La sfida di Juric: dare dei nuovi leader al Torino. Il ricambio generazionale è la strada, ma per qualcuno può essere difficile da accettare

La tattica non basta a garantire il cambiamento. Questo Torino è di Ivan Juric non solo perché gioca come una squadra di Ivan Juric, ma perché pian piano sta costruendo le sue fondamenta su un nucleo di giocatori diverso rispetto al passato, pienamente fidelizzato al progetto. A questo nucleo, però, mancano ancora i leader. Lo dice il tecnico, che ragiona pubblicamente senza timore dei fraintendimenti: “Noi siamo in un processo di cambio di leadership e di generazione. Le gerarchie si sono un po’ capovolte. I nuovi leader devono ancora nascere”. Riflessioni, queste, precedenti all’esaltazione della sfida contro la Samp, che è stata ivanismo in purezza.

Il ricambio per risanare il Torino

Nella resistenza alla rivoluzione, Juric ha individuato uno dei problemi strutturali del Toro delle ultime due stagioni. Il mantra, ossessivamente ricorrente in qualunque analisi sulla crisi del club granata, è stato, dall’esonero di Mazzarri in poi: “Ma i giocatori sono gli stessi che si sono qualificati all’Europa League nel 2019”. Ecco, non era un rompicapo, ma esattamente il problema da risolvere: mettere volti nuovi e salutare quelli vecchi. Il processo, nell’ultimo mercato, è stato efficace fino a un certo punto. Juric, per farla breve, si aspettava un intervento più radicale, da parte di Cairo e Vagnati. Il “coraggio” che ha chiesto alla dirigenza verso il mercato di gennaio va inteso in questo senso.

Juric sa di scontentare qualcuno. Per questo chiede “coraggio” a Cairo

Prima di nuove cessioni e conseguenti acquisti, in ogni caso, Juric sta agendo con ciò che ha a disposizione. Usando ancora le sue parole: “Giocatori che adesso giocano prima non contavano molto nello spogliatoio. Molti calciatori che abbiamo ancora sono silenziosi, non si sentono in grado di comandare. Mandragora ha un po’ queste caratteristiche”. Questo cambio di leadership, però, si porta dietro il rischio degli scontenti. Il tecnico non lo ha nascosto: “Stiamo facendo un ricambio generazionale che non è facile da accettare per chi giocava prima e ora sta fuori. Chi non lo accetta abbassa il livello di allenamento”.

Questa è una crepa da sanare per tempo: sarebbe deleterio, spaccare lo spogliatoio proprio all’inizio di una stagione promettente. Anche per questo il tecnico ha chiesto coraggio nel rinnovamento della rosa. Gli esuberi sono noti: Rincon, Baselli, Izzo, Zaza. Per loro c’è poco spazio, in questo Toro. A gennaio potrebbero salutare, se Cairo e Vagnati riusciranno a piazzarli.

Ivan Juric
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ultimo aggiornamento: 04-11-2021


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torofab
torofab (@torofab)
26 giorni fa

commento misteriosamente non pubblicato…ho riguardato la netiquette del sito ma…non c’era nulla che non andasse.

granatadellabassa
granatadellabassa (@granatadellabassa)
27 giorni fa

Io però non capisco perché Izzo si è ridotto a fare la riserva della riserva. Ha 29 anni, è uno specialista della difesa a tre. Pancia piena dopo il ricco rinnovo del contratto?

Troposfera Granata
Troposfera Granata (@carbonaro-doc)
27 giorni fa

Per ardi06, baselli e izzo dovrebbero essere totalmente ammortati. Invece per verdi ballano i 5,75 mln del 2023 + buona parte dei 5,75 del campionato 2021-22. Iden zaza, 3,12 mln per il 2023 + buona parte dei 3,12 del 2021-22. Anche di rincon rimane qualcosa degli 1,8 mln fino a… Leggi il resto »

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