Torino, le plusvalenze di Cairo nel 2019: Ljajic e Niang portano 8 milioni

Torino, da Niang e Ljajic 8 milioni di plusvalenze. Ma Cairo non evita il rosso

di Francesco Vittonetto - 26 Aprile 2020

Dal bilancio del Torino 2019: per Cairo 11,3 milioni di plusvalenze, dato in calo rispetto al 2018. Ma per l’anno prossimo l’aiuto arriva da Bonifazi

Le cessioni al Rennes e al Besiktas di Niang e Ljajic hanno portato al Torino 8 milioni di plusvalenze, 4,2 per il francese e 3,8 per il serbo. In totale, secondo il bilancio chiuso al 31 dicembre 2019, sono 11,9 i milioni contabilizzati dal club di Urbano Cairo grazie alla valorizzazione dei cartellini dei calciatori al momento del loro addio al Toro. Un dato che ha un peso non trascurabile sul passivo di 13,9 milioni. Gran parte degli utili della società, infatti, sono arrivati negli ultimi anni proprio grazie alla vendita dei pezzi pregiati dell’organico a prezzi ben superiori a quelli sborsati per acquistarli. Una pratica che negli ultimi due esercizi ha però conosciuto una frenata. Se nel 2017 le plusvalenze portarono 71,2 milioni (non ha caso quell’anno si registrò un fatturato da 146,4 milioni, record nell’era Cairo), già nel 2018 si erano abbassate a 15,3 milioni.

Avelar e Gustafson: le altre plusvalenze. E su Zappacosta…

Questo calo pesa sul fatturato. E ha inciso per il secondo anno consecutivo sul risultato d’esercizio. D’altronde per una società che si autofinanzia, come il Torino, il valore del player trading (oltre agli introiti per i diritti tv) è una voce cruciale per indirizzare l’esito del bilancio.

Ma scendiamo nel dettaglio. Oltre a Niang e Ljajic, gli altri calciatori a portare plusvalenze sono stati Danilo Avelar (Euro 1,1 milioni) e Samuel Gustafson (Euro 0,9 milioni). A queste cifre vanno poi sommati gli 1,7 milioni derivanti ancora dalle cessioni di Maksimovic – per il quale, però, il Toro ha perso una causa al TAS – e Zappacosta, rispettivamente a Napoli e Chelsea. I due trasferimenti, infatti, prevedevano accordi per pagamenti pluriennali.

Si può così dedurre che Manchester United, Roma e Fiorentina hanno terminato di pagare i cartellini di Darmian, Peres e Benassi, che fino all’anno scorso avevano ancora assicurato introiti al club.

Torino FC, uno stralcio del bilancio 2019

Le prospettive per il 2020: sollievo grazie a Bonifazi e… Mazzarri

E per il futuro? Il Torino partirà con il piede giusto nel 2020. Soprattutto per effetto della cessione a titolo definitivo di Bonifazi alla Spal – che si realizzerà all’apertura del mercato – verranno incamerati 9,5 milioni di plusvalenze.

Ulteriore dato da tenere in considerazione: al momento della chiusura del bilancio, i costi del personale contavano quelli relativi a Mazzarri e al suo staff, ancora in carica il 31 dicembre scorso. Con la rescissione di tutti i contratti e il subentro del team di Longo, che ha ingaggi decisamente meno onerosi, il club farà registrare una contrazione dei costi almeno per il primo semestre del nuovo anno. Che potrebbe essere confermato qualora il tecnico ex Primavera dovesse rinnovare per un’altra stagione.

Torino, le prospettive per il primo semestre 2020