Attesi i risultati dei tamponi: il Torino comunicherà poi i numeri ufficiali dei positivi. A rischio Sassuolo e Lazio: quando si potrebbero recuperare?

Al martedì di incertezza seguirà un mercoledì di ufficialità. Se Torino-Sassuolo, in programma venerdì 26 febbraio alle 20.45, si giocherà o meno verrà stabilito non appena saranno arrivati i risultati dei tamponi che i calciatori granata – tutti in isolamento fiduciario – hanno effettuato nel tardo pomeriggio di ieri, al termine di una giornata inquieta. Il tutto era cominciato con una nota del club: ricevuti gli esiti dei test svolti lunedì, che presentavano nuovi casi di positività al Covid-19, l’Asl torinese disponeva la sospensione delle sedute di allenamento fino all’effettuazione di nuovi controlli. Il motivo? Nel Toro si teme la presenza di un vero e proprio focolaio di coronavirus, originatosi alla vigilia della partita di Cagliari.

Torino-Sassuolo verso il rinvio: decide l’Asl

Secondo quanto filtrava ieri, i contagiati sarebbero saliti a sette calciatori (erano tre fino a lunedì) e due membri dello staff. Ma l’ufficialità la darà oggi il club con un nuovo comunicato. In ogni caso, le prossime decisioni le prenderà l’Azienda Sanitaria Locale che ha, a livello giuridico, il potere di sopravanzare il protocollo Figc. Non serviranno, dunque, i dieci giocatori contagiati che nelle norme federali sono sufficienti a chiedere il rinvio di una sfida di campionato: basterà una disposizione dell’Asl affinché la Lega proceda con la ricalendarizzazione di Torino-Sassuolo ed eventualmente anche di Lazio-Torino del 2 marzo. Ha fatto giurisprudenza, in questo, il caso di Juventus-Napoli, rinviata a ottobre: il Collegio di Garanzia del Coni ha decretato che fu corretto il comportamento degli azzurri, i quali viaggiando verso Torino avrebbero violato una legge nazionale.

Il recupero già a marzo. Ma può saltare anche la sfida contro la Lazio

E’ probabile dunque che la partita contro il Sassuolo non venga disputata. E già si sta preparando, in Lega, la data del possibile recupero: nessuna delle due squadre gioca le coppe, e questo consentirebbe di scendere in campo già entro marzo. Ma a rischio c’è, come detto, anche Lazio-Torino di martedì prossimo, anticipo del turno infrasettimanale. In presenza di un cluster di positivi, è di nuovo l’Asl a stabilire il da farsi: tutto il gruppo squadra granata potrebbe essere costretto ad una quarantena di sette o dieci giorni – scandita da test regolari -, che permetta di far emergere eventuali nuove positività. In questo lasso di tempo, i calciatori non potrebbero ovviamente allenarsi al Filadelfia né scendere in campo.

Il Torino aspetta i risultati dei tamponi

Molto dipenderà dai numeri ufficiali che emergeranno oggi. Il protocollo Figc stabilisce, sulla carta, che i componenti negativi di un gruppo squadra privato dei casi di accertata positività, possono continuare ad allenarsi senza avere contatti con l’esterno (entrando nella bolla) e svolgendo un tampone ogni 48 ore. E addirittura possono scendere in campo per gare ufficiali ottenendo la negatività al tampone 4 ore prima del calcio d’inizio. Ma il tutto è subordinato alla decisione dell’Azienda Sanitaria Locale, con cui il Torino è in contatto costante in queste ore convulse.

Andrea Belotti, Simone Verdi e Daniele Baselli

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ultimo aggiornamento: 24-02-2021


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