Senza Belotti, Ljajic e Falque, nemmeno contro il Chieri la manovra offensiva del Torino convince. Boyé, Berenguer e Sadiq sono sotto esame

Ci si sarebbe aspettato qualcosa di più. Non può che essere condivisibile il pensiero della maggior parte del pubblico venuto ieri pomeriggio al Filadelfia per assistere alla sfida tra Torino e Chieri. Un 3-0 piuttosto striminzito, che lascia aperta qualche questione importante in casa granata. Nulla di tragico, è bene precisarlo: non è certo da un test di allenamento che ci si aspetta la differenza, o l’intensità da finale da Champions League (evitiamo i luoghi comuni). Ma è di certo da un test di alleamento contro una formazione di Serie D che ci si aspetta ben più di tre gol, di cui solo due, per altro, realizzati dagli attaccanti. Tra uno sbadiglio e l’altro, nel freddo pomeriggio torinese, la gara contro il Chieri si è portata avanti con poche occasioni da raccontare e con una considerazione non da poco: l’attacco (di riserva) del Toro fatica. Fatica eccome.

Nel 4-3-3 disegnato da Mihajlovic, non giocavano Belotti, Ljajic, Niang (tutti in Nazionale), o Falque (ieri non impiegato), chi più, chi meno, di caratura diversa rispetto ai compagni. L’allenatore ha infatti deciso di dare spazio a Berenguer, Boyé e Sadiq, in attesa di un segnale che, se arrivato, lo ha fatto soltanto a metà. Pochi gli spunti da parte dei due esterni, pochissimi quelli della punta, che ha sì segnato raccogliendo un assist proprio dell’argentino, ma che è sembrato relativamente avulso dalla manovra granata. Non inganni nemmeno la rete proprio di Boyé (di testa, su cross di De Silvestri): si è trattato dell’unica vera occasione che lo ha visto impegnato. E non è di certo un’attenuante.

Boyé, Berenguer e Sadiq continuano a non convincere. Nemmeno in amichevole. Non è certamente un momento facile per le scommesse del Torino, che ha bisogno di cambi su cui poter fare reale affidamento, nell’ottica di un percorso alla conquista delle qualificazioni in Europa League. La strada, per ora, non è quella giusta. E se non si vorrà intervenire sul calciomercato, occorrerà un repentino cambio di rotta. Totale. Decisivo.


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Mimmo75
Mimmo75
4 anni fa

Mandrogno 18:30… ho sbagliato io a risponderti, ha ragione Valentino: coraggio.

Mandrognosenzaportafoglio
Mandrognosenzaportafoglio
4 anni fa
Reply to  Mimmo75

Eh si, hai proprio ragione…bisogna proprio farsi coraggio nel leggere certi sproloqui…!!

io
io
4 anni fa

possibile che molti di noi non si siano ancora resi conto che Boyè è un emerito pippone ?

Mandrognosenzaportafoglio
Mandrognosenzaportafoglio
4 anni fa
Reply to  io

Ciao io, prima facciamolo giocare nel suo ruolo e con continuità per almeno 6/7 giornate (come Niang, tanto per fare un esempio) e poi vedremo se è veramente un “pippone”. E se lo è, allora nulla vieta di cederlo, ma prima fallo giocare e impiegalo come dovrebbe essere “messo in… Leggi il resto »

Simona
Simona
4 anni fa

Boyè in argentina giocava da prima punta centrale con una seconda è punta veloce vicina, in fascia non rende ma vicino a Belotti farebbe grandi cose. Difficile togliergli la palla, io lo manderei a giocare a gennaio. Sadiq acerbo al massimo da C in B avrebbe problemi, a gennaio via.… Leggi il resto »

Mirko (AmmaMi71)
Mirko (AmmaMi71)
4 anni fa
Reply to  Simona

Concordo…

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