Il futuro della panchina granata è in bilico tra valutazioni societarie e possibili alternative: decisivo il finale di stagione
Tre giornate al termine della stagione granata e della Serie A. Un’annata segnata da malcontento, proteste e da un clima di crescente disaffezione sta per volgere quindi al termine. Dalle difficoltà iniziali, fino alla rottura con dirigenza e squadra, il clima in casa Toro sembra ormai ad un punto di non ritorno, come testimoniano i fischi all’arrivo della squadra a Superga per la commemorazione del Grande Torino.
In questo contesto, il Toro si avvia verso un finale di stagione delicato, con più interrogativi che certezze in vista della prossima annata. Il primo nodo da sciogliere riguarda la guida tecnica su cui costruire il futuro.
Le alternative
Negli ultimi giorni, le voci su possibili alternative come Gattuso, Juric e altri profili fanno pensare che Cairo, al di là delle dichiarazioni di facciata, stia valutando diverse opzioni. La conferma di D’Aversa, tuttavia, non è ancora da escludere.
L’impatto del tecnico è stato comunque evidente: l’ex allenatore di Lecce ed Empoli è riuscito a raddrizzare una stagione che stava prendendo una piega preoccupante, intervenendo soprattutto sull’atteggiamento e sull’identità della squadra.
D’Aversa, tre giornate rimaste per convincere Cairo
Una sua eventuale riconferma, però, con ogni probabilità verrebbe percepita dalla tifoseria come l’ennesimo segnale di scarsa ambizione da parte della società, facendo iniziare la nuova annata subito con il piede sbagliato, mentre un profilo di maggiore richiamo potrebbe riaccendere un minimo l’entusiasmo dell’ambiente.
D’Aversa avrà quindi a disposizione le ultime tre giornate per giocarsi le proprie carte e convincere definitivamente la dirigenza a puntare ancora su di lui.

Per chiudere bene, bisognerebbe chiudere e mettere il cartello vendesi: società sfruttata al massimo, prezzo trattabile.
E’ evidente che il problema principale resta la proprietà, ma visto che ci siamo parliamo dell’allenatore. D’Aversa, secondo me, resterebbe solo se vincesse il derby. In quel caso diventerebbe difficile dargli il benservito. Altrimenti il suo destino è già segnato. Come si sa, Cairo ama nomi più “altisonanti” per illudersi… Leggi il resto »
Il problema principale non è di certo l’allenatore e lo sappiamo tutti