Tra la pochezza del Toro e la grandezza del Gallo - Toro.it

Tra la pochezza del Toro e la grandezza del Gallo

di Vincenzo Chiarizia - 29 Ottobre 2020

Penna granata in trasferta / Se devo immaginare il Toro del futuro con Cairo alla presidenza e senza Belotti, mi vengono i brividi

Il passaggio del turno di Coppa Italia da parte del Toro è un stato purtroppo del tutto casuale. Infatti è stato l’episodio del rigore a far pendere il risultato a favore del Torino e a farci evitare la lotteria dei rigori. E non è certamente il risultato positivo di 3 a 1 a farmi cambiare idea su una gara scialba, da far morire dal sonno, in cui il Toro non è riuscito a creare granché. Molti addetti ai lavori, compresi i cronisti RAI, hanno incensato Verdi come migliore in campo. Sono sempre stato un estimatore del giocatore nativo di Broni, ma ieri sinceramente ho visto una gara tutt’altro che positiva. Certamente lui è stato decisivo con l’assist e la doppietta, ma chi ha visto tutti i centoventi minuti ha potuto ammirare l’immobilismo dell’undici granata. Non c’è stato un giocatore che si proponesse, che dettasse un passaggio, che facesse uno scatto per liberarsi e ricevere un passaggio, nulla di nulla. Anzi no, un giocatore c’è stato: ed è Singo. Lui sì che è stato il migliore in campo. Giocatore di grande fisicità, esplosività e velocità. Non ha paura di tentare la giocata e di prendere l’iniziativa. Si vedeva che lui ieri aveva voglia di giocare. Non per nulla gran parte delle azioni del Toro si sono svolte sulla fascia destra. A sinistra invece, tra Murru e Rodriguez, il Toro si è dimostrato molto carente. Se pensiamo poi che gli esterni di destra non sono stati espressamente richiesti da Giampaolo (pur essendo probabilmente tra le cose positive della rosa di quest’anno), mentre quelli di sinistra sì, la cosa si fa davvero preoccupante.

Cosa significa concedere tempo ad un allenatore? A mio avviso il tempo di cui ha bisogno un tecnico è nel far assimilare ai suoi calciatori degli schemi di gioco. Intendo dire che i giocatori, nelle prime gare, possono essere incapaci nell’applicazione dei nuovi dettami tattici, possono sbagliare dei movimenti perché alcuni meccanismi andrebbero oliati, ma non ci vuole tempo per far correre una squadra! Veramente la prestazione di ieri mi ha lasciato con tanti punti interrogativi in testa e sebbene Verdi abbia chiuso la gara con un assist e due reti, non mi sento di giudicare la sua prestazione come positiva. Se giochiamo con la Lazio, così come abbiamo camminato in campo con il Lecce, i biancocelesti potrebbero farcene davvero tanti, ammesso che si giochi. Vedremo se la Lazio avrà tredici giocatori disponibili, di cui almeno un portiere, da poter schierare o meno.
Altre due indicazioni che giungono dalla gara di Coppa Italia sono la prestazione positiva del “Donnarumma serbo” e quanto si è sentita l’assenza del Gallo. Milinkovic-Savic non è stato impegnato particolarmente, ma ha dimostrato di esserci nelle occasioni in cui, almeno con i piedi, è stato chiamato in causa. Ricordo di aver visto personalmente all’opera Milinkovic-Savic all’Olimpico contro i giallorossi, nel match di Coppa Italia del 20 dicembre 2017, quando il Toro di Mihajlovic vinse 2 a 1. Il portierone fu assoluto protagonista con diverse parate tra cui quella su rigore a Patrick Schick. A dir la verità su una sua uscita sbagliata la Roma prese palo, ma nel complesso anche grazie a lui il Toro strappò il passaggio del turno. Non voglio dire che Milinkovic-Savic sia realmente il Donnarumma serbo, ma che fosse quanto meno migliore di Ujkani e Rosati era piuttosto lampante. Dunque anche la sua gestione in questi anni è stata a dir poco strana. Passando al Gallo ieri abbiamo visto cosa è il Toro senza di lui.

Senza Belotti il Toro perde l’unico simbolo di grinta di questa squadra. Se devo immaginare il Toro del futuro con Cairo alla presidenza e senza Belotti, mi vengono i brividi perché dove ritroviamo un altro Gallo? Per noi sarebbe davvero la fine. Il nostro capitano corre e rincorre gli avversari, dà sempre una mano alla squadra e se la carica sulle spalle. A volte sbaglia qualche gol, ma lui è l’unico che merita di vestire la maglia granata. Riesce a lottare nonostante si ritrovi a predicare in un deserto creato ad arte da un presidente senza amore per il Toro. E forse è proprio questa cosa che lo rende grande ai nostri occhi. Vedere un giocatore dare l’anima contro tutto e contro tutti. Molti vorrebbero che il Gallo andasse via, ma è chiaro che questo desiderio rappresenti gratitudine e infinito amore calcistico verso chi, finalmente, rispetta la nostra maglia. Io personalmente non vorrei mai che il Gallo abbandonasse i nostri colori, tuttavia riconosco che lui meriti di più, esattamente come noi tifosi. Ma se sia noi che lui non possiamo pretendere di più dalla società mediocre che abbiamo, mi domando se sia giusto tenere in ostaggio un giocatore come Belotti che giustamente nutre ambizioni maggiori? Totti rinunciò al Real Madrid, ma almeno ha giocato in Champions e vinto uno scudetto. Con Cairo alla presidenza, cosa potrà mai vincere Belotti? Ecco perché alla fine comprendo malinconicamente chi si dice pronto al sacrificio di vedere il Gallo vestire un’altra casacca. Certo che se Cairo decidesse di mollare l’osso…

Andrea Belotti
Andrea Belotti

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Gigi Meroni
Gigi Meroni
25 giorni fa

Dal mio punto di vista Belotti non é un fuoriclasse.
Dimissioni Cairo!

Alberto Fava ( Gigi Marengo for President & premiata colluseria cairota out)
Alberto Fava ( Gigi Marengo for President & premiata colluseria cairota out)
28 giorni fa

Sempre con argomenti logici. Concordo su tutto .

tric
tric
28 giorni fa

Strano che Chiarizia non abbia concluso invitando il Gallo a non più segnare, altrimenti i giocatori si abbracciano e si passano il COVID. Tanto, sciocchezza per sciocchezza ….