L’ex difensore, Pasquale Bruno, presenta il derby: “Con noi, sempre tanta cattiveria. Cosa manca? Alla dirigenza non dico nulla, o si offendono…”

Pasquale Bruno, è tempo di derby, è tempo di Juventus-Torino. Il Toro si prepara, sperando di fare risultato. Voi, in quella grande squadra, come vivevate questa partita?
Ha detto bene Casagrande, secondo me. Noi pensavamo più al Real Madrid e all’Ajax. Per noi la Juve era quasi una scocciatura: l’abbiamo praticamente sempre battuta. Ma il derby è sempre stata una guerra: noi contro loro. Poi io, Annoni e Policano sembravamo quasi fuori dal mondo, c’era davvero tanta cattiveria. Pensate a questo: con loro in vantaggio e in 11 contro 9, nel famoso incontro della squalifica a me e Policano, Trapattoni tolse un attaccante per mettere Conte, all’esordio, a difendere il risultato. Capite che razza di Toro era?

Sicuramente molto temibile. Ma dove stava la differenza?
Nella personalità, nel carattere. Che, confesso, a volte era anche eccessivo. C’erano grandi giocatori come Vazquez e Casagrande, per esempio: l’equilibrio era delicatissimo. Ma poi in campo non servivano le parole: ci si guardava in faccia e si partiva.

In effetti quel Toro fu capace di grandi cose. Ma che ricordi ha della cavalcata in Coppa Uefa?
Beh, se penso al Real Madrid devo dire che è una di quelle poche gare che rivedo ancora oggi volentieri. C’era un’atmosfera fantastica. La finale, invece, fa ancora male: sentire, come diceva anche Annoni, cantare We are the champions alla fine, faceva una rabbia incredibile. Fu un risultato ingiusto: se al nostro posto ci fosse stato qualcun altro sarebbe finita 3-0. Penso sia l’unica finale della storia dove una squadra ha preso 3 pali, senza segnare: poi il destino ha fatto il suo corso. Ma se ci pensiamo bene, va anche detto che abbiamo vinto una Coppa Italia dopo una sofferenza infinita. Hanno fatto di tutto per non farci vincere: ci hanno mandano Sguizzato, arbitro all’ultima in carriera; poi Mihajlovic appena arrivato che ci segna su punizione; poi 8′ di recupero; per non parlare dei rigori… Ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

Tornando al discorso derby, sembra davvero difficile che lei, prima di essere del Toro, abbia avuto un trascorso nella Juve. Come ha vissuto il cambio di casacca, così brusco?
All’inizio, confesso, fu traumatico: giocammo a Saint Vincent, per il ritiro, e gli ultras mi dicevano che ero un “gobbo di m…”. Di sicuro l’atmosfera per me non era delle migliori, ma sapevo che col mio carattere li avrei conquisati. Anzi, se ora quando vengo a Torino non incontro i tifosi, quasi mi ammazzano!

Ma perché scelse proprio il Toro?
Fu una scelta di cuore. Già quando ero alla Juve, avevo degli amici granata che mi portavano a vedere i raduni della squadra. Poi vidi Toro-Pescara, con Fascetti in panchina: era la partita della promozione dalla B alla A, con 70mila allo stadio. L’anno dopo sarei arrivato io: mi ricordo che con la Juve capimmo che non avremmo continuato insieme, e quando a Boniperti confidai dove sarei andato, lui quasi sbiancò e mi rispose “ma proprio da quelli?”.

Che cos’è, per lei, il Toro?
Rispondo con poche parole, che bastano a spiegare il tutto. Il Toro, per me, è orgoglio, passione e sofferenza. Non serve altro.

E del Torino attuale, cosa pensa?
Che è difficile fare paragoni con il passato. Pensando soltanto alla nostra squadra: noi avevamo il 9 di Brasile, Uruguay e Belgio. È chiaro che ci sia una differenza sostanziale. Quello che però noi tifosi vogliamo adesso è un Toro degno e Mihajlovic può farcela solo se avrà giocatori davvero di carattere. Perché è chi va in campo a fare la differenza. L’allenatore è bravo con giocatori bravi: puoi avere tuta la grinta del mondo, ma sono soprattutto i calciatori a dover avere carattere. Il Toro, per essere tale, deve lottare fino alla fine per l’Europa. Vederlo già a gennaio senza obiettivi dispiace molto. Cosa manca? Va chiesto alla dirigenza, in passato li criticai e non la presero molto bene… Come tifoso granata dico di volere un Toro vero. Toccherà a loro capire come farcela.


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keysersoze
keysersoze (@keysersoze)
4 anni fa

Ci va coraggio a criticare Pasquale Bruno,per sbaglio è finito dalla parte sbagliata della città ma ha rimediato ed è diventato una bandiera del Toro,uomo e giocatore con i controcoglioni,lui è granata fino al midollo,come lo sono tanti altri ex giocatori granata… Onore e rispetto per lui,purtroppo questa razza negli… Leggi il resto »

Thule
Thule (@thule)
4 anni fa

…e te pareva se alle 13.34 non spuntata il solito fucsia a criticare Pasquale Bruno. Se parlava buffon o bonucci invece giù a sbrodolarsi di elogi….

claudio55
claudio55 (@claudio55)
4 anni fa

Pasquale Bruno, inutile negarlo conosce benissimo questa piazza e quali corde toccare, purtroppo per lui il tempo non si è fermato in quell’incredibile anno del 1992 ma da allora le cose sono cambiate eccome, si parla di giocare un derby tutta grinta e cattiveria ma sappiamo benissimo che non basterà,… Leggi il resto »

Alberto (Lovi)
Alberto (Lovi) (@lovi)
4 anni fa
Reply to  claudio55

infatti Ventura ci ha fatto veramente godere un casino…

Scin{Scin[Scin(Scin)]}
Scin{Scin[Scin(Scin)]} (@scin)
4 anni fa
Reply to  claudio55

Eccone un altro…

Scin{Scin[Scin(Scin)]}
Scin{Scin[Scin(Scin)]} (@scin)
4 anni fa

Stanno spuntando fuori tutti…come funghi…

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