Un uomo entra in un caffè…

di Fabrizio Bellone - 21 Marzo 2018

L’analisi del prof. Bellone sul momento del Torino e dell’esonero di Mihajlovic per Mazzarri, con il consueto sarcasmo. La scelta di Cairo convince?

“Un uomo entra in un caffè. Splash”. Questa freddura, sulla bocca di tutti negli anni ‘70, mi è tornata in mente in questi giorni, perchè ad un tipo che conosco è successa proprio la stessa cosa.Lui fa il pilota e quasi tre mesi fa è stato chiamato da una casa automobilistica di grande tradizione per guidare una macchina che presentava qualche problema. Non avrebbe v oluto andarci, perchè da sempre preferisce seguire l’evoluzione della vettura fin dal primo momento, ma l’offerta era ghiotta ed il contratto piuttosto ricco e lungo nel tempo. Così ha accettato.Il pilota precedente aveva assemblato un bolide nervoso  ed aggressivo, privo di equilibrio e con evidenti difetti di assetto. Un po’ come il suo carattere, d’altronde. Aveva provato a modificare qualcosa, ma con scarsi risultati. L’obiettivo fissato dalla scuderia era quello di portare la macchina ad esibirsi in un tour europeo nel più breve tempo possibile e il conducente era appena un briciolo in ritardo sulla tabella di marcia. Nonostante la situazione non sembrasse irrimediabilmente compromessa, convinto di non riuscire ad agganciare altrimenti quel circo Barnum, il patron aveva deciso di sostituire il pilota.

Così era arrivato il tipo che conosco. Il patron lo aveva presentato alla stampa, lo aveva accolto dichiarando che gli faceva la corte da tanti anni e aveva riposto molte aspettative nella sua cura meticolosa dei dettagli. I dettagli. Erano proprio quelli a fare la differenza per il nostro uomo. Difatti, alla prima occasione aveva guidato la vettura con grande successo, dichiarando pubblicamente che le sensazioni erano ottime, anche perchè aveva notato come venissero immediatamente colti e messi in pratica i suoi primi suggerimenti. Già dalla seconda gara le cose erano cambiate. L’auto non rispondeva a dovere e la sua modifica preferita di assetto (un sistema frenante a tre impulsi che ne caratterizzava tutti i successi) era fallita sul nascere. Il passo indietro gli aveva fatto suonare qualche campanello d’allarme, ma il tipo non si era certo scoraggiato. Aveva continuato a lavorare meticolosamente, chiudendo i cancelli del circuito di allenamento anche ai turisti in visita turistica, nel timore che si tramutassero in avversari pronti a spiare i suoi accorgimenti.
Il tempo passava e la situazione non portava miglioramenti evidenti, di sicuro non quelli immaginati nell’euforia iniziale. L’auto girava senza visibili modificazioni di assetto, magari un po’ più stabile sulle gomme, ma meno incisiva nella potenza. Il 17 febbraio capitò la prima rottura del motore, senza che in gara lo avesse neppure tirato troppo. La domenica successiva era andata pure peggio e la gente aveva cominciato a rumoreggiare. Quella dopo ancora le competizioni erano state provvidenzialmente sospese, ma, alla ripresa del campionato, si era nuovamente rotto il motore. Allora il patron era uscito allo scoperto, dichiarando che non avrebbe potuto chiedere la qualificazione per il tour europeo al nuovo pilota, dal momento che la monoposto non era adatta alla sua guida. La dichiarazione non aveva tranquillizzato nessuno, al punto che era arrivata la quarta rottura consecutiva del motore, stavolta nel Gran Premio di casa. La contestazione degli appassionati risultò confusa. Quasi nessuno se l’era presa direttamente con il pilota, che era parso a tutti il meno colpevole. La maggior parte aveva colpevolizzato la macchina stessa, qualcuno si era indignato con il patron della scuderia.

