Coronavirus, Castellacci sul protocollo e le misure adottate

Castellacci perplesso: “Il protocollo? Troppo rigido, è difficile attuarlo”

di Veronica Guariso - 20 Aprile 2020

Le parole del professor Enrico Castellacci, presidente dell’Associazione italiana medici del calcio, sul protocollo e le misure adottate dai club

Il professor Enrico Castellacci, presidente dell’Associazione italiana medici del calcio, è intervenuto alla Rai per parlare delel misure prese dai club e del protocollo proposto al Governo: “Il protocollo della FIGC è preciso per quello che ho letto e scientificamente impeccabile. Le linee guida mi sembrano scrupolose e molto rigide, ma dovrebbero essere rese più fattibili. Diventa difficile applicare, soprattutto per quanto riguarda i club di Serie B e Serie C. Non è soltanto per questioni economiche e logistiche, ma anche per le risorse umane.”.

Castellacci: “Chi ha una foresteria è avvantaggiato”

Sulle necessità logistiche: “Servono 50-60 stanze singole per atleti e membri dello staff e spogliatoi per tutti. Chi ha una foresteria all’interno del centro sportivo è avvantaggiato, ma chi non ce l’ha dovrà affidarsi ad alberghi e strutture che siano nella prossimità del centro tecnico, come se fossero cittadelle chiuse. Il medico ha responsabilità enormi anche di tipo legale, per le responsabilità all’interno dello spogliatoio. Gli alberghi dovranno essere una struttura concomitante al centro sportivo. Il presidente Gravina ha detto di farci trovare pronti, poi vedremo.”

Il professor Castellacci: “Servono 3 settimane per rimettersi in forma”

E sulle possibili ripercussioni sugli atleti: “Ci sono delle problematiche di tipo psicologico e altre fisiche perché i calciatori arrivano da un periodo di inattività e devono rimettere tutto in moto come se fossero di nuovo in un ritiro estivo. 3 settimane sono il tempo minimo per rimettersi in forma, senza contare chi ha avuto la malattia. La prima cosa è controllarli a fondo, e verificare l’assenza di effetti collaterali, evitando problemi che ledano fisicità ed integrità del ragazzo.”.

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