Mazzarri: dal miracolo Reggina al Toro, sempre alla ricerca di sfide - Toro.it

Mazzarri: dal miracolo Reggina al Toro, sempre alla ricerca di sfide

di Redazione - 4 Novembre 2019

La storia di Walter Mazzarri: momenti di difficoltà nel Toro ma grandi sfide in carriera. Compreso il famoso miracolo Reggina con Rolando Bianchi in attacco

I tifosi granata dopo un inizio di stagione molto positivo non si aspettavano certo di vivere un momento di così grande difficoltà da parte del Toro. Quello a cui ci hanno abituato i ragazzi di mister Mazzarri già dallo scorso anno è qualcosa di incredibile. Tutti si aspettavano, nella nuova stagione, alla luce anche degli sforzi che la società ha fatto in sede di mercato, di essere a questo punto della stagione un po’ più avanti in classifica. Purtroppo così non è stato, il ruolino di marcia è stato piuttosto irregolare, ma questo non vuol dire affatto che non si può risalire la china nel corso delle prossime settimane. La bella prova avuta nel derby, nonostante la sconfitta di misura per opera di De Ligt, è un bel punto per ripartire. Sabato contro il Brescia di Grosso e Balotelli il Toro dovrà finalmente ritornare alla vittoria. Non sarà una partita semplice, lo sappiamo, e a pensarlo ci sono anche gli esperti di www.pronosticicalcio.net, sito leader nel settore dei pronostici sul calcio, che vedono comunque una partita molto equilibrata per sabato sera.  

Torino, la storia di Mazzarri

Oltre agli impegni immediati, però, vorremmo raccontare di più del nostro mister, la cui storia professionale è davvero particolare e con momenti che rimarranno per sempre. Un livornese doc che si è fatto largo nel mondo del calcio grazie alla passione, alla fatica ed ai sacrifici. Tutto questo, e tanto altro, è Walter Mazzarri. La carriera nel calcio di mister Mazzarri comincia nelle giovanili del Follonica, continua alla Fiorentina e poi al Pescara ed al Cagliari. Non è stato un talento clamoroso in campo, ma ha comunque totalizzato 33 presenze in Serie A, condite da cinque reti. È da tecnico che Mazzarri sale alla ribalta. Divenuto allenatore professionista di prima categoria, viene chiamato alla guida della Primavera del Bologna, per poi debuttare su una panchina semi-professionistica in Serie C2 ad Acireale: con i siciliani conclude il campionato al nono posto. Giunto in Serie C1, ottiene un decimo posto sulla panchina della Pistoiese, prima di essere chiamato, nella stagione 2003-2004, dal Livorno, in Serie B. Walter Mazzarri conduce i labronici alla promozione in Serie A, e l’anno successivo viene chiamato alla guida della Reggina.

Mazzarri e il miracolo Reggina

Il post trionfo mondiale degli azzurri di Lippi a Berlino fu sconvolto, nell’estate più lunga del calcio italiano, dai verdetti seguiti allo scandalo di Calciopoli. Con la Juventus retrocessa in Serie B furono ben quattro le squadre penalizzate, ma iscritte regolarmente alla massima serie: Fiorentina (15 punti), Milan (8 punti), Lazio (3 punti) e Reggina (15 punti). Per i calabresi, dunque, il destino sembrava segnato verso un’inesorabile retrocessione. Fu allestita una squadra fatta di veterani e gente di temperamento, come da richiesta del tecnico toscano, e la Reggina si lanciò contro il proprio destino senza nessun timore. La squadra mostra un grande carattere trascinata dalla panchina dal suo tecnico e, il 12 novembre, con la vittoria in trasferta a Siena annulla la penalizzazione (che era ancora di 15 punti prima della riduzione a 11 che avvenne un mese dopo). La squadra gioca un calcio combattivo, attacca ma sa chiudersi prontamente quando sente avvicinarsi il risultato desiderato. Il pubblico del capoluogo calabrese sospinge i propri beniamini nelle gare interne, dove arrivano molte vittorie, e grazie all’accortezza tattica di Mazzarri anche in trasferta la squadra si mette in mostra per diversi pareggi pesanti, ottenendo punti che valgono oro. Al termine della stagione la squadra totalizza 51 punti totali, ottenendo una salvezza storica.

Napoli: Mazzarri e la sua storia

Anche a Napoli il tecnico livornese ha lasciato un ottimo ricordo. In primis grazie alla conquista del primo trofeo dell’era De Laurentiis, la Coppa Italia vinta in finale contro la Juventus. E poi perché furono anni di gioie e grandi scoperte, come Lavezzi, Hamsik e Cavani, un trio che fece tremare l’Italia intera. Mazzarri, dopo aver migliorato il record di punti della squadra, annuncia che la propria esperienza sulla panchina del Napoli si concluderà alla scadenza del contratto: il 24 maggio del 2013 l’Inter di Massimo Moratti ne annuncia l’ingaggio, al posto di Andrea Stramaccioni. La presidenza dell’Inter passa poi nelle mani dell’indonesiano Erick Thohir: Mazzarri a causa degli scarsi risultati viene esonerato nel mese di novembre del 2014: a sostituirlo viene chiamato il collega Roberto Mancini, già ex allenatore nerazzurro. Il 21 maggio 2016 firma un contratto triennale con il Watford, squadra inglese che milita nella Premier League. Nel campionato 2016-2017 ottiene la salvezza, interrompendo però il rapporto con la società al termine della stagione, cosa che aveva annunciato ancor prima della fine del torneo.

Mazzarri, l’arrivo al Torino e l’Europa League

Al Torino approda nel gennaio 2018 per sostituire l’esonerato Sinisa Mihajlovic. Dopo aver iniziato la gestione con 7 punti in 3 gare conclude la sua prima annata in granata al 9º posto, con un bilancio di 29 punti in 19 partite (4 in più rispetto al suo predecessore). Nella stagione 2018-2019 il Torino chiude al 7º posto, a soli 3 punti dall’Europa League, dopo essere stato in corsa per la qualificazione in UEFA Champions League fino alla terz’ultima giornata di campionato. Beneficiando dell’esclusione del Milan dalla seconda competizione continentale per violazione delle norme del fair play finanziario, i granata accedono al secondo turno di qualificazione dell’Europa League, ma non riescono ad accedere alla fase a gironi, uscendo dalla competizione per mano del Wolverhampton. La sua carriera è dunque costellata di tappe che l’hanno fatto conoscere al mondo del calcio come un combattente. È un allenatore che dà tutto alla squadra, che sprona i suoi calciatori fino a farli rendere molto più di quanto ci si potesse aspettare. È da sempre un allenatore attento più agli stimoli che al blasone della piazza che allena. Per questo Walter Mazzarri è un uomo che ama le sfide. Un uomo ed un grande allenatore che può dire ancora molto con il grande Toro.