Cairo: "Da presidente mi darei un 7. Il Filadelfia è anche merito mio" - Toro.it

Cairo: “Da presidente mi darei un 7. Il Filadelfia è anche merito mio”

di Redazione - 19 Agosto 2020

Il presidente Cairo, nella sala conferenze dello stadio Olimpico Grande Torino, presenta il nuovo allenatore Marco Giampaolo

A presentare Marco Giampaolo allo stadio Grande Torino è il presiedente Urbano Cairo. Ed è il patron che inizia a parlare nella sala conferenze. Cairo conferma quanto già affermato qualche giorno fa, di aver già certo in passato l’allenatore: “Alcuni hanno storto il naso quando ho detto che avevo cercato Giampaolo già in passato, ma è andata veramente così. Lo avevo già cercato un paio di volte e poi alla terza ce l’ho fatta”. Poi ancora su di lui: “Giampaolo è un maestro di calcio, sa far giocare bene le squadre, sa sviluppare il talento dei giocatori, giovani e meno giovani. Anche Vagnati ha sempre avuto un grande apprezzamento per lui”. Sulla trattativa: “Per fortuna siamo riusciti a trovare un’intesa, poi c’è voluto un incastro rapido dovuto al fatto che doveva liberarsi dal Milan”.

Cairo ringrazia Longo

“Ci tengo a ringraziare Moreno Longo, ha colto l’obiettivo minimo della salvezza. A un certo punto, dopo le sette sconfitta di fila, la situazione era complicata. Lui si è impegnato molto, ha dato l’anima, io gli ho sempre fatto i complimenti, anche dopo la brutta partita di Ferrara in cui non ero certo soddisfatto del pari”, ha spiegato il presidente granata. “Merita un ringraziamento da parte mia perchè ha fatto il massimo”.

Il presidente: “Ho sbagliato a paragonarmi al Grande Torino”

Il presidente Cairo analizza poi la stagione appena conclusa soffermandosi in particolare sull’infelice paragone con il Grande Torino: “Siamo partiti con certi presupposti dopo l’ottima stagione precedente. C’era la voglia di fare ancora meglio e per questo ritenevo che fosse importante dare continuità ai calciatori della stagione scorsa. Ho fatto un parallelo con quello che fece il Grande Torino negli anni Quaranta, ovviamente lungi da me paragonarmi a quel presidente”.

Volevo solo cercare di capire se ci poteva essere qualcosa da imparare dal punto di vista dell’organizzazione e della gestione. Lungi da me pensare di accostarmi anche lontanamente a chi ha fatto quelle cose straordinarie negli anni Quaranta. Purtroppo non è stata una buona idea. Siamo in un periodo totalmente diverso, sono passati tanti anni. C’è una mobilità diversa dei calciatori, dei desideri diversi. Quindi bisogna cercare di andare incontro a questo tipo di desideri“.

“Nkoulou? Sbagliato non mantenere la promessa di cederlo”

Tra le cose che non hanno funzionato in casa Toro c’è anche senza dubbio il “caso Nkoulou”: “il voler essere ceduto nasceva dal fatto che quando lui arrivò da noi gli fu fatta, anche se non da me, una promessa di fare un anno con noi e poi di essere ceduto. Io ho pensato di tenere tutti i protagonisti del settimo posto per fare ancora meglio e il mister Mazzarri era il primo a volere il mantenimento di quella difesa che tanto bene aveva fatto“.

Questo però mi ha fatto disattendere la promessa fatta non tanto a Nicolas quanto al suo agente, con cui peraltro si è creato un grande rapporto. Questo non è stata una cosa buona: quando fai una promessa, bisogna mantenerla. E’ stato un errore da parte mia la decisione di tenere tutti tra cui Nicolas che voleva fare nuove esperienze. Peraltro lui è un professionista e poi è tornato su livelli molto buoni. E’ stato sbagliato anche decidere, dopo la partita di andata col Wolverhampton, di tenerlo fuori per il ritorno. Quando uno sbaglia una partita non va crocifisso. Col senno di poi questa cosa non l’avrei fatta. Poi forse qualcuno che lo conosceva ha fatto leva su alcune cose sue per portarlo via; c’è stata una serie di cose che ha creato malumore”.

