Il 35 granata, impiegato appena 1′ in campionato da D’Aversa, è a lavoro per guadagnare più minuti
Marianucci, dopo essere stato subito buttato nella mischia con Baroni, ha perso mano a mano la titolarità e con l’arrivo di D’Aversa la situazione si è ulteriormente complicata. Nonostante i rapporti tra il tecnico e il giocatore siano ottimi, siccome fu proprio D’Aversa a lanciarlo ad Empoli, il minutaggio ottenuto con il nuovo tecnico granata è quasi nullo e dopo le parole del procuratore del ragazzo la situazione è rimasta invariata. La sosta rappresenta dunque una possibilità enorme per Marianucci.
Prestazioni sottotono
La sosta arriva nel momento giusto per Marianucci, che può e deve sfruttare l’assenza dei due centrali difensivi titolari (Ismajli e Coco) per convincere D’Aversa a concedergli un minutaggio maggiore. Il numero 35 granata, dopo aver giocato subito le prime gare in granata con Baroni, è finito in basso alle gerarchie dello stesso ex tecnico granata che già dalla gara di Genoa, l’ultima di Baroni, lo aveva lasciato in panchine preferendogli Ebosse. Le prestazioni fornite dal ragazzo non sono state all’altezza delle fiducia risposta in lui e, se con Lecce e Fiorentina le sue lacune sono state oscurate dai risultati, la sconfitta contro il Bologna è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, evidenziando gli errori del numero 35.
La sosta come punto di partenza
La sosta rappresenta, dunque, per Marianucci un treno che non può perdere affinché la sua stagione prenda una piega differente. L’ex Empoli, infatti, ha deciso di vestire la maglia granata per poter giocare più di quanto potesse fare al Napoli, ma adesso la situazione è la medesima e questa può essere l’ultima chiamata a cui Marianucci deve rispondere presente per chiudere in maniera positiva la sua breve esperienza granata.

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