Edera per sostenere Zaza e Belotti: il Torino riscopre l'ex Primavera

Rivoluzione Edera, assist e fase difensiva: Longo lo ha messo al servizio del Toro

di Francesco Vittonetto - 24 Giugno 2020

L’uomo ombra del play avversario: così Longo ha dato a Edera un ruolo cruciale in fase difensiva per “reggere” Belotti e Zaza. E contro l’Udinese…

In campo è stato il calciatore del Torino, tra gli undici titolari, che ha giocato meno palloni e ha portato a termine meno passaggi. Intanto però Simone Edera ha messo sul piede di Belotti la sfera che è poi entrata in rete a 101 km/h e poco dopo avrebbe segnato anche il suo terzo gol in Serie A, non fosse stato per la svista di Maresca, che invece di uno scontro tra Nuytinck e Samir ha visto e fischiato un fallo (inesistente) di Zaza. Le statistiche non dicono tutto, insomma. Dietro ai numeri che racconterebbero di un ectoplasma si nasconde una precisa scelta di Longo, che ha trasformato il 20 da un’ala di estro a un trequartista servizievole: un’ombra, più che un fantasma, deputato a interrompere sul nascere la costruzione avversaria. E per questo imprescindibile, negli equilibri tattici di una squadra emersa con idee nuove dalla sosta forzata.

Edera, pochi palloni toccati ma tanto lavoro sporco

Ci spieghiamo, approfondendo. Edera ha giocato 17 palloni in sessantotto minuti, mettendo a referto 8 passaggi. Zaza, il penultimo in questi due fondamentali, è riuscito a completare 11 passaggi e ha giocato 24 palle. E attenzione, contro il Parma aveva agguantato cifre non dissimili, sebbene incrementate dal maggior dominio territoriale dei granata: 31 palloni giocati – nessuno ne ha accumulati meno – e 12 passaggi riusciti, meglio del solo Belotti (10).

Eppure, qui come nelle parole di Longo, sono e saranno espliciti gli elogi. Perché l’ex Primavera si è reinventato schermo del regista avversario (Mandragora ieri, Scozzarella sabato), l’unica via possibile per permettere all’undici di reggere le due punte, Zaza e Belotti.

Le parole di Longo: “Per sostenere Belotti e Zaza è necessario”

Ma meglio lo ha spiegato il tecnico granata, nel dopogara: “Per sostenere due attaccanti come Belotti e Zaza abbiamo bisogno di far giocare Edera sul play avversario in fase di non possesso, quando poi prendiamo palla si allarga sulla destra nella sua posizione. Sfruttiamo il suo entusiasmo”. E la sua dedizione.

Sacrificio e umiltà ora accompagnano la qualità di Edera. Che, immaginiamo, in questi giorni studierà la fase di possesso del Cagliari di Zenga, prendendo appunti su Cigarini e soci. Ora non pensa più, solo, a correre, dribblare e segnare: nel gioco del 20 c’è di più, c’è un metodo per decostruire il palleggio altrui.

Edera
Simone Edera of Torino FC competes for the ball with Rolando Mandragora of Udinese Calcio during the Serie A football match between Torino FC and Udinese Calcio.