Toro, il Cagliari è in forma: Barella e Pavoletti hanno fame di punti

di Francesco Vittonetto - 10 Aprile 2019

Il punto sull’avversaria del Torino: Cagliari a 36 punti, ma Maran non vuole fare calcoli per la salvezza. All’andata finì 0-0, come a Parma

Tre vittorie nelle ultime quattro e salvezza che è lì, ad un passo. I numeri del Cagliari parlano di un momento di forma evidente, il migliore della stagione Ma a Maran non basta ancora: “Già salvi? Non dobbiamo fare calcoli, dobbiamo andare forte e basta”, avvertiva il tecnico dopo la vittoria interna contro la Spal targata Faragò-Pavoletti. Messaggio spedito al Torino di Mazzarri, che contro i rossoblu si giocherà – domenica 14 aprile alle 12.30 – un altro metro nella corsa Europa. I sardi, attualmente, sono dodicesimi in classifica: 36 punti, a più otto dall’Empoli terzultimo. Tra fine marzo e inizio aprile solo due stop in sei gare: la sconfitta a Bologna per 2-0 e quella interna contro la Juventus. Per il resto, oltre agli estensi, Barella e compagni hanno mandato al tappeto anche Inter, Fiorentina e Chievo.

Torino, a Cagliari finì 0-0 all’andata

Dal catino della “Sardegna Arena” sono passati i punti salvezza. Lo sa bene proprio il Toro, che all’andata incappò a Cagliari – senza Mazzarri in panchina, fermato dai medici – in un pari per certi versi simile a quello, ultimo, di Parma: tanto possesso, qualche occasione, nessun gol.

I problemi, per la truppa di Maran, sono invece arrivati dalle trasferte. Appena 9 punti in 15 partite lontano da casa, frutto di due successi – contro Atalanta e Chievo, quest’ultimo il 29 marzo scorso – e tre pareggi, contro Fiorentina, Spal e Frosinone. Pochino, ma tanto è bastato per arrotondare la quota della permanenza in Serie A, ormai ipotecata a meno di improbabili ribaltoni .

Le armi del Cagliari: Barella trequartista e Pavoletti saltatore

Il film della gara d’andata ben descrive cosa il Torino dovrà affrontare. Un undici compatto, quello del Cagliari: 4-3-1-2, grande pressing sulle fonti di gioco avversarie, buona fisicità. Due, le chiavi. In primis Barella, riscopertosi ottimo vertice alto del rombo (tanto che Maran lo ha preferito anche a Birsa ultimamente) e autore fin qui di una stagione da incorniciare.

Poi c’è Pavoletti, privato a gennaio di una vera seconda punta – con gli addii di Sau e Farias -, ma che ha trovato in Joao Pedro una solida spalla su cui fare affidamento. Il centravanti è già a quota 11 gol in campionato, otto dei quali realizzati di testa. In Europa, in questo fondamentale, ha pochi eguali.

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Anche quagliarella e defrel avevano tanta fame.