Mazzarri, in Brescia-Torino la quiete dopo la tempesta

La quiete dopo la tempesta: il Toro riparte da Mazzarri

di Francesco Vittonetto - 11 Novembre 2019

Mazzarri salva la panchina in Brescia-Torino: il gruppo è con lui. Ma il tecnico avvisa: la sosta è un pericolo. I granata non devono mollare

No, la vittoria di Brescia non ha risolto in un attimo tutti i problemi del Torino. Il primo a riconoscerlo è stato proprio Walter Mazzarri, che però anche attraverso i piccoli rimproveri rivolti ai suoi in un sabato quasi impeccabile (“Sullo 0-2 mi sono arrabbiato”) ha dimostrato di avere ancora la squadra in pugno. I rischi che la trasferta del “Rigamonti” si portava dietro erano reali: con la sosta davanti, in caso di k.o., Cairo avrebbe avuto nel cassetto anche la mossa dell’esonero. Un pensiero – e, perché no, una paura – che rendeva ancora meno agevole il compito di WM. Ma alzi la mano chi, nei novanta minuti di sabato, ha visto all’opera una squadra timorosa del prossimo futuro. Tutt’altro: i granata hanno lottato fin dai primi minuti. E come nelle sconfitte si sono espressi tutti i demeriti di chi stava in panchina, così nella vittoria sarebbe ingiusto non riconoscerli.

Mazzarri si salva a Brescia: il Torino è con lui

“Una vittoria per il mister, per tutto il suo staff”, l’ha definita Ansaldi, uno che dello spogliatoio è un leader. “La squadra ha dimostrato compattezza”, gli ha fatto eco il presidente Cairo. Ma piano con gli elogi: Mazzarri adesso pretende equilibrio nei giudizi.

Un imperativo che è anche un appello all’umiltà, quella che ha permesso al Toro di rialzarsi già con la prestazione d’orgoglio nel derby e poi definitivamente nella goleada lombarda, ma che adesso non deve essere accantonata nel corso della sosta. Che si preannuncia più serena, ma non per questo dovrà difettare di concentrazione.

Nella sosta niente cali: l’avviso al Toro

La quiete dopo la tempesta. L’immagine è abusata ma tratteggia fedelmente la situazione di Mazzarri. Ha salvato la panchina e allontanato i tuoni delle critiche (“Fanno parte di questo mestiere”). Ma soprattutto il tecnico è combattivo come non mai. La pausa per le Nazionali, ad esempio, per lui proprio non ci voleva: “Non adesso. Avrei voluto tutti i giocatori con me”.

Poco male, si recupererà (pur a singhiozzi) nella settimana che precederà Torino-Inter, altra tappa – delicata: “La partita dopo la sosta l’abbiamo sempre sbagliata”, ha riconosciuto – di un percorso destinato a continuare ancora. Mazzarri, dopo le nubi, vede solo altri esami: il Toro adesso non deve adagiarsi.

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DSR
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DSR

Come dice Denis il rischio secondo me oramai scomparso è che Mazzarri rimarrà fino a fine stagione… Se non si manda via un allenatore di una squadra che secondo il suo presidente è composta da giocatori top dei top e poi perde 6 partite in cui come minimo dovevi fare… Leggi il resto »

diego73
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diego73

Ma ci sono state 6 pause per la nazionale? Ne abbiamo perse 6 con Lecce Parma Sampdoria Udinese Lazio e ….. In almeno 4 di queste il merito è esclusivamente tuo maestro de sta cippa di calcio. Io vorrei vedere giocare al calcio con giocatori di qualità e ad oggi… Leggi il resto »

Diablo
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Diablo

Purtroppo tutti i dubbi rimangono , col Brescia si salva solo il risultato è un po’ di grinta in più . Per il resto siamo al punto di partenza , la pochezza della squadra rimane intatta , cosi come la scarsa qualità e quantità di gioco che proponiamo grazie a… Leggi il resto »