Simeone contro la Fiorentina è tornato a giocare e considerata la prima presenza di febbraio è scattato l’obbligo di riscatto
La sfida contro la Fiorentina, oltre alla volontà del Torino di riacciuffare il risultato, ha rappresentato anche un appuntamento prezioso dal punto di vista dei rientri in campo.
Contro i viola è infatti tornato a disposizione uno dei giocatori che, nella prima parte di stagione, si era distinto come il migliore tra i granata. Simeone è tornato a calcare il terreno di gioco dopo quasi un mese di assenza, causata dall’infortunio che gli aveva impedito di prendere parte alle ultime quattro gare tra campionato e Coppa Italia. Con la prima presenza di febbraio, come da accordi, è anche scattato l’obbligo di riscatto dal Napoli. Il Torino dovrà versare 7 milioni più bonus.
Il recupero dall’infortunio
Il 13 gennaio, nel corso dei quarti di finale di Coppa Italia, il Cholito ha riportato un duro colpo che gli ha causato un trauma contusivo alla gamba sinistra. L’acciacco si è protratto per circa tre settimane, periodo durante il quale Simeone ha seguito un programma di recupero differenziato per accelerare il rientro in campo. Contro la Fiorentina si è così chiuso il suo periodo tra gli indisponibili: l’attaccante argentino è tornato finalmente a disposizione di Baroni.
Il Torino recupera il suo punto di riferimento
Il ritorno di Simeone rappresenta un’importante boccata d’ossigeno per il Torino, che ritrova finalmente il suo punto di riferimento offensivo. La presenza del Cholito non solo aumenta le opzioni in attacco, ma offre anche maggiore equilibrio tattico e possibilità di far salire la squadra con più continuità. Baroni potrà contare su un giocatore capace di incidere sia come finalizzatore che come supporto alla manovra, uno degli elementi che è mancato al Torino nelle ultime settimane. Ora, con Simeone di nuovo a disposizione, il Torino potrà puntare a riprendersi i risultati perduti e distribuire meglio le responsabilità tra gli attaccanti.

Giocatori su cui si doveva arrivare 10 anni prima.
Ingaggi alti, rotture frequenti, alla lunga diventano palle al piede
Intanto è uscita la verità su il perché Maripan è spesso in panchina, Cairo vuole rinnovare ma si deve decurtare lo stipendio e il giocatore almeno vuole mantenere le stesse condizioni, tutti a sorridere perché ha licenziato Vagnati ma con Petrachi e’quello l’obiettivo , avanti con la mediocrità e domenica… Leggi il resto »
Cosa ha fatto di male il buon Cileno per doversi tagliare la biada? Temo che la coppia Cairo/Petrachi si rivelerà particolarmente nefasta.
Questa questione rispecchia le ambizioni del maiale che continuano ad essere personali e davanti al malcontento se ne frega e va avanti come ha sempre fatto
un rinnovo al ribasso è una cosa abbastanza comune , considerando per altro che il cileno invecchia . come sempre pur avendo 20000 di argomenti contro cairo ci si attacca anche a quelli inutili…. ha 32 anni… e sia chiaro è uno dei migliori li dietro quindi io non avrei… Leggi il resto »
Biraghi prende 1.8 milioni, lazaro 1,5 milioni…..e lui dovrebbe prendere meno di questi cessi a pedali??? capisci (non credo) che qualcosa non torna.