Bene i tre colpi: ma non esaltiamoci troppo - Toro.it

Bene i tre colpi: ma non esaltiamoci troppo

di Vincenzo Chiarizia - 26 Agosto 2020

Penna granata in trasferta / Il mio andarci con i piedi di piombo nel giudicare le operazioni di mercato sin qui portate a termine dal Toro, è dovuto a scottature del passato.

Dopo tre sessioni di mercato indecenti (due invernali e una estiva) finalmente il Toro stupisce positivamente. Sì perché devo ammettere che se avessimo cambiato proprietà e questo fosse stato il mercato, mi sarei ritenuto al momento soddisfatto. Questo perché comunque si sarebbe respirata aria nuova, aria di speranza, magari aria di programmazione. Quindi gli arrivi di Rodriguez, Linetty e Vojvoda sarebbero state ricevute come buone notizie. Certo non sono dei campioni, ma sicuramente sono meglio di diversi elementi che avevamo in rosa nei loro ruoli. Manca ancora la casella del regista che speriamo venga colmata al più presto.
Tuttavia la realtà dice che Cairo è ancora il padrone della società e che, pur se sono stati fatti acquisti che oggi sembrano giusti, per quanto mi riguarda, in lui non ripongo alcuna fiducia. Purtroppo nel tempo il nostro presidente ci ha fatto vedere in più di un’occasione quanto poco valga la sua la parola e quanto al contrario i fatti siano stati esattamente l’opposto di quanto dichiarato. I quindici anni della sua presidenza sono costellati purtroppo da dichiarazioni e promesse puntualmente disattese. Questo per dire che il mio andarci con i piedi di piombo nel giudicare le operazioni di mercato sin qui portate a termine dal Toro, è dovuto a scottature del passato.

La vendita di Cerci e Immobile alla fine della stagione più proficua di Ventura o il non mercato della sessione estiva scorsa, condotto in modo scellerato, senza dare rinforzi giusti a mister Mazzarri per poter superare l’ostacolo Wolverhampton, sono solo due esempi di quanto il presidente Cairo abbia dimostrato nel tempo di non tenere al raggiungimento dei risultati sportivi. Magari in questa sessione farà una squadra niente male, ma se ci dovessimo qualificare per l’EL, il presidente sarà disposto a rinforzare la squadra per fare il salto di qualità o tornerà a tarpare per l’ennesima volta le ali ai sogni dei tifosi, impedendo loro e al Toro di spiccare il volo nei campi di Europa?

Personalmente le situazioni di Sirigu e Belotti non mi fanno dormire sonni tranquilli. Per quanto riguarda il capitano, Commisso sembrerebbe pronto a presentare un’offerta importante come peraltro aveva già fatto a gennaio, ma al Gallo converrebbe lasciare il Toro l’anno prima degli Europei? Probabilmente lo stesso calciatore, visto che ha il contratto in scadenza a giugno 2022 e che al momento non sembrano esserci in agenda incontri per un eventuale rinnovo, potrebbe decidere di restare ancora un anno per presentarsi al meglio alla competizione europea. Allo stesso tempo al presidente Cairo converrebbe probabilmente vendere il capitano a fine 2021 dopo l’Europeo perché, se gli azzurri dovessero ben figurare, potrebbe far salire il prezzo del cartellino di Belotti. Dunque questo spiegherebbe l’interessamento per il prestito con diritto di riscatto per Piatek, con l’obiettivo di averlo un anno in rosa per testarlo e per capire se potrà fare al caso del Toro per il dopo Belotti. Certo questa è una mia supposizione che spero non trovi riscontri, ma come diceva qualcuno a pensare male spesso ci si azzecca. E comunque poi nascerebbe la grana Zaza che a quel punto andrebbe piazzato da qualche parte.

