Longo ha rigenerato Meité: dopo il lockdown è un altro giocatore - Toro.it

Longo ha rigenerato Meité: dopo il lockdown è un altro giocatore

di Giulia Abbate - 25 Giugno 2020

Dopo la bella prova contro il Parma anche con l’Udinese Meité ha convinto: per Longo può finalmente essere l’uomo in più a centrocampo

Se non si può bocciare un giocatore al primo errore di certo non si può eleggere a fuoriclasse lo stesso giocatore, Meité nella fattispecie, dopo appena due prove superate. Tuttavia, è indubbio che il centrocampista abbia finalmente dato segnali positivi dopo una stagione, almeno fino alla pausa forzata per l’emergenza sanitaria, con più ombre che luci. L’immagine del ragazzo bravo, dotato ma poco convinto e convincente può essere forse archiviata e, si spera, questa volta definitivamente: contro il Parma, e i numeri lo confermano, è stato indubbiamente uno dei più incisivi della formazione di Longo ma al tecnico serviva una controprova per convincersi si poter davvero puntare su di lui.

Meité, contro l’Udinese la conferma per Longo

Una controprova che è arrivata direttamente dalla sfida contro l’Udinese. Il tecnico granata lo ha ributtato nella mischia sperando di ottenere lo stesso risultato della partita precedente ed è stato ripagato. Forse non in pieno ma la risposta è stata comunque positiva.

Contro i bianconeri, infatti, il centrocampista ha fatto registrare qualche problema in più rispetto alla sfida contro i ducali tuttavia, prima fa partire l’azione che porta al gol di Belotti poi, soprattutto nel secondo tempo, riesce a prendere le misure all’avversario e torna a dare peso e sostanza alla mediana del Torino. E non solo tecnicamente.

Testa e piedi, è la concentrazione a fare la differenza

Alla vigilia di Torino-Parma era stato proprio Longo a mettere l’accento sul fatto che “ci saranno dei momenti dove la testa conterà più delle gambe“. Detto fatto: in una sfida come quella contro l’Udinese, dove a fare la partita è stato per lo più l’avversario, è stata proprio la testa a fare la differenza. Anche e soprattutto per Meité.

A differenza di quanto capitato in passato, dove messo sotto pressione il centrocampista (e tutto il Torino) ha spesso perso il pallino del gioco, questa volta il granata è riuscito a mantenere alta la concentrazione evitando errori e dando continuità alla prova contro il Parma. E se è vero che un indizio resta un indizio, due sono una coincidenza e tre diventano una prova allora sarà la sfida contro il Cagliari a confermare definitivamente al Torino se ha davvero ritrovato il proprio centrocampista. Longo attende, per Meité è un’occasione d’oro.

Soualiho Meite of Torino FC gestures during the Serie A football match between Torino FC and Udinese Calcio.

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radice10
radice10
1 mese fa

Se restiamo in A vi cedo, questa è la vulgata che gira? perché avevano bisogno di promesse per essere ceduti? Fino a ieri qui si scriveva che in caso di retrocessione quasi tutti sarebbero stati ceduti perché Cairo non vedeva l’ora di incassare tanti quattrini.

sparpacello
sparpacello
1 mese fa

Penso anch’io che sopratutto a Izzo e nkoulou sia stata promessa la cessione a patto che ci tengano in serie A. Penso anche che Longo in questi 3 mesi abbia lavorato bene sulla testa di alcuni giocatori..attendiamo fiduciosi conferme a riguardo

tony polster
tony polster
1 mese fa

Meglio di prima sicuro.anche perche’ era quasi impossibile far peggio.che dire…speriamo.c’ha fisico e piedi discreti.speriamo proprio.