Contro il Genoa, Sasa Lukic ha sostituito l’infortunato Daniele Baselli dopo appena un quarto d’ora, ma nella mediana a due non è riuscito a convincere

Chi ben comincia è a metà dell’opera: così recita una celebre proverbio che non si può però adattare alla partita del Torino contro il Genoa. Dopo appena una trentina di secondi la squadra granata a Marassi era riuscita a creare la prima occasione: sponda di Belotti per Baselli, conclusione di quest’ultimo dal limite e palla sul fondo. Chi l’avrebbe mai detto che quella sarebbe stata di fatto l’unica vera azione dei granata per tutta la partita? Probabilmente nessuno. Se c’è un aspetto in cui il Toro ha particolarmente deluso contro il Genoa è quello riguardante la costruzione del gioco: mai come ieri la squadra di Mihajlovic ha faticato a produrre azioni ed arrivare alla conclusione su azione manovrata. “Abbiamo giocato fino a che c’è stato in campo Baselli, senza colpevolizzare chi lo ha sostituito” ha ammesso Lombardo al termine della partita, sottolineando proprio le difficoltà avute dal Torino nel costruire gioco. A finire sul banco degli imputati è anche (ma non solo) colui che per caratteristiche e qualità avrebbe dovuto imbastire il gioco granata in mezzo al campo: Sasa Lukic.

Il giovane centrocampista serbo non è partito titolare ma per vederlo in campo non si è dovuto attendere molto: dopo circa un quarto d’ora Baselli è stato costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un infortunio e Lukic ha avuto così la possibilità di essere protagonista del match per oltre un’ora e un quarto di gioco (recupero compreso). Sarebbe sbagliato addossare al numero 25 granata le colpe della sconfitta e della brutta prestazione della squadra, considerato che a vivere una giornata negativa sono stati praticamente tutti gli elementi della rosa granata, ma certo Lukic non ha fatto molto per riuscire a mettersi in luce, nonostante l’incontro con il Genoa fosse per lui un importante banco di prova.

Con il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 tutti i centrocampisti granata sono finiti sotto esame: gli unici che però sono riusciti a convincere nel nuovo sistema di gioco sono Daniele Baselli e Afriyie Acquah. Mihajlovic nelle ultime giornate ha provato a far ruotare tutti gli i suoi centrocampisti nel ruolo di mediano e, se già era ben consapevole di non disporre di un altro giocatore per caratteristiche simile ad Acquah (un interditore pure che fa della forza fisica uno dei suoi principali punti di forza), ora deve fare i conti anche con il fatto che nessuno si è dimostrato all’altezza di Baselli, che partita dopo partita, ha dimostrato di saper unire bene la qualità alla quantità. Dopo Benassi con il Napoli, anche Lukic contro il Genoa ha fallito l’esame e a risentirne è stato il gioco della squadra. Chissà se la gara contro il Sassuolo e gli allenamenti nel prossimo ritiro potranno riabilitare il giovane regista e far in modo che Mihajlovic decida di puntare su di lui anche con il 4-2-3-1.


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1969RG (cairo BOICOTTERÒ i tuoi core business)
1969RG (cairo BOICOTTERÒ i tuoi core business)
4 anni fa

Petrachi è scarso come ds.
Era mediocre come giocatore.Dimostra di essere mediocre come ds.
L’unica cosa dove è bravo è dire Si Padrone.Va bene Padrone.Ok Padrone.
Solo per questo motivo è il ds del Toro.
La meritocrazia è altra.

carbonaro doc
carbonaro doc
4 anni fa

lukic nel centrocampo a 1 fallisce miseramente

ah ah ah!

ne aveva 5 da contrastare

però noi, con le cinque punte e mezzepunte, abbiamo fatto sfracelli

l’anno prossimo passerei al 2-1-7, due centrali – un centrocampista – 7 assaltatori lagunari/marines

kieft
kieft
4 anni fa
Reply to  carbonaro doc

veramente con Steven Seagal, Chuck NOrris, van damme e come numero 9 Vin Diesel o Jason Statham, finiamo in 7 la partita, ma almeno ci mettono un po’ di grinta……..banda di rammolliti! alla fine di queste fatidiche 48 ore non mi stupirei che Mihajlovic mollasse e Cairo richiama De biasi,… Leggi il resto »

mauri
mauri
4 anni fa

Bis granata delle 9:51 non è all’altezza il da perché per la sesta volta a consegnato una squadra incompleta e disomogenea. È maggiormente colpa del presidente perché ha scelto il ds, ha scelto l’allenatore, perché per il dodicesimo anno consecutivo non è ha creato una rete osservatori, e non ha… Leggi il resto »

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