E proprio sull’Europa continua il presidente Cairo: “Abbiamo superato due turni poi ci è capitata la squadra peggiore che potessimo affrontare. Questo ha fatto cominciare la stagione in modo non positivo anche perchè i calciatori ci tenevano molto ad andare avanti. Si era partiti molto presto e la stagione è diventata lunghissima”.

Bava? Ha dato l’anima ma serviva un’esperienza diversa”

Poi, sulla decisione di inizio stagione che ha spinto il Toro a promuovere Massimo Bava come direttore sportivo: “aveva fatto molto bene nelle giovanili, Comi lo spingeva. Poi però su alcune cose serve una esperienza diversa. Massimo ha dato l’anima e si è preso anche troppe colpe, ma questo è stato un altro granellino che ha rovinato il meccanismo. Peraltro, alla fine del girone di andata avevamo fatto 27 punti come l’anno prima. Ma il clima intorno non era bello, Mazzarri sempre contestato, io non parliamone, perchè lo metto in preventivo e non vado in panchina, ma uno che viene contestato e va in panchina magari ha un tipo di reazione diversa. In generale, comunque, da questa annata ho capito che serve solo gente motivata, che pensa di essere nel posto migliore del mondo

Cairo: “Non voglio buttare soldi ma dobbiamo migliorare ovunque”

Infine, il presidente Cairo traccia un bilancio di questi suoi 15 anni alla presidenza del Torino: Ho ripensato alle stagioni in cui siamo rimasti davvero delusi. Sicuramente quella del 2008-2009 quando retrocedemmo, quella del 2010-11 quando non andammo nemmeno ai playoff, e sicuramente questa stagione perchè avevamo nettamente aspettative diverse. Sono tre stagioni negative su quindici. Per il resto abbiamo avuto buone stagioni: la promozione del 2005-2006, la stagione del 2013-2014 in cui arrivammo settimi e poi fummo ripescati, il primo campionato con Ventura quando ritornammo in Serie A in cui cominciammo a mettere un seme per fare bene successivamente“.

Poi nel 2014-15 arrivammo agli ottavi di Europa League facendo un buon campionato insieme alla Coppa, dove siamo usciti con lo Zenit San Pietroburgo dopo aver giocato un tempo in dieci ed esserci giocati la qualificazione fino all’ultimo minuto. Tre stagioni molto negative, cinque stagioni molto positive. Nelle altre abbiamo fatto cose discrete, non eccezionali, ma penso al primo campionato di Mihajlovic: fu divertente, la squadra segnò molto, Belotti fece 26 gol. L’anno successivo dovetti esonerarlo ma abbiamo comunque terminato il campionato in maniera discreta“.

Tornando ancora più indietro, c’era un Toro che si stava mettendo in marcia. E la stagione in cui perdemmo la finale a Brescia non è stata ottima ma nel girone di ritorno abbiamo fatto una rimonta da 41 punti: non so se sia giusto buttare via tutto. Ho avuto tre stagioni negative di cui mi dispiace molto, cinque positive, altre di buon livello. Poi se mi viene detto che non voler perdere ogni anno 20-30 milioni è una colpa, non so che dire. Per essere apprezzato come nei primi tempi o come in certi momenti devo perdere tutti questi soldi? Non me lo posso permettere e non credo sia giusto farlo. Invece, quello che va fatto migliorare in tutte le cose“.

