Il tecnico ha affrontato il discorso legato al feeling mai sbocciato con i tifosi durante la conferenza stampa pre Milan

Ivan Juric nella giornata di ieri si è presentato alla conferenza stampa di vigilia della gara con il Milan, quella che molto probabilmente sarà l’ultima da allenatore del Torino di fronte al proprio pubblico. La tifoseria granata è il rapporto con essa tra l’altro tema cardine delle dichiarazioni rilasciate ieri dal tecnico croato.

La prima in casa dopo Superga

C’è molta attesa per la gara di questa sera e non solo per motivi strettamente legati al rettangolo verde. L’ultima partita disputata dai ragazzi di Juric allo Stadio Olimpico-Grande Torino è datata 3 maggio, ovvero la serata precedente alle commemorazioni di Superga, dove è avvenuto il patatra tra i vetri oscurati del pullman del Torino con sfondo l’entusiasmo dei tifosi granata ad accogliere festanti i loro beniamini. Dopo l’episodio del video e delle dichiarazioni quasi blasfeme ai piedi di una cornice così suggestiva per il popolo granata, è la prima volta che il Torino giocherà di fronte ai propri tifosi: “Mi piacerebbe vedere che questi ragazzi che hanno fatto anni stupendi trovassero amore e sostegno, vedere la gente contenta, un ambiente positivo, questo ti porta a dare di più”, ha detto Juric, a sottolineare un rapporto con la tifoseria già zeppo di alti e bassi ben prima che il suo addio diventasse un fatto conclamato e dei recenti fatti di Superga.

Per Juric il suo è stato un grande lavoro

Juric più volte nell’arco di quest’ultima stagione ha indicato come il supporto da parte del tifo granata potesse essere uno dei fattori che avrebbe permesso al suo gruppo di fare il definitivo salto di qualità. Il tifoso del Torino indubbiamente ha preteso di più. Si è illuso di poter coronare questo triennio – come magari accadrà – con un accesso all’Europa che manca da tempo, in un campionato che ha presentato occasioni ghiotte per salire su un treno che in altre stagioni sarebbe stato più proibitivo. La risposta a quest’ambizione sono state spesso partite di basso livello come con Salernitana e Frosinone, dove però lo stadio era pieno mentre il Toro svuotato di qualsiasi iniziativa. Indipendentemente da come finirà questa stagione, per Juric il suo lascito resta positivo: “Abbiamo fatto un grande lavoro, un lavoro faticoso, duro, mi sono goduto ogni momento. La squadra era in difficoltà, abbiamo dato un gioco, non abbiamo mai fatto vergognare i tifosi di noi, questi sono segnali di un ottimo lavoro. Per questo vorrei questo ultimo passo per l’Europa, siamo talmente vicini…”

Juric su Superga

Il sostegno ci sarà, perché chi ha cuore il Torino sicuramente preferirà vedere la sua squadra raggiungere la Conference League piuttosto che rendere il proprio fortino un inferno che potrebbe influenzare negativamente la partita col Milan, che potrebbe essere davvero l’ultima spiaggia. Di certo un episodio come quello di Superga non è di quelli che si fanno scivolare in un nulla di fatto e Juric ne è consapevole, anche se l’invito è giudicare l’intera serie, non il singolo episodio: “I ragazzi hanno fatto una stronzata ma hanno dato tutto, non saltando un allenamento, riuscendo ad essere competitivi – ha detto Juric, aggiungendo – Vorrei al di là di quello che è passato, che è brutto, che ci fosse riconosciuto qualcosa, specie per chi giocherà l’ultima partita qui domani”.

Un passo oltre Juric

“Mettete i fiori nei vostri cannoni” sarebbe il messaggio che Ivan Juric estenderebbe ai settori del Grande Torino. Un clima pacifico, di coesione e sostegno verso una vittoria con il Milan che aprirebbe scenari che forse fino alle precedenti al match del Bentegodi erano ormai inaspettati. Sono stati i giovani del Toro, le speranze future a concedere le ultime planate verso l’alto di questo ottovolante a tinte granata che oscilla tra il sogno Europa e l’accontentarsi dell’ennesima metà classifica. I gol di Savva e Dellavalle sono la risposta che il Torino resterà ben saldo, com’era prima e sarà dopo Juric, che c’è qualcosa che va oltre la guida tecnica di una singola persona. Non sarà molto, ma è già tanto per poter guardare al dopo Juric con un’ottica più ottimistica e lasciar scorrere con serenità queste ultime giornate della sua triennale. Il suo rapporto con la tifoseria non è mai davvero sbocciato. Ma la rottura di un matrimonio di solito non ha mai un solo colpevole. E’ più facile pensare che la verità stia nel mezzo. Allontanarsi è la soluzione all’incomunicabilità, pur con un filo di malinconia. “La cosa negativa è la spaccatura che c’è, mi chiedete dei fischi, ma per me dovrebbe esserci solo allegria, invece siamo rimasti di vedute diverse, questo mi dispiace“.

Ivan Juric, head coach of Torino FC, looks on prior to the Serie A football match between Torino FC and AC Monza.

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ultimo aggiornamento: 18-05-2024


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eugenio63
1 mese fa

Effettivamente la letterina di formali quanto generiche scuse, peraltro imposta dalla nota Società di cartapesta, rende manifesta la collettiva assoluta codardia dell’intero gruppo squadra in quanto nella sostanza essa è finalizzata a celare alla piazza il nominativo dei due compagni responsabili dell’oltraggiosa e deprecabile offesa.. Concordo che sotto questo aspetto… Leggi il resto »

T
T
1 mese fa

Ma “non saltare un allenamento” sarebbe un merito?
Lunedì vado dal mio capo a dirgli “non ho saltato un giorno di lavoro, mai un’assenza ingiustificata”, merito applausi.

eugenio63
1 mese fa
Reply to  T

Simpatico T, non disperare … , chissà forse il tuo capo ti riconosce un aumento contrattuale.
In ogni caso sinceri complimenti per il tuo strepitoso sarcasmo in quanto concordo assolutamente che stavolta il pur bravo Juric ha “toppato” alla grande !

Dhrama
Dhrama
1 mese fa

Solo io mi sono perso il presunto gol di Dellavalle magnificato nell’articolo? Comunque, a proposito di Juric, ora che se ne sta andando, in primo luogo dovrebbe chiedere scusa per il dito medio alla curva, in secondo luogo dovrebbe dirla tutta sulla società di fuffa che ci ammorba da 20… Leggi il resto »

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