Torna il consueto appuntamento settimanale con la Penna granata in trasferta, la rubrica di Vincenzo Chiarizia

Mai come quest’anno il mese di gennaio sarà determinante per il futuro del Toro. Questo perché l’anno dei record negativi per eccellenza, ottenuti dal proprietario del Torino FC, ha portato i granata a boccheggiare in fondo alla classifica con soli 8 punti. Soltanto un mercato tempestivo, termine difficilmente accostabile all’operato del proprietario, potrebbe regalare maggiori probabilità di salvezza alla squadra granata. Questo perché il Torino FC dal 3 gennaio 2021 sarà costretto a disputare un vero e proprio tour de force. Infatti domenica 3 alle 15:00 il Torino sarà in campo al Tardini contro i gialloblù di Liverani. Tre giorni dopo, all’Epifania, sempre alle 15:00, al Grande Torino arriverà il Verona. Sabato 9 gennaio, con la diciassettesima giornata, avrà inizio il doppio confronto in casa del Milan che si concluderà con gli ottavi di Coppa Italia nella serata di martedì 12/01. Concluderanno il mese le gare contro Spezia in casa il 16, Benevento al Vigorito il 22 e la prima di ritorno contro la Fiorentina al Grande Torino il 29. Sette partite che devono necessariamente rappresentare un’inversione di rotta per il Toro. Viceversa la retrocessione in Serie B sarà inevitabile. Dunque pare ovvio anche ai più stolti che in questi giorni il Torino avrebbe già dovuto individuare le pedine necessarie ad aiutare Giampaolo a risalire la china, in modo da poter ufficializzare il tutto già il 4 gennaio, quando aprirà ufficialmente il mercato. Esattamente come faranno l’Atalanta con Joakim Mæhle dal Genk o il Cagliari che, per tappare il buco causato dal lungo infortunio occorso a Rog, ha già definito il ritorno in Sardegna di Radja Nainggolan.

Purtroppo per il Toro non sarà così. Salvo eventuali ufficializzazioni di cessioni di giocatori che possano portare denari freschi da investire, è altamente probabile che a gennaio non arriverà nessuno e che Giampaolo sarà costretto a raddrizzare al barca con il materiale umano che ha a disposizione. Certamente non posso prevedere il futuro e auspico con tutto il cuore di sbagliarmi e di vedere una società che in questo mercato operi concretamente e con la reale intenzione di salvare il Toro da un declino apparentemente inarrestabile. Tuttavia la storia recente ci racconta di sessioni invernali quasi sempre al limite del ridicolo. Di seguito un piccolo excursus di tutte le precedenti sessioni di mercato invernale, ricostruito con il supporto di una fonte attendibile che preferisce restare anonima.

Torino: storia delle sessioni invernali di calciomercato

Partiamo dalla prima stagione in Serie A nell’anno 2006/2007. Il Toro di Zaccheroni ha seri problemi e a gennaio arrivano Bovo e Coco in prestito, mentre parte uno dei giocatori più tecnici della rosa, vale a dire Stefano Fiore. Nella stagione successiva in panchina c’è Novellino, a gennaio si cerca di colmare la lacuna del centravanti, con Bjelanovic inadatto a ricoprire quel ruolo. Si tira per le lunghe la trattativa con il City per Bianchi che poi sceglie la Lazio. Risultato? Niente centravanti, si resta con Bjelanovic e arrivano Pisano e Diana. L’anno successivo il Toro è in piena zona retrocessione, arrivano Rivalta e Gasbarroni, ma la retrocessione è inevitabile. La stagione 2009/2010 è ricordata per la ormai celebre e positiva rivolta dei Peones, una sessione di mercato in cui, in Serie B, Petrachi stravolge la rosa, portando uomini affamati e vogliosi di lottare (tra di essi D’Ambrosio, ormai perno dell’Inter). La cavalcata del Toro si arresta però allo scontro playoff contro il Brescia. A gennaio 2011 il Toro è in B ed arrivano Antenucci, Cavanda e Budel. Tra questi tre solo il primo lasciò un buon ricordo in granata. Gennaio 2012, sempre in Serie B, arriva Pasquato, il quale non lascia traccia di sé. Nella stagione 2012/2013 per la salvezza in Serie A arrivano le meteore Menga, Kabasele, Barreto e Jonathas, tutti giocatori che hanno dato un apporto minimale (se non inesistente) alla causa granata.

