A Napoli probabili defezioni: era facilmente prevedibile in sede di mercato - Toro.it

A Napoli probabili defezioni: era facilmente prevedibile in sede di mercato

di Vincenzo Chiarizia - 27 Febbraio 2020

Penna granata in trasferta / Il Torino è l’unica squadra che nel mercato di gennaio ha aggravato lo stato della sua rosa.

Domenica scorsa, come sappiamo per le note vicende italiane, non si è giocata Torino – Parma, gara importantissima per il futuro granata. Sotto certi versi è stato un bene perché ha permesso a Longo di lavorare più intensamente con il gruppo e di iniziare a preparare già da domenica stessa il match di sabato sera del San Paolo. La buona notizia è che il Napoli sarà orfano quasi sicuramente di Dries Mertens, mentre il Toro, nonostante abbia avuto modo di riposare e di ricaricare le batterie, lamenta una deficitaria situazione circa gli infortuni. In particolar modo Millico, dopo la botta alla schiena patita alla vigilia di Milan Torino, avrebbe saltato Torino-Parma e con ogni probabilità salterà anche la partita contro i partenopei. Come se non bastasse, a complicare la situazione, ci sarà la quasi sicura assenza di Berenguer. Visti gli allenamenti a porte chiuse di tutta la settimana e la conferenza di presentazione del match annullata, sarà difficile fare previsioni sull’undici titolare. L’unica variazione possibile che Longo (rosa dei granata disponibili alla mano) potrebbe ipotizzare è un passaggio alla difesa a quattro con uno dei seguenti moduli che dir si voglia: 4-3-1-2 o 4-4-2 con centrocampo a rombo. In questo caso Verdi andrebbe ad occupare il posto dietro le punte che saranno Zaza e Belotti. Sicuramente sulla carta sarebbe un potenziale notevole, ma la stagione in corso ci ha già detto quanto i sogni di gloria cotruiti su questi elementi stiano andando inesorabilmente in fumo.

Dunque come a mosca cieca ci ritroveremo sabato sera a vedere un match di cui le uniche informazioni certe sono le assenze probabili di Millico e Berenguer e le legnate che si sono date in settimana in allenamento, come ha mostrato via social Rincon. Che disdetta essere arrivati in questa situazione senza aver corretto gli errori. Anzi, il Torino è l’unica squadra che nel mercato di gennaio ha aggravato lo stato della sua rosa. Mai come in questi casi sarebbero serviti dei rinforzi in squadra. Il Genoa domenica ha perso contro la Lazio, ma l’ha fatto combattendo. Falque quando è entrato è stato il giocatore che ha calamitato a sé più palloni. Oggi ci servirebbe come il pane, invece la società ha pensato bene di darlo via. Su una cosa Cairo aveva ragione, e cioè che per vederlo all’opera si è dovuto attendere la fine di febbraio, ma che il giocatore fosse un elemento dal sicuro talento cristallino era ovvio. Lo sapevano tutti, solo lui faceva finta di non crederci.

Purtroppo la gestione societaria, soprattutto quest’anno, ha arrecato danni seri al Toro. La prima squadra è a cinque punti dalla terzultima, mentre la formazione Primavera è quintultima con la Fiorentina, a -1 dal Toro, che deve recuperare il match in casa del Chievo. I danni incalcolabili delle scellerate scelte di Cairo potrebbero avere conseguenze terribili sia per i grandi che per il settore giovanile. Rimediare alla querelle Petrachi con la promozione di Bava, oggi possiamo dirlo senza timore di smentita, ha destabilizzato la Primavera e non ha risolto il problema della Prima Squadra. Nei giorni scorsi su Tuttosport l’attuale ds del Toro veniva presentato come pronto a costruire un Toro più Toro, con la rete di osservatori ricostruita. Quindi possiamo dire con certezza che Cairo ha scelto consapevolmente un ds sul quale dal punto di vista umano non c’è nulla da dire, ma che era completamente destrutturato e senza una rete di osservatori operativa. Si spera che l’auspicio del quotidiano sportivo torinese riferito alla Prima Squadra, possa concretizzarsi anche per la Primavera. Certamente se l’anno prossimo si dovesse mantenere la massima serie con i grandi di Longo e non retrocedere con i ragazzi di mister Sesia in Primavera 2, sarà sicuramente un anno migliore, anche con l’attuale presidenza. Perché finalmente Bava potrà muoversi con un minimo di organizzazione e non sarà gettato allo sbaraglio come nella scorsa estate. Tuttavia proprio per l’atteggiamento dimostrato da Cairo e la scarsa affezione per le sorti del club granata con una guida a dir poco spregiudicata, qualora ce ne fosse ancora bisogno, mi spingo a ribadire che il mio sogno è riferito ad un cambio di proprietà.

Le voci si susseguono e i nomi anche, ma non c’è nulla di concreto e di ufficiale che possa effettivamente lasciar andare i tifosi a sogni concreti. Dunque appigliamoci a mister Longo e alla nostra fede, facendo tutto quello che ci è possibile per raggiungere la salvezza e per indurre l’attuale proprietà a lasciare definitivamente il Toro, società non gestita per raggiungere chissà quali obiettivi, ma tenuta piuttosto in ostaggio, con i tifosi chiamati a pagare un riscatto enorme in termini di amore per la maglia granata.

17 Commenti
più nuovi
più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
leonardo (Cairo,le scuse sono finite)
leonardo (Cairo,le scuse sono finite)
9 mesi fa

L’amara verità è che non ci siamo rinforzati quando anche i fatti lo richiedevano..le uscite,ci potevano “anche” starci a fronte di entrate di qualità,anche 2,invece del nulla.ora,considerata la situazione,facciamo sti punti salvezza alla svelta,non chiedo altro..anzi,chiedo che il nostro presidente venda xche altrimenti,ho paura che di queste situazioni ce ne… Leggi il resto »

odix77
odix77
9 mesi fa

che articoli davvero che sanno di nulla…… premesso che concordiamo tutti sul mercato scelle.rato di gennaio , la defezione sarebbe millico? con tutto il rispetto per il ragazzo ma ha giocato praticamente mai….. berenguer di sicuro è piu rilevante visto che è un titolare e che verdi è un fantasma….… Leggi il resto »

mas63simo
mas63simo
9 mesi fa

Non sono d’accordo sulle due defezioni , nulla di che. I giocatore che possono fare la differenza ci sono ( Nkoulu, Sirigu, Ansaldi e Belotti) gli altri sono appena degli onesti mestieranti.