatori riescono comunque a emergere. Il nigeriano disputa probabilmente la sua migliore partita da quando è in granata, l’argentino continua invece a far vedere di avere delle ottime doti e un grande margine di crescita. Bravo a tenere il pallone e a far salire la squadra, deve migliorare soprattutto sotto porta. Ma, per l’età che ha, dimostra di essere già un più che valido elemento per la Serie A.

LA PORTA “BLINDATA”: non è costretto agli straordinari Joe Hart, anche perché per una volta la difesa granata riesce a fare davvero muro. L’Empoli impensierisce poco, e soltanto in un’occasione va vicina alla rete con Gilardino, senza però riuscirci. Per la prima volta in campionato, la retroguardia non subisce gol. La speranza è che sia l’inizio di una serie, e non un fortuito caso.

L’ESORDIO DI BARRECA: dai tempi di Ogbonna (se si escludono le brevissime apparizioni di giocatori come Lescano, Rosso o Edera), il Toro non metteva in campo un prodotto del suo vivaio, e per più di una manciata di minuti. Il terzino sinistro scende in campo al posto di Molinaro, per infortunio, e gioca per un’ora intera: da rivedere c’è la fase difensiva, mentre davanti ha dimostrato di avere buona corsa e buon cross. Ha rotto il ghiaccio, c’è ora tanto da lavorare. Ma avrà tempo per mettersi in mostra.

FLOP

LA CONFUSIONE TATTICA: solo poche volte il Toro riesce davvero a mettere in pratica azioni che danno l’idea di essere state studiate e ristudiate in allenamento. E quando lo fa, è pericoloso: funzionano per esempio le sovrapposizioni sulle fasce, con le triangolazioni rapide, che portano ad azioni degne di nota quali per esempio quella che ha portato al colpo di testa di Acquah nel primo tempo, fuori di un soffio. Qualcosa, più di qualcosa, da rivedere c’è, il Toro ancora non è davvero squadra, pur mettendoci molto impegno.

IL CENTROCAMPO ASSENTE: il gioco dei granata in questo momento consta di due reparti, la difesa e l’attacco. Ancora poco presente la linea mediana, sia in fase di impostazione, sia in fase di ripiegamento. A nulla, per ora, è servito l’arrivo del tanto agognato metodista: Valdifiori ancora non riesce a dettare i tempi della manovra, e il gioco latita. Impossibile imputare alle assenze queste carenze, giacché di assenti, a centrocampo, proprio non ce ne sono: spetta a chi è chiamato in causa dare molto, molto di più.

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5 Commenti

  1. CONCORDO CON L’ESORDIO DI BARRECA E CON LA PROVA DI BOYE’. IL FLOP PRINCIPALE E’ LA CONSTATAZIONE CHE CON 3 DEFEZIONI LA SQUADRA SEMBRA UN BARCHETTA IN MEZZO AL MARE. SEGNO QUESTO CHE IL MERCATO E’ STATO INSUFFICIENTE. UNA PREGHIERA PER LA SOCIETA’ BASTA MARTINEZ METTETE CHIUNQUE MA NON LUI BASTA CON QUESTO STRAZIO E ORDINATEGLI DI NON RIDERE COME UN CRETINO QUANDO SBAGLIA.