Urbano Cairo ha fatto 13

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Cairo
CAMPO, 10.7.17, Torino, Stadio Filadelfia, Raduno e primo allenamento del Torino FC, nella foto: Urbano Cairo

Urbano Cairo festeggia 13 anni da presidente del Torino, 13 anni che vengono riassunti da Franco Ossola nella sua rubrica Ieri, oggi e domani

L’implacabile, spietata macchina del tempo ha già triturato 13 anni da quando Urbano Cairo si è seduto sulla poltrona presidenziale del Torino. Aveva nel mirino Ferruccio Novo (14 stagioni dal 1939 al 1953) ed ora lo sta raggiungendo, ponendosi – crediamo – un secondo prestigioso obiettivo, Orfeo Pianelli che di anni da presidente ne ha vissuti, con grande intensità emotiva, ben 19. Traguardi prestigiosi, specie oggi in un calcio che tutto ha meno che stabilità, sicurezza, certezza delle cose.

Cairo: tutto è iniziato dal balcone del Municipio

Quando tredici anni or sono affacciandosi al balcone del Municipio, dopo un’estate a dir poco violenta e turbolenta, si era fatto benedire dalla tifoseria, che se ne era stata in piazza per due lunghissimi e sofferti mesi, assumendo i panni del presidente-salvatore, la sua esultanza, la sua immaginazione non si era spinta a quanto raggiunto oggi, tuttavia aveva dichiarato che quella poltrona l’avrebbe mantenuta, e salda, per lo meno, per una decina di anni. Promessa abbondantemente mantenuta e già lasciata alle spalle con questo nuovo traguardo. Antipatico e persin scortese fare paragoni, tenuti in conto tutti i cambiamenti epocali cui è stato soggetto il calcio e i contesti storici e sociali in cui le diverse presidenze si sono distese. Ciò malgrado Novo ci proietta al Grande Torino, a 5 scudetti e 1 coppa Italia; mentre volgere il pensiero a Pianelli riconduce a 1 titolo di campioni d’Italia e a 2 coppe nazionali, con la squadra sempre nella massima serie e, salvo rari frangenti, attrice protagonista del torneo nazionale e assai presente in ambito europeo.

Cairo, il bilancio di 13 anni di presidenza

Rivisitando il percorso presidenziale del presidente Cairo lo spartito sottoscrive musica assai
diversa, portando certamente in attivo alcune note importanti sul piano societario (salvataggio, riscatto dei trofei storici, celebrazione del Centenario del Club), ma su quello sportivo una sola partecipazione all’Europa League (2014-15) e due risalite nella massima divisione (2005-06 e 2011-12, bilanciate però in negativo da 4 stagioni fra i cadetti).
Si è lasciata a parte la ricostruzione del Filadelfia, temporalmente da ascrivere alla sua presidenza, ma che è stata possibile più grazie alle lotte compiute dalla tifoseria, mai doma su fronte, che a un vero, convinto impegno della Società, la quale presto farebbe a riscattarsi se, una volta per tutte, portasse a compimento l’opera con quanto previsto nei progetti e, su tutto, spalancasse la porta alla costruzione di un Museo del Torino, così tanto atteso.

In verità un’altra “conquista” è da segnalare, quella della solidità e della certezza del bilancio societario che, di questi tempi, non è cosa da poco, visto la moria di società che spariscono nel vortice di più o meno imprevisti fallimenti. Che dire, dunque? Più che lecito festeggiare, brindare col presidente per quanto fatto e raggiunto fino ad oggi, aggiungendoci tuttavia la sollecitazione a dare ai tifosi una qualche gioia in più sul piano prettamente sportivo. Senza ipotizzare scenari improbabili o impossibili, ma semplicemente fantasticando che una volta fatto tredici venga al presidente la voglia di andare oltre sul registro imprese in campo e non solo nel numerare le sue annate da massimo dirigente granata.

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Lovi
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Lovi

@GT cita Guccini: “non raccontare a me cos’è la libertà!”. Ebbene, ignorerò cosa dice @GT attraverso Guccini. Essere granata è un dono che coincide con la libertà. In questi giorni si sono scomodati esempi di Tribunali Popolari, di Comitati di Salute Pubblica. Si è parlato addirittura di purezza della razza,… Leggi il resto »

Massimo (max63)
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Massimo (max63)

Non fosse per la distanza vi inviterei a cena a Loano, mal che vada abbiamo un Convento dei Carmelitani, non so se siano scalzi. Gli esercizi di stile mi piacciono e anche tu mi strappi un ohhhh, malgrado non abbia letto Raymond Queneau e nemmeno ascolti Povia.

madde71
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madde71

mi piacerebbe una cena da te con lovi e gt,sarebe notevole,ricca di spunti di sicuro

jair_68
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jair_68

Ciao G.T. Che immenso piacere leggerti ancora

Giankjc (una testa di ghisa si fida solo di soldatini dai piedi di ferro)
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Giankjc (una testa di ghisa si fida solo di soldatini dai piedi di ferro)

Mah, qui di “puristi ideologici” di così elevata e spiccata superbia non ne vedo. Piuttosto ci sono tanti tifosi, che assai più basicamente, hanno terminato la pazienza perché gli è oramai ben chiaro come agisce Cairo e la sua mini organizzazione aziendale. In questo quadro ognuno ha la sua bella… Leggi il resto »