Cairo: “Il Filadelfia è anche merito mio. Prima c’erano solo macerie”

Il patron granata interviene poi sui paragoni con le altre realtà italiane: “Molti presidenti le strutture se le sono trovate. Quando sono arrivato io non c’era nulla. Comi conosce il Toro da 40 anni e mi ha detto che non ci sono mai state le strutture di oggi. A partire dal Filadelfia, per la cui rinascita un piccolo merito me lo prendo anche io. Qualcuno dice che avrei dovuto mettere quanto ha messo il Comune: io ho messo un milione, un altro mezzo milione per i seggiolini. Adesso insieme al commendatore Beretta faremo la sala mensa e relax arrivando a circa 1.8 milioni. E sono investimenti, quelli sul Filadelfia, su una strutture che non è del Toro ma della Fondazione. Se qualcuno dice che la società deve essere patrimonializzata rispondo allora vendetemi il Filadelfia e poi faccio quello che va fatto. Il Robaldo? Abbiamo vinto una gara quattro anni fa. Non voglio dare colpe a nessuno però pensavo servissero solo 3/4 mesi di cose burocratiche per partire con i lavori, cominciando a costruire ad inizio 2017. Oggi così avremmo Robaldo e Filadelfia mentre quando sono arrivato c’erano solo macerie”.

Io sono al Toro da 15 anni:in quelli precedenti si sono avvicendati 5 presidenti e alla fine il Toro è fallito. Io ho sempre onorato tutti gli impegni e il Toro nella classifica decennale del ranking Uefa per le squadre italiane è al nono posto. Abbiamo l’ottavo-nono fatturato della Serie A: davanti ci sono Juventus, Inter, Milan e Roma, che hanno molti più tifosi e di conseguenza incassano di più dai diritti tv. Anche il Napoli ha sei milioni di tifosi in giro per il mondo ed è l’unica squadra di quella città. C’è la Lazio, squadra della capitale, la Fiorentina che ha un fatturato più alto del nostro. Poi qualcuno dice che non ho mai vinto Scudetti. E’ vero ma chi ne ha vinti negli ultimi anni? Solo la Juve, prima l’Inter e il Milan”.

Il presidente: “Che voto mi do? Un 7”

E a chi gli chiede di darsi un voto come presidente, Cario non ha dubbi: “Un 7. Ma se avete idee diverse sono qui. Quando sono arrivato, ripeto, c’erano solo macerie. E nei 15 anni precedenti si erano accumulati cinque presidenti. In passato il calcio costava molto meno. Sergio Rossi era un uomo molto facoltoso, ma guadagnava cinque miliardi l’anno, che oggi forse potrebbero valere dodici milioni di euro, quello che ho perso quest’anno e l’anno scorso”. 

E sulla vendita del Torino: “Io non devo rimanere al Toro a vita, però mi chiedo se i tifosi sarebbero stati felici di vedere il Toro in mano a Ciuccariello o a Proto. Il giorno che cederò voglio mettere il Toro in mano a qualcuno più ricco o più bravo di me, non a gente che dice sui giornali che mi vuole stanare. Quando voglio comprare qualcuno, vado da lui e lo corteggio. Chi vuoi stanare tramite i giornali?”

“Voglio aprire un nuovo ciclo”

E ancora Cairo su Giampaolo: “Oggi stiamo in una fase in cui stiamo ricominciando. Vogliamo aprire un nuovo ciclo, dobbiamo avere pazienza e seguirlo nel suo tipo di calcio. Troveremo i giocatori adatti a lui. La gente quando sono arrivato mi diceva: magari potessimo stare stabilmente nella parte sinistra della classifica. E lo abbiamo fatto per alcuni anni. Non c’è da vantarsi ma era quello che la gente voleva, così come il fatto di far tornare in alto il settore giovanile e, a parte quest’ultima stagione, direi che abbiamo fatto anche questo sia dal punto di vista dei titoli che dei trofei. Il Toro poi è in Serie A da nove stagioni e non succedeva da tanto. Non sono obiettivi di cui mi voglio fregiare ma dobbiamo anche guardare il bicchiere mezzo pieno”.

