Nuova stagione, vecchi problemi: Ola Aina alle prese col vizio della discontinuità. Juric lo riprende, e senza Ansaldi…
Più responsabilità e più fatica. Senza Ansaldi, ai box per un infortunio muscolare, Ola Aina dovrà mettere qualcosa in più nelle sue prestazioni. Anche (e soprattutto) dopo i pacati rimproveri del suo allenatore. Dopo Milan-Torino, Ivan Juric ha ripreso il suo esterno di fascia sinistra: “Deve alzare i livelli di corsa, per fare il quinto devi andare, lui invece ha delle pause”. Già, quei vecchi cali di tensione non sono un brutto ricordo, ma l’attualità. Ola è tornato cuore e gambe nel progetto del Toro, dopo il prestito annuale in Inghilterra, ma ancora non ha superato quel difetto atavico della mancanza di continuità, soprattutto all’interno dei novanta minuti.
I miglioramenti che si aspetta Juric
Si accende e si spegne, il numero 34: a volte accelera e crea superiorità, altre volte trotterella per il campo, eclissandosi. Un bell’ostacolo, per una squadra che invece vorrebbe avere dagli esterni un contributo costante per la fase offensiva. Dalla catena di sinistra, in generale, Juric si aspetta di più: deve avere più coraggio il terzo di difesa – o Rodriguez o Buongiorno – e deve essere più costante Aina, che invece, anche a San Siro, è sembrato fermarsi in certi momenti della partita.
Aina è lontano dai livelli di Singo
Già prima della trasferta di Milano, l’allenatore aveva bacchettato gli esterni, poiché da loro (quindi anche da Singo) si aspettava di ottenere qualche gol. Ma se l’ivoriano sta comunque convincendo il tecnico di Spalato per corsa e determinazione, Ola dovrà dare presto segnali di miglioramento. Anche perché, con Ansaldi in infermeria, il Toro non ha alternative.

Ho l’impressione che ogni anni si prenda uno o 2 giocatori di mira e gli si dia sempre addosso. A volte giustamente perchè autori di pprove scarse, altre così, perchè ormai va di moda Quest’anno mi pare tocchi a Ola Aina. Non che mi stia strapiacendo sia chiaro. Poi dovendo… Leggi il resto »
Non gli interessa il Toro e l’Italia, avrebbe cercato dopo tre anni di imparare almeno un po’ di italiano ed è troppo convinto, pensa di essere un fenomeno ma tutte le volte che prova la giocata 8 volte su 10 la sbaglia … è superficiale.
Se fosse bravo a giocare la palla e nella tattica come ad autoincensarsi, sarebbe un campione