Per Sirigu invece non ci sono aggiornamenti particolari, se non l’assicurazione pubblica del presidente. Ma ripeto, quanto vale la parola di Cairo? Di certo si sa della frattura creatasi tra il portiere sardo e il presidente Cairo. Non essendoci ancora stati incontri chiarificatori tra le parti (mentre pare esserci stato un incontro a Forte dei Marmi con il suo procuratore, ma il presidente del Toro smentisce che si sia parlato di Sirigu), sono al momento dubbioso che possa restare in granata.
Per queste ragioni resto sul chi va là ed evito di esaltarmi per Rodriguez, Linetty e Vojvoda, in attesa di capire chi lascerà il Toro. Su Vagnati comunque vanno spese al momento parole positive. Forse sta facendo semplicemente il suo lavoro, cioè il direttore sportivo, cosa che per colpa di Cairo è mancata. Bisogna attendere l’ufficialità di Vojvoda, ma se è vero che il kosovaro è stato strappato all’Atalanta che gioca in palcoscenici più appetibili per un giocatore, allora c’è la speranza che si sia fatto un bel colpo. Il ds sbagliava a parlare del mercato paragonando l’operato del Toro alle altre squadre, dicendo che le altre ancora non avevano messo a segno un colpo. Sbagliava perché va detto ad onor del vero che club da rifondare come il Toro quest’anno non ce ne sono. Ad ogni modo al momento sono stati messi a segno tre innesti voluti da mister Giampaolo. Su Linetty è incomprensibile come Vagnati abbia ricevuto ordine dal presidente Cairo di perdere la faccia abbassando la prima offerta, per poi assistere a Cairo che passa per il figo di turno per chiudere la trattativa, bonus compresi, a 9 milioni (10 se ci classificheremo in Europa League).

Purtroppo però non è questo che fa arrabbiare del presidente granata. Quello che i difensori di Cairo non comprendono o fanno finta di non vedere (mi riferisco anche a firme molto più autorevoli del sottoscritto), circa le motivazioni delle contestazioni al presidente è il concetto di “maglietta sudata” totalmente estraneo al massimo dirigente del Torino FC. Mi spiego: sono preferibili giocatori come Rolando Bianchi che danno l’anima in campo, ma che non sono dei campioni (per sua stessa ammissione quando dopo Torino – Catania commentò l’addio al Toro) oppure un Balotelli indolente? Preferiamo un De Silvestri che, nonostante i suoi limiti tecnici, ha dato tutto (poco? Forse sì, ma era tutto!) per la maglia del Toro piuttosto qualche altro giocatore fenomeno che però potrebbe andare a corrente alternata? E dunque, preferiamo un presidente non ricchissimo, ma che pianifichi ogni singola mossa societaria per far crescere il Toro poco alla volta, o chi come Cairo, pur avendo disponibilità finanziarie, miri a far stare il Toro sotto la soglia di guardia del settimo posto? Quello che si critica all’attuale presidente è il non dare il massimo per il Toro, pur avendone le possibilità e come la maglia granata imporrebbe. Se dunque il presidente del Toro, allestendo squadre incomplete come ha fatto nelle passate sessioni di mercato, avesse fatto il massimo che era nelle sue possibilità economiche, nessuno gli avrebbe rimproverato nulla. Invece Cairo purtroppo è come quei giocatori indolenti, talentuosi sì, ma svogliati, vanesi come pochi e che dimostrano di nutrirsi solo di immagine e non di grandezza scaturita da risultati concreti.

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rizzoli
rizzoli
27 giorni fa

Chi ha scritto l’articolo sta a rosica’ tantissimo.
Peccato.

Alexander 84
Alexander 84
27 giorni fa

Chiarizia attenzione stai esagerando , stai diventando fazioso e anche un po’ asilesco.
PIANTALAAAAA

madde71
madde71
27 giorni fa
Reply to  Alexander 84

guarda,sai qto io sia anticairo e come lo veda come il peggiore assieme a calleri,pero’ sto articolo è un po’cosi,fumosetto,troppi se,innanzitutto. parlare gia adesso di eventuali coppe non ha senso,anche perchè bisogna vedere se VERAMENTE,il ds ha mani libere e responsabilita in pma persona,o se è un fuoco di paglia,le… Leggi il resto »

tony polster
tony polster
27 giorni fa
Reply to  Alexander 84

L’esperto di finanza londinese potrebbe pure aggiungere sulla firma Chiarizia for president😂😂😂🤣🤣🤣

T
T
27 giorni fa

Penso che Mozzo sia abbastanza ininfluente a sto giro. Il prezzo dei cartellini dovrà più o meno pareggiarsi con le cessioni, e quello degli ingaggi necessariamente con i diritti tv. E i nostri non sono bassissimi. Quindi tutto sta a Vagnati che, per larga parte sta seguendo le indicazioni di… Leggi il resto »