Var / Tra errori e polemiche, la classifica dei rigori assegnati contro e a favore grazie all’utlizzo della moviola in campo

Tra errori e risultati determinati, in positivo o in negativo, dall’utilizzo del Var anche in questo inizio di campionato le discussioni, e soprattutto le polemiche di certo non mancano. Tuttavia, l’ingresso della moviola in campo si è rivelata spesso provvidenziale, al netto di clamorosi errori che pur ci sono stati, per quanto riguarda l’assegnazione di eventuali rigori. Assegnazione resa, sulla carta, più semplice grazie alla possibilità di ricontrollare le immagini. Una carta non sempre sfruttata, a ragione o a torto, dagli arbitri. Considerando semplicemente i numeri, tuttavia, dopo 12 gare di campionato, in testa alla “speciale” classifica delle squadre che hanno potuto godere di uno o più penalty a favore troviamo il gruppetto composto da Verona, Fiorentina, Milan, Inter e Juventus tutte con 3 rigori a favore. A seguire, con due penalty, ci sono Cagliari Crotone e Sassuolo. Atalanta, Udinese, Genoa e Benevento, invece, fanno registrare un solo rigore concesso a loro favore mentre le restanti (Torino, Roma, Lazio, Sampdoria, Chievo, Bologna e Spal) non hanno ancora ottenuto penalty a loro favore grazie all’utilizzo del Var. Ribaltando la classifica, la squadra che si è vista punire più volte dal Var è stata la Spal, con 4 rigori contro. Seguono Cagliari e Benevento con 3, mentre con 2 penalty contro troviamo Bologna, Chievo, Atalanta e Juventus. Proprio i bianconeri di allegri, in particolare, sono stati i primi a vedersi assegnare un penalty con l’utilizzo delle immagini video: si tratta del rigore concesso al Cagliari alla prima giornata di campionato. A chiudere la classifica, infine, troviamo il gruppo composto da Inter, Lazio, Torino, Fiorentina, Crotone, Genoa e Verona con un rigore fischiato contro mentre Roma, Samp, Milan, Udine e Sassuolo non sono mai incappate nella sanzione più severa.

Tutto questo, si diceva, al netto di errori che comunque, nonostante la possibilità di vedere e rivedere più volte le immagini, non sono mancati scatenando il solito e ben conosciuto strascico di polemiche che neanche il Var è riuscito a mettere a tacere. Considerando soltanto i più clamorosi, in particolare, si parte già dalla prima giornata di campionato quando a recriminare è il Milan. Ai rossoneri, infatti, mancherebbe un rigore negato dall’errore del direttore di gara di non consultare il Var. Alla seconda giornata, invece, è il Genoa a sfruttare un rigore in realtà irregolare contro la Juventus. L’azione che porta al penalty dei liguri è viziata da fuorigioco ma né l’assistente né il responsabile Var se ne accorgono. Per la serie stessa giornata stesso Var, anche la Roma ha da che ridire: contro l’Inter, infatti, ai giallorossi manca un netto rigore nei confronti di Perotti. E se nelle prime giornate l’alibi poteva essere la necessità di adattarsi alla nuova tecnologia, le cose non vanno meglio nemmeno con il proseguire della stagione. Sesta giornata, Fiorentina-Atalanta termina 1-1 ma non va tutto così liscio. Berisha, interviene in area sul centrocampista viola Gil Dias: dare il penalty sarebbe stata la cosa migliore ma il contatto è “interpretabile” e la moviola non interviene lasciando la decisione all’arbitro Pairetto che, tuttavia, avrebbe potuto riguardare comunque le immagini. E se a sbagliare non è l’arbitro ma il Var stesso? È quello che capita in Udinese-Juventus, partita terminata con un nettissimo 2-6 in favore dei bianconeri ma viziata da due situazioni in cui la moviola si limita a fare semplicemente orecchie da mercante. La prima occasione nasce sull’espulsione di Mandzukic per doppia ammonizione. Il tutto parte da un rigore non visto da Doveri, mal supportato da Massa al Var che non interviene giudicando la decisione del collega non un chiaro errore. Giallo per il bianconero che immediatamente dopo si becca il secondo cartellino per proteste. Proteste che poi passano in casa Udinese: Alex Sandro  stende Larsen, Doveri sorvola sul possibile penalty e, ancora una volta, il Var non interviene. E se, visto il risultato molto netto, gli errori in questo caso hanno inciso solo in parte, diventano fondamentali, al contrario, in Roma-Crotone. I giallorossi, infatti, passano per 1-0 grazie ad un rigore più che generoso. Kolarov cade in area dopo un leggero contatto con Mandragora, Maganiello concede il penalty ma, nonostante il contatto sembrasse regolare, il Var Abisso non considera l’errore del fischietto così evidente e non interviene. Insomma, se l’ingresso del Var nel calcio italiano può certamente rappresentare in molte occasioni un aiuto, la strada per ridurre al minimo gli errori, soprattutto sui rigori, sembra davvero ancora molto lunga.

Ecco le altre puntate dell’inchiesta sul VAR:

Quando il VAR non aiuta: i cinque episodi più discussi del campionato

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2 Commenti
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Giovanni64
Giovanni64
4 anni fa

Ma la smettiamo con sta buffonata? Il var viene utilizzato solo se lo vuole l’arbitro, il che è tutto dire, e poi, nessuno si è accorto che da quando il capitano delle merde si è lamentato del var, questo non è stato quasi più utilizzato? Ma la smettiamo di farci… Leggi il resto »

Mandrognosenzaportafoglio
Mandrognosenzaportafoglio
4 anni fa
Reply to  Giovanni64

Perfetto Giovanni.

In poche parole: ci avete rotto il ………………. con ‘sta storia del VAR…!!!

E finitela una buona volta…!!!

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