Sette i milioni che servono per riscattarlo dal Cagliari: finora Prati ha convinto e il suo minutaggio è sempre più alto
L’arrivo del nuovo allenatore del Torino Roberto D’Aversa ha dato la chance per mettersi in mostra a numerosi nuovi acquisti granata della sessione di calciomercato invernale; su tutti Obrador, Ebosse e soprattutto Matteo Prati, centrocampista classe 2004, che sta trovando continuità sotto la nuova guida tecnica granata. Fino ad ora 282′ i minuti in campo per il ravennate, che sembrerebbe aver convinto la società granata, la quale starebbe ipotizzando un possibile riscatto al termine della stagione.
Il Torino crede in lui
Nonostante la presenza di un Ilkhan in netta crescita, Prati – rispetto al turco – sta godendo maggiormente della fiducia del nuovo allenatore, che fino ad oggi non si è mai privato del suo numero 4. Un giocatore dinamico, ma anche di buona struttura fisica, che nel ruolo di mediano sta convincendo il tecnico ex-Empoli.
Oltre alle qualità tecniche che Prati sta mettendo in mostra, a spingere la società granata a prolungare la permanenza del centrocampista nel capoluogo piemontese potrebbe essere anche la possibilità di acquistare un importante prospetto per il futuro della nazionale italiana, con la quale Prati ha già giocato nella categoria Under 20 e Under 21, distinguendosi positivamente. In un calcio che vede la componente italiana allontanarsi sempre più dalla Serie A, sarebbe sicuramente positivo avere un centrocampo formato da due italiani di prospettiva come Casadei e lo stesso numero 4.
Le cifre del riscatto
Se Prati dovesse continuare a convincere la società granata come in questo primo mese al Torino, potrebbe diventare concreta l’opzione di esercitare il diritto di riscatto per il giocatore, il quale è fissato a circa 7 milioni di euro: una cifra giusta e abbordabile per il giovane profilo di Prati.
Tuttavia ciò dipenderà molto anche dal futuro della società stessa: il presidente Cairo ha dichiarato pubblicamente di essere disposto a vendere il Torino e un eventuale cambio di gestione cambierebbe sicuramente anche la strategia di mercato granata.
