Le dichiarazioni di Giampaolo in vista di Torino-Bologna, sfida valida per la 13^ giornata di campionato: la conferenza

Meno di 48 dopo la sfida contro la Roma persa per 3-1, il Torino dovrà scendere nuovamente in campo contro il Bologna. L’intenzione è quella di invertire la rotta: sono infatti ancora zero le vittorie raccolte tra le mura amiche. Giampaolo, nella conferenza stampa pre-partita presenta così il match di domani: ” Capita di perdere, a noi è successo spesso, ma se lo fai a testa alta e a costo di lasciarci il sangue ti viene riconosciuto. C’è una bandiera da portare in alto, il resto non conta Devo essere disposto a tutto per questo. Servono doti morali oltre a quelle professionali. Contro il Bologna ci attende una partita molto, molto importante. Ho detto alla squadra che va disputata con coraggio e determinazione. Non esiste farsi venire il braccino. Qui si vede la consistenza umana del gruppo. É bello poter prendere parte anche a partite di questo calibro e prendersi responsabilità, ne accresce valori umani dell’uomo più che del calciatore. Se giochi con il braccino, ne esci sconfitto come uomo“.

Giampaolo: “Formazione? Sceglierò domani facendo una tara delle assenze”

Ancora il tecnico granata: “Sapevamo di avere poco tempo, ma questo non cambia nulla. Siamo pronti a giocare dopo 48 ore, dobbiamo esserlo. Tutto il resto non conta niente. I cambi di Roma? Non penso nulla. Le prestazioni e il calcio evolvono continuamente. Non c’è nulla di definitivo. Ho già detto che avrei dato spazio a tutti perché bisogna chiamare a raccolta le risorse di tutti i giocatori. Già nelle prime due partite hanno giocato quasi tutti. Al netto di tutto, sceglierò domani facendo una tara rispetto alle varie assenze. Da cosa bisogna ripartire? Non abbiamo mai subito in maniera totale un avversario, anche nei vari momenti dei singoli match. Non abbiamo mai dimostrato di essere allo sbando. Abbiamo pagato a caro prezzo le disattenzioni di Tizio, Caio e Sempronio, che probabilmente sono io.“.

Il tecnico: “Sirigu? Il suo nome fa rumore ma il Toro è al di sopra di tutto”

Su Sirigu e la situazione della squadra: “Le scorie non vengono eliminate con una partita. Non si resetta nulla in un giorno. Noi mangiamo ‘cioccolato’ da quattro mesi a questa parte in una full immersion incredibile. Continuiamo però a soffrire. Sirigu? La sua esclusione è stata una scelta. Il giorno dopo la decisione, puoi rispondere in maniera arrendevole, polemica, ‘rompicoglioni’ così ci capiamo meglio, o professionale. Lui il giorno dopo la partita si è impegnato, ha lavorato, zitto, e queste sono le risposte che i calciatori devono dare. É stato professionale. Poi sicuramente subisci, ma il giorno dopo io calciatore sono in prima linea per mettere in difficoltà l’allenatore nelle scelte. Sirigu si è allenato bene: domani può rientrare come può tornare nella partita successiva. Non si è una volta dentro e una fuori. Non discuto le sue qualità, è un portiere forte. Il suo nome fa più rumore, ma è un giocatore come gli altri: il Toro è al di sopra di Sirigu, Giampaolo, Belotti e compagnia bella“.

Giampaolo: “Belotti è destinato a lasciare il segno”

Sui singoli: “Belotti è uno di quei giocatori che fanno la storia del club. Lui lo ha fatto in parte, ma continuerà a farla. É destinato a lasciare il segno e questo determina la misura delle sue qualità. Edera invece è il classico esempio di un giocatore che è stato ai margini, perché non rientrava nel sistema iniziale, ma invece ad oggi rientra di più. É da più di un mese che si allena in silenzio, con impegno e attenzione, e questo non passa inosservato. Non basta farlo un giorno o una settimana, è la continuità del mio lavoro che fa la differenza. La fiducia è poi la logica conseguenza che ne deriva. Lui può adattarsi bene, anche meglio di come sta facendo. Questo vale per lui come per Buongiorno: non l’ho mandato allo sbaraglio, sapevo che avrebbe fatto bene perché mi aveva dato risposte.“.

Il tencico del Toro: “Di sicuro e al sicuro non c’è niente

Su Meité e la sua posizione: “L’inizio di stagione di Meité? É forte, ha tanti pregi ed è un professionista eccellente, lavora con impegno. Ora deve riuscire a fare un salto di qualità dal punto di vista psicologico: non per l’impegno, ma su ciò che riguarda la sfera mentale. La mia posizione? Di sicuro e al sicuro non c’è niente e nessuno, e non mi interessa nemmeno. La prima cosa che ci insegnano a Coverciano è che la valigia deve stare sempre dietro alla porta. Cosa significa? É assodato, questo è il mio mestiere e non c’è niente di nuovo.”.

Marco Giampaolo
Marco Giampaolo, Torino
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ultimo aggiornamento: 19-12-2020


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duca79
duca79
11 mesi fa

A me Giampaolo piace, dispiace davvero tanto che debba pagare lui. Speriamo di vincere oggi!

682n
682n
11 mesi fa

ennesimo esonero in vista .

Mondo
Mondo
11 mesi fa

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