Samir Ujakni, le curiosità sul portiere kosovaro del Torino

Ujkani: “Da piccolo volevo diventare un medico, al mio paese non ce n’erano”

di Andrea Piva - 27 Aprile 2020

Il secondo portiere del Torino Samir Ujkani, si racconta : “Il mio idolo era Gianluca Pagliuca. Soffro nel sapere che ci sono bambini senza casa e cibo”

Samir Ujkani è arrivato al Torino negli ultimi giorni della sessione di mercato estiva, sostituendo di fatto Salvador Ichazo a cui non era stato rinnovato il contratto. In questi mesi si è sempre allenato con estrema serietà per farsi trovare pronto nel caso ce ne fosse stato bisogno (anche se finora il titolatissimo Salvatore Sirigu non ha mai saltato una partita). Ora il potere kosovaro si è raccontato al sito del Torino, facendosi così conoscere anche fuori dal terreno da gioco.

Samir Ujkani: le cuoriosità sul portiere

Dalle parole di Ujkani ha facile intuire il forte legame tra l’estremo difensore e il suo paese d’origine, il Kosovo. Pensando a un eroe della storia il primo che il portiere ha indicato è Adem Jashari, uno dei principali artefici ella liberazione della nazione, nonché capo e fondatore dell’Esercito di Liberazion del Kosovo. Anche il suo piatto preferito è uno tipico della tradizione dello stato balcanico: la Fli kosovara.

Ora Ujkani difende la porta della nazione del Kosovo, ma da piccolo avrebbe voluto aiutare la propria Nazione in un altro modo: “Diventando un medico, perché nel paese dove sono cresciuto non ce n’erano”. E ora che è cresciuto pensa con delusione al fatto che: “Nel 2020 ci sono ancora tanti bambini che non hanno una casa e non hanno nemmeno da mangiare”.

Ujkani è arrivato in Italia nel 2007, quando appena diciannovenne il Palermo lo preso dall’Anderlecht. Due anni dopo ha esordito in serie A, a San Siro, in Milan-Palermo, una partita che il portiere ha definito indimenticabile. Ma il calcio italiano lo ha sempre seguito, tanto che il suo idolo è Gianluca Pagliuca. E chissà se da bambino lo ha visto e lo ricorda baciare il palo dopo un errore nella finale Mondiale del ’94 Italia-Brasile.

Una volta appese le scarpette al chiodo, Ujkani ha spiegato di voler restare nel mondo del calcio, dove potrà essere svantaggiato anche dal fatto di parlare ben cinque lingue: italiano, albanese, inglese, francese e olandese. Intanto, tra un allenamento e l’altro, gli piace guardare film e serie TV. I suoi preferiti? Scarface con Al Pacino, La Casa di Carta e Lucifer.

Samir Ujkani
Samir Ujkani durante Torino-Pisa 4-0 di Coppa Italia (ph Campo)