Torino-Bologna, Damato convinto dal Var

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CAMPO, 6.1.18, Torino, Stadio Olimpico Grande Torino, Serie A, TORINO-BOLOGNA, nella foto: Antonio Damato

Il punto sull’arbitro che ha diretto la sfida del Grande Torino, la prima di Mazzarri

Stavolta al VAR viene data retta e l’arbitro di turno, il pugliese Antonio Damato, torna sui propri passi cancellando l’ammonizione per simulazione a Verdi e concedendo il penalty al Bologna. Insomma, cambiando l’ordine dei fattori, è sempre il Torino a subire. Nel complesso la direzione di gara è stata comunque piuttosto ordinata e coerente, anche grazie all’attenzione dei collaboratori che non hanno sbagliato nelle loro segnalazioni e l’unico caso rilevante è quello del 47’. Al 10’ probabilmente l’unico errore in occasione di una deviazione ignorata di Mbaye su cross di Obi (si è ripreso con la rimessa dal fondo anziché col calcio d’angolo). Al 20’ ammonizione giusta per Burdisso che, superato in velocità da Palacio non lontano dall’area granata, commette un fallo tattico sul suo connazionale: nell’occasione i rossoblu chiedono l’espulsione ma non si tratta di chiara occasione da rete perché Palacio va verso l’esterno e comunque nei pressi c’è anche N’Koulou. Al 38’ rischia anche Mbaye per un fallo tattico su Falque; il cartellino giallo viene mostrato, invece, a Gonzalez a causa di un fallo commesso al limite della propria area di rigore su Niang che lo aveva superato aggirandolo con un buon movimento. Al 45’ fermato Falque per posizione di fuorigioco millimetrica.

Ad inizio ripresa l’episodio chiave che prende avvio da un’azione fallosa di Destro che recupera un pallone aiutandosi con una spinta ai limiti del regolamento su Baselli, Damato non la sanziona, l’azione prosegue e il pallone giunge a Verdi che entra in area dove viene affrontato da Molinaro il quale, nel tentativo di anticipare l’attaccante felsineo, allunga il piede: a questo punto Verdi cade in modo piuttosto plateale il che probabilmente induce l’arbitro (comunque ben piazzato) ad optare per l’ammonizione per simulazione. Tuttavia, venendo richiamato dal VAR Di Bello (sebbene non appaia un chiaro errore da protocollo VAR), va a consultare il monitor e si accorge che effettivamente c’è un pestone da parte del terzino granata sul piede sinistro di Verdi e così rivede la sua decisione ed assegna un rigore che non sarebbe stato clamoroso non concedere e sul quale resta forte l’ombra del precedente fallo di Destro su Baselli.
Al 53’ in occasione del raddoppio granata è regolare la posizione di Niang sul filtrante di Falque mentre al 67’ in zona d’attacco viene punito con il calcio di punizione contro un controllo di Molinaro apparentemente di spalla ma giudicato di braccio (fermata un’azione pericolosissima del Toro). Al 90’ è giustamente ammonito Okwonkwo per un fallo su Rincon. L’ultima “emozione” al 92’ quando Berenguer termina a terra in area rossoblu ma non è ravvisabile alcun intervento falloso sullo spagnolo che sembra scivolare.
Direzione di gara sufficiente per Damato che ha adoperato correttamente il VAR per ciò che gli è stato proposto (esclusivamente il contatto Molinaro – Verdi, non anche quello precedente Destro – Baselli); con lui i granata hanno finora ottenuto cinque vittorie, sei pareggi e otto sconfitte.

5 Commenti

  1. Il VAR vede quello che neanche Verdi stesso ha visto/sentito. Si becca l’ammonizione per simulazione senza colpo ferire. Di questo passo tutti gli attaccanti si butteranno appena entrano in area tanto un contattino il VAR lo trova. Sono favorevole al VAR ma il calcio è uno sport che presuppone contatto fisico. Verdi aveva già deciso di tuffarsi, del pestone manco si è accorto.

  2. Classe arbitrale italiana indegna!Ieri Giulini alla DS è stato un grande.Nel modo giusto ha espresso opinioni forti e coraggiose,nonostante Zazzeroni,stò nano da giardino,mescolasse le carte sviando il discorso appoggiato da un Pecci ridicolo e fazioso.Questo è l’approfondimento sportivo italico che amiamo tanto.