I tecnici di Toro e Genoa, entrambi nati in Croazia, si sono incontrati in un Milan-Crotone con vittoria di Miha, ma Juric ha già espugnato l’Olimpico

Meno di trecento chilometri distanziano, in linea d’aria, Vukovar da Spalato. Sei anni e qualche mese, invece, intercorrono tra Sinisa Mihajlovic e Ivan Juric, tecnici di Toro e Genoa che domani alle 20.45 si sfideranno al “Grande Torino”. I due allenatori sono nati entrambi in Croazia. Il granata a Vukovar, al confine con la Serbia, da madre croata e padre serbo, mentre il rossoblù a Spalato. La guerra segnò la giovinezza di entrambi. Mihajlovic la visse più da vicino: la sua città natale e il villaggio dove passò l’infanzia, Borovo Selo, sono stati luoghi di alcuni dei massacri più atroci del conflitto; Juric più marginalmente, ma i ricordi della confusione post-bellica sono ancora ben vivi nella memoria.

Dopo le esperienze calcistiche in patria tra Hajduk Split (per il genoano), Vojvodina e Stella Rossa (per il granata), si ritrovano entrambi in Italia. Dopo una proficua parentesi in Spagna, trascorsa tra Siviglia e Albacete, Juric arriva nel 2001 a Crotone, dove rimane sei anni tra C1 e Serie B, prima del passaggio al Genoa dove chiuderà la carriera con 111 presenze nel Grifone. La panchina nel destino per uno che in campo amava essere leader: vice nel Palermo del maestro Gasperini, poi la Primavera del Genoa, Mantova e il ritorno a Crotone, dove diventerà eroe della prima, storica, promozione in A. In estate l’approdo al Genoa per l’esordio in panchina nella massima serie.

Risale però alla scorsa stagione l’unico precedente contro Mihajlovic: in Coppa Italia i pitagorici di Juric fanno visita al Milan; la differenza di categoria non si fa sentire e i rossoneri trionferanno solo nei supplementari, dopo l’1-1 nei 90’: 3-1 il finale. Il tecnico granata è in vantaggio nei precedenti, dunque, ma Juric ha dalla sua una vittoria in qualche modo storica, sul campo dell’allora “Olimpico”. Era il 24 maggio 2009 e il Genoa di Gasperini in panchina e Juric in campo condannò il Toro alla retrocessione, grazie al successo per 3-2. Giovedì il secondo incrocio tra i tecnici, per un nuovo duello balcanico e un obiettivo in comune: rialzare Toro e Genoa dalle sconfitte dell’ultimo turno.


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