Sirigu ricorda l’amico Astori: “Mi manca tantissimo”

di Francesco Vittonetto - 30 Marzo 2019

Ai microfoni di Sky Sport, il portiere del Torino Salvatore Sirigu ha parlato del suo rapporto con Davide Astori: “Mi manca poter scherzare con lui”

Sono stati compagni nella Cremonese di Mondonico, Salvatore Sirigu e Davide Astori. Due amici. Il portiere del Torino ha raccontato ai microfoni di Sky Sport il rapporto che lo legava al difensore della Fiorentina, scomparso il 4 marzo 2018: “Avevamo 17 anni quando ci siamo conosciuti. Siamo dello stesso anno e dello stesso mese. Il nostro rapporto iniziò quando eravamo insieme nella Cremonese di Mondonico, in quella stagione facemmo molto bene, crescendo tanto, poi lui si è trasferì nella mia Sardegna e il rapporto si rafforzò ancora di più con la lontananza. Che risate in Nazionale maggiore pensando ai tempi passati”.

Sirigu su Astori: “Con Davide c’era il tempo per scherzare a fine partita”

Domenica, Sirigu e il Torino saranno al “Franchi” di Firenze: “Al Franchi ancora non ci siamo andati, anche se da quando Astori è scomparso la Fiorentina l’ho incontrata tre volte. Per me sarà strano perché prima della gara dell’anno scorso a Firenze lui mi tempestò di messaggi dicendomi che mi avrebbe purgato sui calci d’angolo”.

“Mi manca poter scherzare così e avere questo tipo di rapporto che allentava la tensione di una partita. Il bello di Davide è che con lui c’era il momento per essere avversari ma anche per scherzare e abbracciarsi a fine partita. Mi mancherà terribilmente.

Astori Fiorentina
CAMPO, 2.10.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 7.a giornata di Serie A, TORINO-FIORENTINA, nella foto: Davide Astori

Sirigu, Astori nella formazione ideale. E c’è Ljajic

Astori è lì, nei ricordi di Sirigu e anche nella sua formazione ideale: “Tra i pali metterei sempre Viviano o Perin. In difesa, oltre ad Astori, Maxwell a sinistra, Bonucci centrale, Bovo ai tempi del Palermo per cui provo stima e siamo legati da un rapporto di amicizia. Metto Balzaretti a destra anche se è mancino”.

E poi Verratti, Pastore e Ibra davanti, perché “non si può stare senza di lui, il più carismatico uno che cambia gli equilibri”. Assieme a lui Lavezzi e… Ljajic: “Gli ho sempre detto che è colpa sua se non è tra i primi dieci del mondo”.

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