Poi, ripeto, io non sono qua a dire che voglio rimanere al Toro a vita. Lungi da me. Però sento dire che io mi sono avvantaggiato col Toro. Quando sono arrivato nel 2005 avevo un’azienda che fatturava 250 milioni. E non ho preso La7 per la notorietà avuta col Toro. Non l’ho avuta perchè possedevo il Toro ma perchè Telecom voleva vedere la proposta migliore ed era la mia. Quando scalo Rcs non è grazie al Toro. Quando ho convinto chi di dovere a darmi le azioni non sapevano nemmeno chi fossi ma avevo una proposta e un piano convincente.

Cairo: “Quello che ho fatto per il Toro l’ho fatto per passione”

Quello che ho fatto per il Toro l’ho fatto per passione, per convinzione, per tradizione, sacrificando il tempo da destinare alla famiglia. Io non sono, lo ripeto, una persona che può perdere 20-30 milioni all’anno e comunque di persone così non ce ne sono molte. Di imprenditori italiani chi c’è che può farlo? Fatturi 75 milioni, non vendi perchè non ti vuoi indebolire, e devi comprare giocatori senza vendere. Ho perso 13 milioni, l’anno prima 12. Era molto meglio quando vendevo e poi compravo”.

E d’altronde, sottolinea Cairo, chi può permettersi di perdere 20-30 milioni? “Il Verona non credo, la Fiorentina non so, magari Commisso può. Il Bologna nemmeno, adesso pare che Saputo, che è molto più ricco di me, voglia fare una politica di contenimento. Poi ci sono le solite sei-sette squadre. La Juventus ha risorse molto maggiori delle nostre. Poi c’è l’Atalanta: la differenza l’ha fatta Gasperini. Lo stavo per prendere per tre volte. Poi chissà se i tifosi sarebbero stati contenti visto che è di scuola juventina e ci fu quel Genoa-Toro famoso. Per il resto se mi trovate un imprenditore italiano disposto a perdere queste cifre, trattiamo e gli cedo il Toro. Ma in questo momento, in cui peraltro è arrivato il Covid che può azzerare gli incassi del botteghino, voglio vedere se lo trovate”.

E continua: “Ho preso Vagnati, che è giovane, ha voglia ed è aziendale, è molto ambizioso e si impegna a 360° gradi. Conosce i calciatori, sa chi andare a prendere. Ha voglia di fare bene e ha un gruppo di persone che fanno scout di qualità per scoprire i giocatori prima che lo facciano altri. E’ quello che vogliamo fare e abbiamo preso Giampaolo, un valorizzatore di talenti, proprio per questo. Ora faremo interventi sul mercato. La contestazione? Non sono l’unico ad avere contestazioni, non siamo l’unica squadra che quest’anno ha deluso. Ma ora sono qui per impegnarmi per fare le cose meglio”.

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Alberto Fava ( Gigi Marengo for President)
Alberto Fava ( Gigi Marengo for President)
1 mese fa

Interessante quando parla dei “ milioni che ha perso”. Ma cosa ha perso di realmente “ suo”, ossia di capitale personale o proveniente da altre aziende del gruppo a vario titolo : sponsor , finanziamento, prestito …? Come fanno le altre Società si serie A , a partire dai gobbi… Leggi il resto »

mas63simo
mas63simo
1 mese fa

“Mi darei 7” 🤣😂🤣😂🤣😂 io invece ti darei 7 badilate tra i denti….. così la finisci di sparare c.a.z.z.a.t.e. ogni volta che apri bocca ! C.O.G.L.I.O.N.E

AstroMaSSi
AstroMaSSi
1 mese fa

I tifosi delle altre squadre gli danno 10 per come li ha fatti divertire. A Milano, sponda rossonera, perculate a raffica per averli liberati in serie di quelli che ritengono bidoni cosmici: – Niang – Gianpaolo – Biglia Ci vorrebbero dare anche altri giocatori visto che sembriamo apprezzare la spazzatura… Leggi il resto »