In questi giorni nelle mie orecchie continua a ronzare una frase che dice sostanzialmente così: “quando cambia il pilota, cambiano anche gli obiettivi”. L’affermazione, attribuita dagli organi di stampa al patron della scuderia, non mi torna proprio. Non si è cambiato pilota proprio nella speranza di riuscire a qualificarsi al circo Barnum? Soltanto adesso che il sogno svanisce si comunica al mondo che quello non è più l’obiettivo da perseguire, sostituito da uno più modesto come la verifica accurata dei pezzi della macchina, per capire su quali fare affidamento nella stagione di corse successiva e quali ricambi innestare. Ma non sarebbe costato meno cambiare per tempo i pezzi difettosi e affidare una vettura più adatta al tipo che conosco? Oppure chiamarlo l’anno successivo ad inizio stagione, lasciando al pilota precedente la rogna di raggiungere l’obiettivo prefissato? In fin dei conti, se la macchina è così sofisticata e difficile da guidare, perchè azzardare un cambio di guida? Ora si corre il rischio che qualcuno dica che nessuno dei componenti che caratterizzano la macchina vada bene per la prossima stagione. Se così fosse che cosa si potrebbe fare, forse buttare via la monoposto? Con che coraggio si può dire alla gente che un pilota non sa guidare una macchina che non è stata assemblata pensando a lui? Quell’auto non è mica più lunga o più corta, più alta o più bassa delle altre. È un’auto e basta. Con quale dignità quel pilota dovrebbe proseguire nel suo onesto lavoro di fronte ad affermazioni di questo genere? Ecco perchè ho pensato a quella banale barzelletta, quando ho visto quel tipo che conosco entrare in un bar.

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igor.garnero
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igor.garnero

#cairobaccinocorto# cairo vattinne!!!

offidagranata
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offidagranata

Ma nn sarebbe ora di fare un sondaggio :
“CAMBIANDO (presidente)…cambiano gli obbiettivi?
BRACCE-MOZZE E LECCAPIEDI IN MARATONA ANDATEVENE

toglietivilamaglia
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toglietivilamaglia

Ciao a tutti, finalmente sono riuscito ad iscrivermi in questo sito.Parlo a nome di una decina di Fratelli Granata casertani , che fino a tre anni fa ci sobbarcavamo miglia di km per seguire il nostro Toro una decina di volte in un anno ed il sig Carlo Testa ne… Leggi il resto »

Sergio (Plasticone69)
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Sergio (Plasticone69)

Conoscete Mimmo 75 allora ??
Provate a chiedergli un parere sulla questione ???

toglietivilamaglia
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toglietivilamaglia

Ciao Sergio, stranamente non conosciamo Mimmo ,eppure spesso abbiamo fatto delle cene con Napoli Granata o con Daniele di Benevento che ha organizzato una bellissima giornata in occasione della partita di andata.Non dico che ci conosciamo tutti ma quasi ma Mimmo proprio ci sfugge. Vista la sua brillante capacita di… Leggi il resto »

Sergio (Plasticone69)
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Sergio (Plasticone69)

Benvenuti fa sempre piacere sapere di non essere soli nell’universo.

toglietivilamaglia
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toglietivilamaglia

Nonostante Cairo ci siamo, ormai tutti sugli anta ma disgustati da questa gestione……..gestione perché lui gestisce questa società perché il Toro siamo Noi non i suoi sporchi affari.

Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)

Benvenuto, Giancarlo da Ferrara👍

Sergio (Plasticone69)
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Sergio (Plasticone69)

Un caffè lungo…si intende…

TRAPANO
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TRAPANO

Dispiace deludervi ma Mimmo non è vostro concittadino, è calabrese, e sembra sia tornato a vivere in Calabria

Sergio (Plasticone69)
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Sergio (Plasticone69)

Azzo cla gli dai un colpo dietro l’altro 😀😀😀

toglietivilamaglia
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toglietivilamaglia

Sicuro ? Io ho molti dubbi …..

Sergio (Plasticone69)
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Sergio (Plasticone69)

Noi siamo in varie città come avrete capito.