Il croato trova poco spazio con D’Aversa, ma è chiamato a convincere il Torino in vista del futuro
Tra contestazioni e risultati altalenanti, la stagione granata si avvia verso la sua fase conclusiva. Le ultime otto partite dovranno servire a D’Aversa e ai suoi ragazzi per allontanarsi definitivamente dalla zona retrocessione e provare a chiudere al meglio il campionato, magari raccogliendo anche indicazioni utili in vista della prossima stagione.
Le recenti, deludenti sessioni di mercato hanno infatti lasciato diverse situazioni in sospeso in casa Torino, tra prestiti con obbligo di riscatto e giocatori che stanno trovando poco spazio. In caso di salvezza, ad esempio, il club dovrebbe sborsare circa 8 milioni complessivi per riscattare Anjorin e Kulenovic.
Se il primo, nel corso della stagione, non è mai riuscito a trovare continuità né con Baroni né con D’Aversa – che lo aveva già allenato all’Empoli -, l’attaccante croato sembrava invece potersi ritagliare un ruolo importante nell’organico granata.
Kulenovic, partenza sprint e poi solo panchine
Lanciato subito da Baroni in Coppa Italia contro l’Inter, anche per necessità, l’attaccante si era presentato nel migliore dei modi, trovando il gol contro i nerazzurri prima di uscire progressivamente dai radar granata.
Partito titolare in due occasioni anche in campionato con l’ex allenatore, dall’arrivo di D’Aversa il classe 1999 ha collezionato meno di 45 minuti in quattro partite. Un minutaggio troppo ridotto per permettergli di mettere in mostra le proprie qualità, complice anche un Zapata in grande spolvero, tornato a segnare e a offrire prestazioni di livello.
Kulenovic, la conferma passa dal finale di stagione
Il tema, però, resta aperto e si riproporrà a fine stagione. I 3 milioni necessari per il riscatto obbligatorio, in caso di salvezza, rappresentano una cifra contenuta in relazione alle sue caratteristiche, all’età, all’esperienza internazionale e sopratutto alle cifre del mercato attuale.
Al croato non resta quindi che sfruttare al meglio le poche occasioni che gli verranno concesse, per convincere l’allenatore e guadagnarsi un posto in maglia granata anche per il futuro, al di là del riscatto.

Eboose “convince, Cholito come Maradona e Kulenovic che cerca un impiego a lungo termine…Ma parlare un po’ della questione stadio? la butto lì eh
C’è poco da convincere, ormai è quasi sicuro del riscatto.
E’ costato poco, tutto sommato come panchinaro ci può anche stare.
Ripeto: come panchinaro.
Sarà una delle colonne portanti del dream team nella nuova esaltante stagione!