Serie A: calciatori contrari al ritiro dal 18 maggio 2020

Subito in ritiro dal 18 maggio? I giocatori dicono no: è scontro col Governo

di Giulia Abbate - 15 Maggio 2020

I giocatori non sono d’accordo al ritiro forzato a partire dal 18 maggio: disponibili a farlo solo 2 settimane prima della ripresa del campionato

Tutti in ritiro a partire dal 18 maggio? Forse, o forse no. L’ufficializzazione della possibilità di terminare il campionato non sembra vicinissima ma senza dubbio la possibilità di riprendere gli allenamenti a pieno (o quasi) ritmo è un primo importante passo verso il ritorno alla normalità anche nel mondo del calcio. Tuttavia, la ripresa dei lavori prevista per il prossimo lunedì è destinata ad essere accompagnata da non poche discussioni soprattutto per quello che concerne il ritiro forzato a cui le società dovranno sottoporre i propri giocatori. Idea che sembra non piacere per nulla ai calciatori, poco propensi a ritirarsi in una “seconda quarantena” all’interno dei centri sportivi o in strutture ad essi adiacenti.

Serie A, ritiro solo 2 settimane prima del via

E’ stato proprio questo il tema centrale dell’incontro andato in scena ieri pomeriggio tra i rappresentati delle squadre di Serie A, i rispettivi Capitani e il dottor Walter Della Frera. Una riunione nella quale sono state esaminate le modifiche del protocollo Figc, volute dal ministro Spadafora in base alle indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico. In particolare, se in un primo momento l’idea di un ritiro per tutto il gruppo squadra sembrava essere positiva per le società e i giocatori, il fatto di non avere ancora alcuna certezza sulla ripresa del campionato, né tanto meno sulle relative date, rende il tutto non particolarmente condiviso da parte dei giocatori.

In buona sostanza, i calciatori non sarebbero disposti a chiudersi in ritiro all’interno delle foresterie o di strutture alberghiere adiacenti agli impianti sportivi di allenamento, già a partire dal 18 maggio. L’idea più avvallata, al contrario, sarebbe quella di programmate il tutto in base all’eventuale data di inizio del campionato: tutti in ritiro a partire da due settimane prima. Se la data del 13 giugno fosse confermata, dunque, i giocatori sarebbero disposti a ritirarsi a partire dalla fine del mese di maggio o i primi giorni di giugno. E in caso di positività all’interno di un gruppo?

Stop al campionato in caso di positività?

L’altro argomento del giorno, poi, ha spostato l’attenzione di tutti sul problema relativo alla gestione degli eventuali casi di positività che dovessero emergere a campionato ripreso. Possibilità non così remota visti i tanti giocatori trovati positivi ai primi controlli per rientrare in campo. Come fare, dunque, se una volta ripartita la Serie A un calciatore dovesse risultare positivo?

Il rischio che emerge, più in dettaglio, è quello di doversi nuovamente fermare, rendendo del tutto inutili le “trattative”, le discussioni e gli impegni del Governo e dei massimi organismi del calcio italiano. Serve chiarezza, dunque: sulle modalità di svolgimento dei ritiri, delle partite di campionato e su tutti i passi che potranno rendere possibile una ripresa ma in totale sicurezza.

Lorenzo De Silvestri e Tomas Rincon si allenano con la mascherina al Filadelfia
Lorenzo De Silvestri e Tomas Rincon si allenano con la mascherina al Filadelfia