12 reti segnate, esattamente come quelle subite. Ma in casa, Belotti & co. ne hanno già realizzate 20: la chiave è ancora nel tridente

Chi se lo sarebbe mai aspettato: il problema (parola forse eccessiva, vero, ma allo stesso tempo provocatoriamente calzante) del Toro, fuori casa, è l’attacco. Laddove, beninteso, non sembra trovare ancora una soluzione un problema davvero a monte, cioè il numero di reti segnate. Sì, perché il reparto avanzato dei granata è nettamente quello più competitivo. Lo dicono i numeri, ma lo dicono soprattuttto gli occhi. Eppure, per Belotti e compagni, sebbene l’andare in porta sia un fenomeno relativamente regolare, è documentato come, in trasferta, il reparto avanzato faccia sì la differenza, ma molto meno rispetto alle gare al “Grande Torino”.

Ben 20 sono infatti i gol realizzati tra le mura amiche, 8 in più rispetto alla trasferta. Non proprio un dettaglio da poco, se si considera che 10 sono le reti subite in casa, contro le 12 lontane da Torino. Una differenza reti che marca un +10 casalingo e un silenziosamente assordante 0 fuori casa che lascia molto riflettere. E che può portare Mihajlovic a compiere ulteriori valutazioni sulla squadra, in attesa di interventi sul mercato che possano sistemare alcune lacune gravi che già si potevano intuire dall’estate (la cessione di Maksimovic, non preventivata, vero, ha comunque colto un po’ troppo alla sprovvista) ma che in parte si sono ridimensionate vuoi per il buon rendimento dei singoli, vuoi per l’organizzazione di tutto il collettivo.

CAMPO, 2.10.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 7.a giornata di Serie A, TORINO-FIORENTINA, nella foto: Sinisa Mihajlovic e Adem Ljajic
CAMPO, 2.10.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 7.a giornata di Serie A, TORINO-FIORENTINA, nella foto: Sinisa Mihajlovic e Adem Ljajic

È sull’attacco, infatti, che l’allenatore può aspettarsi ancora di più rispetto al già ottimo rendimento finora dimostrato. Il tridente, infatti, se in casa è assolutamente in grado di fare la differenza praticamente da solo, in trasferta sembra faticare un po’ di più. Un paradosso, vero, che però per queste ultime due partite del 2016 può portare a tentare delle vie diverse per migliorare il rendimento fuori casa, troppo deficitario per poter permettere al Toro di essere considerato ancora completamente “da Europa”. Ljajic, Belotti e Iago Falque possono essere (dovranno essere) la chiave giusta per poter chiudere in bellezza una prima parte di stagione sicuramente positiva. Giocare d’attacco non è mai stato così necessario, per il Toro. E fare di necessità virtù, magari, mai così potenzialmente divertente.


1 Comment
più nuovi
più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
rotor
rotor(@rotor)
5 anni fa

Non vedo cosa ci sia da stupirsi perche’ il nostro attacco sia meno incisivo in trasferta,il tutto dipende che abbiamo un centrocampo di frillini che soccombe dal punto di vista fisico.

Toro, questa mattina la rifinitura: ultime prove anti Napoli

Serie A, il 17° turno di campionato: scontro al vertice