La rubrica di Mario Giordano / Ci vuole una nuova marcia dell'orgoglio granata - Toro.it

La rubrica di Mario Giordano / Ci vuole una nuova marcia dell’orgoglio granata

di Mario Giordano - 30 Gennaio 2020

La rubrica di Mario Giordano / Essere del Toro vuol dire non arrendersi mai. Mi piacerebbe ritornare in piazza a urlarlo forte.

Ci vuole una nuova marcia dell’orgoglio granata. Massimo Gramellini: ci sei? Piero Chiambretti? Mauro Berruto? Jimmy Ghione? Fratelli del Toro, qualunque cosa voi pensiate, su qualunque cosa abbiate litigato, su qualunque cosa siano in disaccordo, Mazzarri o non Mazzarri, Cairo o non Cairo, qualunque cosa voi pensiate, anche voi che non mi sopporate: ci siete?

Maggio 2003. Chi può dimenticare? Anche se sembra impossibile, allora stavamo assai peggio di oggi. Eravamo retrocessi. La più umiliante retrocessione della nostra storia. Ultimi senza nemmeno lottare all’ultimo respiro, senza onorare la nostra storia e la nostra maglia. Eppure eravamo in 50mila in piazza. A festeggiare il Toro. Perché il Toro non muore. Non muore mai.

Ho di quel giorno un ricordo dolcissimo e struggente. Ero in piazza con mio figlio Lorenzo (allora piccolo tifoso granata) e mio papà Pino (ex ragazzo del Filadelfia, grande tifoso granata). Papà Pino regalò a mio figlio Lorenzo una bandiera granata: fu l’ultimo regalo granata perché dopo qualche mese morì. Nell’ultima telefonata con mio papà parlammo di Toro, ovviamente. Torino-Genoa, 14 settembre 2003, gol di Fuser. Eravamo in serie B. Mio figlio aveva come idolo De Ascentis. Non so se mi spiego.

Lo so che sembra impossibile: ma allora stavamo messi assai peggio di oggi. Oggi abbiamo Belotti e Sirigu, il Filadelfia, seppur monco, non è più un rudere, e siamo in seria A. Però, diciamocelo, ci sentiamo morire. Soffocare. Eppure se non siamo morti allora, se abbiamo reagito in 50mila in quei giorni così neri, perché non possiamo farlo oggi? Leggo che qualche club pugliese sceglie domenica di non voler andare allo stadio a tifare. E mi fa stare male. Mio papà quel giorno, in piazza, alla Marcia dell’Orgoglio Granata diede a mio figlio l’insegnamento più grande della vita: essere del Toro vuol dire non arrendersi mai, anche quando tutto sembra andare storto. Mi piacerebbe ritornare in piazza a urlarlo forte.

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MondoToro
MondoToro
10 mesi fa

La marcia degli accontentisti. Allora ci volete proprio male, maledetti fucsia.

musk
musk
10 mesi fa

Ricapitolando : 1) un presiniente portaborse a cui è stata demandata a gratis la gestione di tutto quello che ha, grazie anche a matrimoni di interesse (Agnelli), e segreti (patteggiamento Fininvest) a cui deve rendere conto stando nei ranghi prescritti. Del brand (come per anni ci ha definito) non gliene… Leggi il resto »

musk
musk
10 mesi fa

La marcia dell’ipocrisia fattela tu e i tuoi amici dello star system di bassa lega, vi servirà sicuramente per ungere meglio il vostro benefattore e per darti visibilità. Mi spiace per tuo babbo e per tuo figlio, in tutti i sensi. SETTE A ZERO. Cairo levati di torno. Chi va… Leggi il resto »