Ajeti, Nicola e il comune passato al Toro: ma quante differenze

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CAMPO, 12.2.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 24.a giornata di Serie A, TORINO-PESCARA, nella foto: Arlind Ajeti esulta dopo gol 2-0

L’allenatore e il difensore del Crotone hanno entrambi vissuto una stagione in maglia granata: domenica saranno avversari

Difensore centrale il primo, terzino destro l’altro. Pochi metri di differenza in campo, un abisso per ciò che riguarda la breve esperienza al Toro. Davide Nicola e Arlind Ajeti, oggi, sono rispettivamente allenatore e giocatore del Crotone, prossimo avversario dei granata. Ma il passato più o meno recente, che granata lo è stato per entrambi, non potrà che tornare a galla nella sfida dello “Scida”. Esperienze diverse. E di molto. La stagione a Torino, per tutti e due, è stata soltanto una. Almeno in campo, dato che per Nicola il granata è una seconda pelle da tutta una vita e l’ipotesi di sedersi un giorno sulla panchina che oggi è di Mihajlovic è un auspicio non troppo nascosto. L’albanese, invece, è arrivato in Piemonte quasi in sordina, all’inizio dello scorso mercato. Infortuni e sorte avversa ne hanno condizionato la stagione che ha raccontato di sole quattro presenze in campionato e un gol, contro il Pescara.

Un gettone in meno di quelli accumulati finora in Calabria dove si è trasferito, in prestito, per provare il rilancio. Proprio mister Nicola gli ha dato grande fiducia: se si escludono la prima gara di campionato, vissuta in panchina e la sfida contro il Cagliari, in cui è rimasto fuori per un problema al polpaccio, l’albanese è partito sempre dal 1’. Continuità che al Toro è stata un miraggio. Decisamente agli antipodi, invece, l’avventura del tecnico. 35 presenze nella stagione 2005-2006 condite, come nel caso di Ajeti, da un gol. Piccolo particolare: la sua è stata la rete decisiva nella finale play-off contro il Mantova, quella che fece esplodere i 60mila del “Delle Alpi”. Da lì in poi, il passaggio allo Spezia, poi Ravenna e Lumezzane per chiudere la carriera e iniziarne una nuova, da allenatore. Ma Torino è rimasta nel cuore, tanto che lì si è concluso il suo pellegrinaggio in bici dopo il miracolo salvezza. L’arrivo al rinato Filadelfia, poi, è stato solo un altro omaggio alla fede granata mai sopita. Meno tre a Crotone-Torino: per Nicola e Ajeti le motivazioni saranno doppie. Tra emozione e rivalsa, a seconda dei casi.

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