Costretto ad adattarsi, in piena crisi di risultati: Giampaolo ha anche, implicitamente, puntato il dito contro il calciomercato del Torino

E’ rientrato perdendo il derby, che è diventata l’ennesima sconfitta in rimonta subita dai suoi. A Marco Giampaolo si può rimproverare di non aver ancora trovato la ricetta per portare il Torino fuori dal vortice nel quale è immerso almeno dalla seconda metà della passata stagione. Le responsabilità per una classifica troppo brutta per essere vera (granata terzultimi a 6 punti dopo dieci partite) nascono però da lontano e sono largamente condivise dal tecnico con chi quest’organico si è occupato di costruirlo, il presidente Cairo in testa. Allo Stadium, la distanza tra l’idea di chi sta in panchina e le caratteristiche dei giocatori disponibili è stata, una volta di più, evidente. E, a sentire l’allenatore, questo ha pesato sul risultato finale.

“A volte ti devi difendere con il possesso”. E se non hai i calciatori giusti…

Ci sono due passaggi, nelle parole di Giampaolo del dopopartita, che ben lo testimoniano: “A volte bisognerebbe difendersi con il possesso” – e qui c’è l’idea di calcio dell’ex Samp – ma “questa squadra non ha grandi doti di palleggio” – e qui invece c’è la realtà, amara. Perché i calciatori con queste caratteristiche, il mercato non li ha portati: niente regista, niente trequartista, niente seconda punta in grado di legare la manovra. Le lacune, alla lunga, si pagano.

D’altronde, la Juventus non irresistibile della stracittadina ha costruito il proprio successo sul 61% di possesso palla, sui 143 passaggi effettuati nella trequarti offensiva (contro i 40 del Toro), sui continui errori di gestione del pallone da parte dei granata. La squadra di Giampaolo ha fatto giocare – non per questo sbagliando -, ma non ha trovato in campo una strategia per venir fuori, sul lungo periodo, dalla pressione bianconera.

Giampaolo critica anche il mercato di Cairo

Questione di caratteristiche dell’organico. Che non collimano con quello che il tecnico vorrebbe invece proporre. Le parole di cui sopra sono una velata bocciatura del mercato. Perché sottintendono un fatto: di palleggiatori, Giampaolo avrebbe avuto bisogno. Adattarsi non è facile. Né per i calciatori in campo, né per un allenatore; soprattutto per uno che sui dettami tattici ha costruito dei dogmi quasi inscalfibili. E già il passaggio al 3-5-2 – o meglio, 5-3-2 – è stato di questi una evidente (ma obbligata) sconfessione.

Insomma, Cairo e Vagnati non hanno dato a Giampaolo ciò di cui aveva bisogno e quest’ultimo non riesce a trovare una soluzione alternativa – al di là del cambio di sistema – che permetta al Toro di rialzarsi. In tutto questo, la squadra è attorniata dal rosso della zona retrocessione, ha la peggior difesa del campionato e continua, nei secondi tempi, ad autodistruggersi. A questo punto serve un piano: che sia un segnale forte del presidente o una brusca svolta dell’allenatore. Ma deve arrivare in fretta.

Urbano Cairo
Urbano Cairo
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ultimo aggiornamento: 07-12-2020


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flofloo
flofloo (@flofloo)
11 mesi fa

che Belotti non è un palleggiatore lo sanno anche gli asini. Sarebbe stato meglio venderlo . o no?

bega
bega (@bega)
11 mesi fa

Alla buon’ora. non se n’era accorto prima? O forse si lamenta adesso perchè sente che sta per essere scaricato? Comunque con Cairo fino a fine gennaio, a mercato chiuso, non rischia. …A meno che non venga qualche allenatore che garantisca al presiniente di salvare la squadra senza acquisti a gennaio.… Leggi il resto »

Joel19 (Cairese??_NO STADIO_NO SKY)
Joel19 (Cairese??_NO STADIO_NO SKY) (@joel19)
11 mesi fa

Ma questo, poco tempo fa (pensando al suo contratto), non aveva dato un bel 10 al mercato cairota???
Non so se è più azzeccato il termine faccia di bronzo o voltagabbana…..

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