Calciomercato Torino / Servono tante cessioni e un innesto per reparto, Juric ha chiesto “coraggio” a Cairo, ma storicamente…

Forse è azzardato parlare di rivoluzione, eppure Ivan Juric non si è tirato indietro e – imbeccato nelle scorse settimane sul tema del mercato di gennaio – ha usato a un certo punto il termine repulisti. Non l’ha chiesto espressamente, sia chiaro, ma ha detto di non aver disdegnato, a Verona, un profondo rinnovamento della rosa. Quello che, secondo lui, è mancato in estate al Toro e che vorrebbe veder realizzato invece nella prossima sessione di trattative. Tradotto: il tecnico gradirebbe almeno le cessioni di chi finora è stato meno impiegato (Izzo, Rincon, Baselli, Verdi e Zaza) e di conseguenza innesti più funzionali al progetto, almeno un centrocampista, un esterno sinistro, un altro trequartista ed eventualmente un centrale difensivo.

“In estate non mi hanno ascoltato”

Se non è rivoluzione, poco ci manca. Nella consueta operazione di advocacy a mezzo stampa, Juric è tornato più volte sulla questione: “In estate la mia parola non è stata ascoltata, mi auguro che abbia un peso maggiore. Bisogna conquistarsi la fiducia del presidente: io voglio assumermi le mie responsabilità, perché poi se le cose vanno male saremo io e il mio staff a pagare”. Il croato vuole accreditarsi come allenatore-manager, agli occhi di Cairo. E, se sarà supportato dai risultati nelle prossime settimane, ha tutta l’intenzione di far valere con sempre maggior forza le sue intenzioni: a questo Toro serve un ulteriore rinnovamento dopo quello estivo.

Torino, a gennaio ben poche rivoluzioni con Cairo

Ma a gennaio, storicamente, Cairo è poco avvezzo alle rivoluzioni. Soprattutto negli ultimi anni. La scorsa stagione arrivarono Mandragora e Sanabria – cruciali, poi, per la salvezza -, ma rimasero anche tutti i protagonisti dei disastrosi mesi precedenti, eccezion fatta per Meité, ceduto in prestito al Milan. L’anno precedente non ci furono colpi e l’unico addio eccellente fu quello di Falque, sempre in prestito. Nel gennaio 2019, il Toro salutò Soriano e cedette in prestito Edera e Lyanco, senza acquistare nessuno, mentre in quello precedente l’unica cessione di peso fu quella di Boyé al Celta Vigo.

Senza risalire all’inverno drammatico del 2010, quando si concretizzò la rivoluzione dei Peones (partì mezza squadra, un giovane Petrachi la rimpolpò con giocatori, ai più, sconosciuti), qualche scossone venne tentato nel gennaio del 2017, quando vennero ceduti Bovo, Ichazo, Aramu, Martinez e Vives a fronte degli arrivi – poi rivelatisi deludenti – di Iturbe e Carlao. Nel 2016 ci fu solo lo scambio indiretto tra Quagliarella e Immobile, mentre nel 2015 partirono Nocerino, Ruben Perez e Larrondo, sostituiti da Maxi Lopez e Alvaro Gonzalez. I movimenti, insomma, affondano nei ricordi. Di grandi mobilitazioni, a gennaio, non se ne vedono da un po’ sotto la Mole. Juric, però, vuole portare Cairo in quella direzione.

Juric e Cairo
Juric e Cairo
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ultimo aggiornamento: 15-11-2021


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tric
tric
12 giorni fa

E se parlassimo un po’ meno di calcio mercato e molto più di calcio giocato?

odix77
odix77
12 giorni fa

anche secondo me le frasi di juric sono soprattutto legate alle cessioni a costo di svendere o semi regalare o non saprei… credo che il coraggio richiesto dal tecnico sdia soprattutto legato a quello… poi certo è ci serve almeno un terzino sx visto che aina andrà via e ansaldi… Leggi il resto »

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