Torino, Sirigu intervistato da France Football

Sirigu: “Onorato di giocare qui, lo spirito Toro non è un concetto astratto”

di Andrea Flora - 27 Agosto 2019

Sirigu intervistato da France Football parla a 360° della sua carriera, dei momenti vissuti in Francia e dello spirito del Torino e dei tifosi

E’ un Sirigu a ruota libero quello che ha rilasciato alla rivista sportiva francese France Football un’intervista dove ha toccato diversi punti chiave che riguardano la sua carriera, il rapporto con il calcio francese e il PSG in modo particolare, ma soprattutto la sua esperienza in maglia granata e lo spirito del Toro: “Nei primi tempi, amici e parenti che mi venivano a trovare dicevano: “Incredibile che nella città della squadra italiana più titolata non si trovino tifosi juventini, ma granata ad ogni angolo!”. A Torino, i riferimenti al Toro sono permanenti. Tutti parlano dei giocatori e degli allenatori che hanno fatto la storia. Vi assicuro che lo spirito Toro è tutto meno che un concetto astratto!”.

Sirigu: “Vestire questa maglia è qualcosa di particolare”

Il portierone della Nazionale italiana e del Torino celebra i colori granata con questa lunga intervista e mette in evidenza i posti chiave del mondo Toro, come il Filadelfia, e quello che trasmettono: “Si sente chiaramente che vestire questa maglia ha qualcosa di particolare, un po’ come se la storia di questo club ti entrasse nella pelle. Ma non mi pesa anzi: sono onorato di giocare nel Torino. Per quello che rappresenta in Italia, per quella mitica squadra del 1949, per i grandi giocatori che ci sono passati . Una squadra che, piano piano, è riuscita a guadagnare i piani nobili della A”.

Dopo le stagioni a Parigi Sirigu ha subito un calo nelle prestazioni personali anche per le poche presenze in campo, con il Torino si è rilanciato: “Non bisogna drammatizzare: credo che nella carriera di un calciatore, come in quella di qualsiasi sportivo, sia normale avere degli alti e dei bassi. È come affronti le cose che importa. È facile impegnarsi a fondo quando va tutto bene, ma bisogna essere combattivo e determinato in tutte le circostanze: è l’unico modo per superare le difficoltà del mestiere. La costanza nel lavoro quotidiano è il miglior modo di affrontare i momenti difficili”.

Al Torino una seconda gioventù da scrivere ancora

Il Torino ha ridato a Sirigu un rilancio che adesso lo proietta in una seconda maturità della sua carriera da portiere, ecco cosa ne pensa: “Diciamo che a trentadue anni mi considero anche come un portiere giovane, che ha tanto da dare. L’età è relativa in questo ruolo. Certo, ho già vissuto tante situazioni che mi hanno arricchito, ho fatto molte esperienze e e ho accumulato un certo bagaglio. Conosco il mio valore e questo mi dà sicurezza nell’affrontare le partite, nel gestire le situazioni complicate durante il week-end”. Voglia e grinta e preparazione nei minimi particolari: “Ho sempre avuto questo entusiasmo. Oggi forse appare sotto una luce diversa. Questa voglia folle di migliorare e di vincere è cresciuta soprattutto perché ho capito che nessuno può farti tornare al passato, Per continuare a vivere grandi momenti, devi stare ad un certo livello, andare a mille all’ora. Senza girarsi indietro, senza rimpianti e senza lamentarsi“.

Sirigu dopo Parigi e il dubbio su lasciare o no il calcio

Non è stato un periodo facile quello di Salvatore Sirigu subito dopo il PSG: le voci attorno ad un suo possibile addio anticipato al calcio e la poca presenza in campo non hanno fatto altro che aumentare i pensieri, ma esclude di aver mai pensato di mollare: “Assolutamente no. Ho conosciuto periodi difficili, ma è stata la voglia di schiacciare sul pulsante reset che mi ha guidato. Molti si sono concentrati sul mio ultimo periodo turbolento a Parigi, io non ci ho mai dato grande peso. Non era una situazione facile, soprattutto durante la settimana, visto che in partita sei sempre concentrato al 100% a vincere. Certo, sapevo che dopo essere stato sempre titolare, non era un bel modo di finire. Ma vedo che anche che nella mia ultima stagione a Parigi ho giocato quattoridici partite ufficiali, vinto la Coppa di Francia e la Coppa di Lega, e non ho preso gol nei tre match di Ligue 1. Ho fatto sempre buone prestazioni e stavo meglio che in altre annate. Con il PSG è finita in una maniera complicata, ma voglio soprattutto vedere il bello. Senza dimenticare l’ultima partita: finale di Coppa di Francia contro il Marsiglia! Cosa puoi sperare di meglio come conclusione che vincere quella partita?”.

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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)

Migliore portiere italiano di sicuro, con un n.1 “nella media”, al suo posto, sarebbero arrivati a centro classifica. Meriterebbe altro ingaggio e squadra alla sua altezza.
Anche quest’anno ha già regalato 2 p.ti. alla cairese.

fuser90
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fuser90

Portiere fantastico, mi è sempre piaciuto dai tempi del Palermo, quando arrivò da noi ero contentissimo visto che sapevo si sarebbe dimostrato più che dignitoso,. Ad oggi secondo me è molto più quello che ci da che quello che prende… Migliorbportiere italiano di questo decennio Altro che i vari buffon,… Leggi il resto »

mini rangers
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mini rangers

Ah è vero, le prefiche sotto le cose belle, come sotto le vittorie, non scrivono