Coronavirus, il Toro Club del lodigiano: le storie di Andrea e Stefano

Il Toro Club Casalpusterlengo: “Noi giovani ci sentivamo immuni, ma l’isolamento funziona”

di Francesco Vittonetto - 15 Marzo 2020

Esclusiva / Stefano e Andrea, del Toro Club Casalpusterlengo, raccontano la vita nelle zone più colpite dal Coronavirus: “Stare a casa è un sacrificio necessario”

Avvertire il miglioramento significa non sentire le sirene. “Prima in venti minuti passavano cinque, sei ambulanze. Ora effettivamente meno”. Parla Andrea, che è di Codogno ma gestisce un bar a Casalpusterlengo, cinque chilometri più a est. Basso lodigiano. Lì dove il Coronavirus ha colpito per primo, e duramente, ma adesso sembra frenare. I comunicati ufficiali dicono che da alcuni giorni i nuovi contagi rasentano lo zero. Lì ha casa anche un Toro Club. Anno di nascita 1976: “Fu fondato dopo la vittoria dell’ultimo scudetto”, ci racconta Stefano, presidente codognino del club che ha sede – al momento chiusa, ovviamente – a Casalpusterlengo.

Andrea, di Codogno: “Noi giovani ci sentivamo immuni, poi abbiamo capito”

Andrea, 34 anni, ripercorre gli attimi che hanno portato alla chiusura di quelle zone. 22 febbraio, il primo decreto mette in quarantena gli undici comuni focolaio del virus: “In quella giornata ci siamo trovati in poche ore completamente chiusi per due settimane. Ogni giorno abbiamo sentito crescere i morti. All’inizio ci sentivamo un po’ immuni, soprattutto noi più giovani. Ma con il procedere degli eventi abbiamo capito”. Lui è un membro del Toro Club. E conosce Mattia, il paziente uno: “Frequentavamo, tempo fa, lo stesso gruppo podistico”.

Le misure contenitive stanno dando i primi risultati: “Forse i contagi non sono proprio zero come si dice, ma va meglio. Per questo bisogna continuare a rispettarle”. Il ‘dopo’ è nebbioso, soprattutto a livello lavorativo: “Vedremo come lo Stato ci aiuterà, è un rebus. Io spero, quando sarà tutto finito, che non ci sia paura. Anche se non penso, sento voglia di ripartire”.

Stefano, il presente in smart working: “Ma si sta perdendo un anno”

Stefano ha un bambino, di due anni. “Prima, in zona rossa, potevo portarlo in macchina a prendere una boccata d’aria. Ora siamo segregati in casa. Sento meno ambulanze, sì, ma anche tanti decessi, persone che perdono entrambi i genitori contemporaneamente. E’ per loro, per i nostri genitori, che abbiamo paura. Un nostro associato di 64 anni è stato ricoverato all’ospedale di Lodi. E’ stato a casa una settimana con la febbre e da ieri è in terapia intensiva”.

Il presidente, che tolta la casacca granata è rappresentante tecnico per lavanderie industriali, lavora da casa: “L’azienda ha agito bene. Certo è che si sta perdendo un anno, diventa difficile far tornare i numeri”.

Il 29 marzo, a Casalpusterlengo, sarebbe dovuto sbarcare Paolino Pulici. Era in programma una cena, il cui incasso sarebbe stato devoluto ai ragazzi disabili del paese. L’evento non si farà: “Anche qualora i ristoranti fossero aperti in quella data, io non me la sento di mettere in pericolo cento e più persone”.

Il pallone, il Toro, la foto dei fondatori

Nel lodigiano il morale è sotto le scarpe. “Quello che fa più male è sapere che molte persone non possono andare a trovare i propri cari malati, per dar loro l’ultimo saluto”. Cruda realtà, perché i numeri migliorano ma le vite ancora si spezzano, il pronto soccorso a Codogno non riapre e i medici (tutti) sono allo stremo. Il messaggio di Stefano, però, è chiaro: L’isolamento è efficace. Non è nel nostro DNA ma funziona. E’ un sacrificio necessario. Pensare al futuro mi preoccupa, ma so che ne usciremo”.

Il sorriso di entrambi i nostri interlocutori scatta non appena si parla di Toro: “Non possiamo che migliorare”, ci dice il presidente. Congelare la classifica è il modo migliore che abbiamo per salvarci”, gli fa eco Andrea. Il pallone, che è in secondo piano ma ancora distrae. Rasserena.

L’unica richiesta ce la fa Stefano. La foto dei fondatori. E’ del 1978. Alla fine se siamo granata lo dobbiamo a loro, che in quest’emergenza soffrono maggiormente. Metta quella, in loro onore”.

Toro Club Casalpusterlengo
La foto dei fondatori del Toro Club Casalpusterlengo (foto del 1978)

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Bravi continuate cosi state insegnando agli italiani e non solo come si deve combattere il virus.