Ecco il Chievo Verona, la squadra che ha fermato il Napoli

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CAMPO, 26.11.16,Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 14.a giornata di Serie A, TORINO-CHIEVO VERONA, nella foto: Roberto Inglese esulta dopo gol 2-1

I clivensi di Rolando Maran hanno soltanto un punto in meno rispetto ai granata. L’uomo chiave resta Inglese, ma occhio a Birsa e Castro

La tranquillità di chi ormai non è più una sorpresa, la voglia di chi, senza cambiare mai troppo, è sempre pronto a rinnovare il suo spirito. Si potrebbe raccontare così il Chievo di Rolando Maran, solida realtà di metà classifica del nostro calcio. Età media alta, volti che cambiano poco di stagione in stagione, ma stimoli immutati: conquistare il prima possibile la salvezza e togliersi qualche soddisfazione cammin facendo. E lo 0-0 dell’ultima giornata, conquistato contro il travolgente Napoli capolista, rientra di diritto in quest’ultima categoria. Sfida di carattere, solidità e coraggio quella contro i partenopei che ha coronato l’obiettivo della vigilia: approfittare delle difficoltà di un collettivo superiore tecnicamente, ma provato dalle fatiche di Champions.

Nelle precedenti undici giornate di campionato, i prossimi avversari del Toro di Mihajlovic hanno vissuto di momenti: avvio piuttosto interlocutorio con la vittoria contro l’Udinese alla prima giornata, le sconfitte – prevedibili – contro Juventus e Lazio e i pareggi contro Atalanta e Genoa. In seguito, però, erano arrivati i convincenti successi contro Cagliari, Fiorentina e nel derby contro l’Hellas, intervallati solo dal buon punto di Reggio Emilia. Prima dell’ottimo pareggio contro il Napoli, infine, erano arrivati due brutti k.o. per 4-1 – molto diversi tra di loro – contro Milan e Samp.

L’idea tattica di Maran ha subito ben poche variazioni rispetto agli anni passati. La base di partenza è sempre il 4-3-1-2, sebbene nella sfida contro il Napoli il tecnico abbia inserito Depaoli per una punta giocandosela con un 4-4-2 spiccatamente compatto. Pochi, dicevamo, i volti nuovi. Pucciarelli si è preso il posto da titolare in attacco, mentre Stepinski (centravanti polacco in prestito dal Nantes) si candida ad essere la vera sorpresa della stagione. Bani e Garritano, per ora, hanno svolto un ruolo più marginale nelle rotazioni di Maran. Gli accorgimenti in campo non sembrano mutati: grande attenzione alla copertura dei corridoi centrali, importanza dell’imprevedibile apporto di Castro – vecchio pallino granata – alla manovra offensiva e sfruttamento del possesso palla basso come arma per attirare il pressing avversario e colpire con verticalizzazioni improvvise. La punta di diamante resta Roberto Inglese, capocannoniere del Chievo con 4 reti e promesso sposo del Napoli, ma l’importanza tattica rivestita da Birsa e Castro rende entrambi i centrocampisti pericolose armi da cui i granata dovranno guardarsi. Confronto non facile per gli uomini di Mihajlovic (reduci dalla gara di San Siro, definita quasi perfetta dall’allenatore granata): l’appuntamento per le risposte del campo è domenica prossima, alle ore 15, sul prato del “Grande Torino”.

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