Il vecchio e il bambino senza futuro

di Fabrizio Bellone - 16 Novembre 2017

Il prof. Bellone torna con la sua rubrica: “Dall’album del prof.”. L’argomento di oggi è su Giampiero Ventura e la sua esperienza in Nazionale

Quando Francesco Guccini scrisse “Il vecchio e il bambino” aveva in mente un disastro nucleare e doveva aver pensato a lui. A quell’anziano che conduce per mano il bimbo, che ha l’aria sicura di chi pare sapergli stare accanto, difenderlo da ogni pericolo, insegnargli cose mai viste e assisterlo in un percorso di crescita. È un compito che pare suo da sempre. Lo esegue assecondando i voleri dei genitori e, spesso, sostituendosi a loro nell’educazione del pargoletto. Non deve giustificare niente a nessuno, fa questo mestiere da tanti anni, sa lui che cosa si deve fare. È vero, raramente gli affidano ragazzini per lungo tempo, ma non importa. Quando non gli rinnovano l’incarico non ha neppure bisogno di scusarsi, generalmente chiude la porta e se ne va, in attesa di un’altra chiamata.

Il ragazzino che gli hanno affidato poco più di un anno fa non è di grande talento, ma non è neppure malaccio. Lui lo aiuta nei compiti e nelle interrogazioni, facendogli ripetere fino alla noia le esercitazioni a casa, pretendendo che rientri prima del solito dalle vacanze estive, programmando compiti anche a Natale e Capodanno. Ma non riesce ad impedire la sospensione del giudizio: il ragazzino viene rimandato a settembre di spagnolo, dove risulta insufficiente. Per la famiglia è un dramma, perché a fine anno scolastico vorrebbero portarlo a fare esperienza all’estero, nientemeno che in Russia. Il vecchio pensa che sia colpa del clima e continua a coccolarlo, a ripetergli le stesse fiabe, magari con l’anima assente e con gli occhi bagnati, perché i vecchi, si sa, subiscono le ingiurie degli anni e, talvolta, non sanno distinguere il vero dai sogni.

Visto che il ragazzino non è pronto ed è carente nelle lingue, considerato lo scarso budget a disposizione, decide di affiancargli le cure di tirocinanti madrelingua. Si rivolge a personale macedone e albanese, dove il costo del lavoro è basso. Ma i risultati sono disastrosi. Prova a iscriverlo ad una scuola all’estero, per un estremo percorso di formazione, rivolgendosi ad una agenzia svedese. Ma quel bambino non è cresciuto come ci si attendeva, anzi presenta una terrificante involuzione. In Svezia piange, si lamenta di continuo di quanto siano brutti e cattivi i vichinghi, fa sogni orribili. Al ritorno in Italia promette di fare il bravo, ma all’interrogazione decisiva per la promozione non riesce ad aprir bocca.

Eppure il vecchio era convinto di aver fatto tutto per bene. Mentre assiste all’agonia del suo assistito ha dipinta sul viso una smorfia, che gli indurisce la mascella. La sua postura è ingobbita e cascante. Manda un collaboratore a chiedere aiuto ad un uomo esperto, con una grande barba, chiedendogli di dare una mano in extremis. Ma questi gli si ribella, rimproverandogli di non aver fatto ricorso all’unico che avrebbe potuto davvero salvarlo, a quel piccolo napoletano di talento, che, per lui, era evidentemente privo di conoscenze.
Se quel bambino avesse due genitori che si occupano davvero di lui avrebbero suggerito per tempo al nostro uomo che è necessario lasciar perdere, che vogliono rivolgersi a personale più competente e specializzato. Lo avrebbero licenziato da un pezzo e avrebbero cercato un professionista più capace. Quando lo fanno è ormai troppo tardi. La realtà è che papà e mamma latitano, sono inesistenti e dovrebbero essere sostituiti a loro volta dagli assistenti sociali, in attesa di trovare una famiglia disponibile all’adozione. Non sarebbe la soluzione ideale, un’adozione tardiva non lo è mai. Sarebbe, forse, il male minore. La verità, purtroppo, è che quel bambino, oggi, non ha futuro.

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Sergio (Plasticone69)
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Sergio (Plasticone69)

Aggiungerei non solo senza futuro ma anche senza passato….

Lovi
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Lovi

Intanto i miei complimenti al Dott. Bellone. Detto questo mi permetto di osservare: tutta sto dispendio di energie creative per dire cosa??…. Che Ventura è un incapace presuntuoso? L’arte andrebbe riservata alle cose che la meritano. Questo vecchio non merita nemmeno il costo della vernice su un muro recante la… Leggi il resto »

Riks66
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Riks66

Aggiungo anche che al vecchio poco o nulla interessava delle sorti del bambino, ma molto del suo immeritato stipendio.

Peterpann
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Peterpann

Appunto.

io
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io

caro prof. Bellone , intanto ” il vecchio ” si è pappato 700.000 euro come liquidazione !! vorrei essere anch’io un ‘vecchio’ come lui !!!!!

rotor
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rotor

850.000 per la precisione che gli assicureranno un pasto caldo.

Bartolomeo Pestalozzi
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Bartolomeo Pestalozzi

Ma non è una liquidazione, cerchiamo di essere precisi. Ci dovremmo chiedere perchè nel contratto non abbiano messo la clausola che l’ultimo stipendio sarebbe stato quello di Novembre nel caso di mancata qualificazione. Forse sono sciocchi ma più probabilmente non avevano la forza contrattuale per imporlo, pena il mancato accordo.