Il campionato 2013/2014 è ricordato come quello fantastico dei nuovi gemelli del gol, Cerci e Immobile. A gennaio arrivano Kurtic, Tachtsidis e Vesovic, con soltanto il primo degno di essere ricordato al Toro. La stagione termina con il pass europeo ottenuto grazie ai problemi del Parma. A Gennaio 2015 il Toro si rafforza con Ichazo, Gonzalez dalla Lazio e Maxi Lopez. Solo quest’ultimo è stato in grado di regalare qualche emozione ai tifosi, ma approda in granata solo perché gratis. A gennaio 2016 arriva il solo Immobile e viene ceduto Quagliarella. Sembra un’operazione degna di una squadra che vuole puntare sulla coppia della nazionale del futuro, invece il giocatore napoletano non viene riscattato per meno di dieci milioni. Nella stagione 2016/2017 Mihajlovic chiede rinforzi, e arrivano le meteore Iturbe e Carlao. A gennaio 2018 con l’esonero di Mihajlovic, Mazzarri necessità di tempo per conoscere la rosa e dunque non arriva nessuno. Si può prendere Donsah, ma purtroppo dorme… e allora si è decide di non prenderlo. L’anno seguente il Toro disputa la stagione dei 63 punti, ma la società non reputa opportuno dare maggiore solidità alla rosa. Si va in Europa, ma sempre grazie ai guai di un’altra squadra. L’anno scorso, siamo in caduta libera, il presidente esonera Mazzarri a mercato chiuso e non dà modo a Longo di lavorare con qualche innesto. Si ottiene una miracolosa salvezza. Dunque per quale ragione quest’anno dovrebbe essere diverso? Piuttosto prepariamoci al solito immobilismo a meno di operazioni in entrata a titolo gratuito.

Urbano Cairo e Davide Vagnati
Urbano Cairo e Davide Vagnati
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ultimo aggiornamento: 30-12-2020


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ardi06
ardi06
10 mesi fa

Scrivo da giorni che una società minimamente normale, vedendo la classifica che ci vede tra gli ultimi e le beghe di diversi giocatori, avrebbe dovuto imbastire già la maggior parte delle trattative in uscita e in entrata, nel secondo caso innesti di qualità e nei ruoli necessari, in modo da… Leggi il resto »

Lewishenry - #conCairononmiabbono (neancheasky)
Lewishenry - #conCairononmiabbono (neancheasky)
10 mesi fa

Preciso come sempre, egregio Chiarizia.
Però aggiungiamo: ma comunque, chi se la sentirebbe di salire sul Titanic?

fuser90
fuser90
10 mesi fa

L’ultima perla in caso di retrocessione sarà Belotti che non vuole rinnovare, e la società attraverso i suoi mezzi stampa inizierà a dargli del mercenario, che è la causa della retrocessione perché negli anni gli hanno costruito la squadra per lui etc…

GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
10 mesi fa
Reply to  fuser90

solito processo alle intenzioni alla astrusa maniera zerotreina.
Patetico più ancora che inutile

Tra le altre, W il Gallo! Sia che resti sia che vada

Pedric
Pedric
10 mesi fa
Reply to  fuser90

Nessuno qui difende più cairo da tempo ormai.

La rubrica di Vincenzo Chiarizia / Toro, una speranza nonostante Cairo

La rubrica di Vincenzo Chiarizia / Il mercato non decolla. E forse non decollerà