Serie A e Coronavirus: cosa succede con i contratti in scadenza?

De Silvestri e gli altri contratti in scadenza: come fare se la Serie A slitta?

di Francesco Vittonetto - 14 Marzo 2020

Il Torino ha De Silvestri e Ujkani in scadenza, ma in Serie A sono in tanti nella stessa situazione: e se la stagione proseguisse oltre giugno?

Immaginare la normalità, per il mondo del calcio ma non solo, è un esercizio difficile, nei giorni d’allerta del Coronavirus. Pianificare il futuro è invece (o sarebbe) pratica di responsabilità. E di coraggio. L’Uefa, la Lega di Serie A e le Federazioni di tutta Europa fanno i conti con le conseguenze già preventivabili di una pandemia che sta scuotendo il Mondo. Una su tutte: l’impatto su Euro 2020. L’Europeo, verosimilmente, slitterà all’estate prossima. Ma una versione ufficiale non arriverà prima di martedì prossimo, 17 marzo, quando i vertici si riuniranno in via telematica.

Contratti in Serie A: un’altra faccia dell’emergenza Coronavirus

L’emergenza condizionerà anche i rapporti di lavoro, in maniera più evidente quelli tra i calciatori e propri club. Ci concentriamo qui sull’ipotesi al momento più accreditata per la conclusione della stagione: lo slittamento dei campionati – scenario caldeggiato dalle società – e, di conseguenza, la nascita di Euro 2021. Così facendo, ad esempio, la Serie A andrebbe a occupare il mese di giugno. Ma forse non basterebbe.

E qui si giunge alla questione contratti. Cosa fare con quelli che proprio il 30 giugno 2020 arriveranno alla loro naturale scadenza? Per il Torino, ad esempio, c’è il caso di Lorenzo De Silvestri, che difficilmente rinnoverà di qui ai prossimi mesi. Ma la stagione, in qualche modo, dovrà concluderla. E lo stesso vale per nomi più altisonanti, si pensi a Zlatan Ibrahimovic.

Spadafora: la ripresa dipenderà dai dati di fine marzo

Si cercherà dunque di terminare il campionato in tempo utile a non far scadere gli accordi, ma non è da escludere – in caso i tempi si allunghino ulteriormente – un intervento a livello normativo con una modifica ai contratti federali e dei singoli club. Il tutto resta appeso ai prossimi sviluppi della situazione. Occhi puntati sulle scelte dell’Uefa, dunque. Le novità sugli Europei avranno un effetto a cascata sui campionati nazionali.

Anche su quello italiano. Ieri il Ministro dello Sport Spadafora ha confermato che le tempistiche della ripresa dipenderanno già dai primi dati di fine marzo: “Se saranno positivi, come ci auguriamo, giorno dopo giorno miglioreremo la situazione e in qualche settimana riusciremo a tornare alla normalità”.

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