Nicchi presidente AIA sul Var alla ripresa del campionato

Nicchi: “Var? Se si riparte ci sarà”

di Giulia Abbate - 21 Aprile 2020

Il presidente dell’AIA Marcello Nicchi conferma: “Forse diminuirà il numero di persone ma alla ripresa il Var ci sarà”

E’ stato il presidente dell’AIA Marcello Nicchi, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, a intervenire questa mattina sul tema ripresa del campionato e presenza del Var. Il numero uno degli arbitri italiani, infatti, ha voluto non solo far emergere il punto di vista spesso ignorato della classe arbitrale, ma anche dare le prime conferme per quanto riguarda l’organizzazione dei direttori di gara in previsione di un ritorno in campo: “Di arbitri in queste settimane non ha parlato quasi nessuno. Ma se ci saranno le condizioni per ripartire saremo pronti. Abbiamo fatto le cose per bene, senza aver avuto il bisogno di sbraitare o straparlare sui giornali o nelle riunioni istituzionali dove in qualche caso sembravamo non esistere“. E sulla presenza del Var, in forte dubbio nelle settimane passate come lo stesso Nicchi aveva dichiarato: “Ci sarà: la società che si occupa di tutta la tecnologia ci ha assicurato che le stanze con le apparecchiature negli stadi saranno sanificate e si manterranno le distanze di sicurezza. Forse diminuirà il numero di persone: oggi sono sei, potrebbero essere meno, ma il VAR ci sarà“.

Il presidente dell’AIA: “Siamo pronti a ripartire”

E a chi gli chiede se gli arbitri sono pronti a scendere in campo risponde sicuro: “Si lo sono e lo dico con orgoglio. Non possiamo comportarci come una squadra di club e portare in ritiro un mese arbitri che vengono da tutta Italia. Ma visto che si sono allenati basterà un primo ciclo di 7-10 giorni per riprendere la forma ottimale. Poi a ridosso delle competizioni ci sarà un altro mini ritiro. Con test, controlli e tamponi. È nostra intenzione scegliere gli arbitri più in forma per le partite più importanti senza vincoli geografici.

Però partiamo da due presupposti: il primo è tutti i nostri arbitri offrono garanzie; il secondo è che arbitri e assistenti non viaggiano su pullman o charter come le squadre. Lo fanno per conto proprio con macchina, treno o aereo. Se possiamo permettere a un arbitro di raggiungere la partita di competenza senza attraversare mezza Italia non è meglio? Speriamo non ci sia bisogno di queste attenzioni, ma se ce ne fosse è giusto salvaguardare la salute. O vogliamo affermare che un arbitro professionista, se la pandemia lo rendesse necessario, non potrebbe arbitrare la squadra della propria città? Io questo lo rifiuto“.

Nicchi: “Il rischio? Dobbiamo essere bravi a renderlo minimo”

Infine, il presidente dell’AIA Nicchi commenta così l’intenzione di riprendere il campionato: “Non sono uno scienziato e non spetta a me dirlo. Quello che viene ipotizzato oggi, potrebbe cambiare domani. Purtroppo le date non le decidiamo noi, ma il virus attraverso il numero di contagi e decessi. Sono state ipotizzate delle date, il 4 maggio per la ripresa degli allenamenti e fine maggio per le partite: abbiamo davanti 40 giorni, si comincia a intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel e io mi auguro che sia possibile riprendere, non solo per il calcio ma per l’intero Paese.

Se aspettiamo che i contagi arrivino a zero in tutto il Paese potremmo non ripartire mai. Un piccolo margine di rischio calcolato ci sarà, ma dovremo essere bravi a renderlo minimo attraverso scelte di buon senso“.