Ecco quali sono stati i principali sbagli di Baroni: il tecnico che in 7 mesi non è riuscito a riavvicinare i tifosi alla squadra
Marco Baroni, designato come nuovo allenatore del Torino appena 7 mesi fa, ha concluso la sua esperienza in granata a seguito dell’ennesimo risultato deludente ottenuto in campo.
In un arco di tempo significativamente sufficiente, l’ex tecnico granata non è riuscito a entrare in sintonia con i tifosi, spesso rivelandosi fortemente condizionato dalle scelte della società. Nel corso del suo capitolo al Torino, Baroni ha commesso alcuni errori significativi, che se gestiti in altro modo, avrebbero potuto avvicinare la tifoseria alla sua gestione.
Dichiarazioni anonime e ripetitive
Dal suo arrivo al Torino, Baroni ha sempre predicato il duro lavoro: “Dobbiamo lavorare e spingere forte per migliorare la classifica che non ci piace, e dobbiamo farlo attraverso prestazioni importanti”. , ma nonostante settimane di pre-season, nuovi innesti e il recupero di Zapata, non è mai riuscito a trovare la giusta quadratura della squadra. Per tutta l’estate il Torino si è allenato con il 4-2-3-1, ma solo negli ultimi giorni di mercato è arrivato un play di centrocampo per cercare di fare la differenza. La sua eccessiva passività nel richiedere rinforzi ha costretto Baroni ad adattarsi a una rosa incompleta, e solo allora ha provato a passare al 3-5-2. La difficoltà che ha avuto nel costruire la squadra ha impedito al tecnico di imprimere una chiara identità di gioco. Anche durante le numerose conferenze stampa, il tecnico ha spesso ripetuto le medesime cose mancando di originalità e di quella voglia di dimostrare di essere all’altezza dell’incarico per cercare di risollevare le ambizioni della squadra: “C’è da trovare le soluzioni, la fragilità di come subiamo i gol è una situazione che sappiamo a cui stiamo cercando di trovare soluzioni”.
Filadelfia sempre chiuso
Il sostegno dei tifosi del Torino è sempre stato uno dei punti di forza della squadra granata: poter spronare i giocatori al Filadelfia ha spesso dato loro la carica giusta per affrontare la settimana e prepararsi a vincere le partite. Sotto la guida di Baroni, questo contatto diretto è avvenuto solo in quattro occasioni, una delle quali addirittura prima dell’inizio della stagione. L’apertura del quartier generale granata è storicamente legata a periodi di risultati positivi, ma dal 15 novembre il Filadelfia non è più stato accessibile ai tifosi. Ciò ha limitato le possibilità di vicinanza tra squadra e sostenitori, anche se prima di Baroni altri allenatori come Vanoli e Juric avevano mantenuto l’impianto chiuso con frequenza simile. Una maggiore apertura avrebbe potuto aiutare i giocatori a vivere gli allenamenti con maggiore entusiasmo, sentendo il calore della tifoseria, ma le scelte dell’allenatore hanno ridotto questa opportunità.
Il mancato approccio con i tifosi
Dall’inizio della stagione, Baroni ha dovuto raccogliere un’eredità pesante, non tanto per i risultati sul campo, quanto per il carisma e la grinta che Paolo Vanoli aveva saputo portare sulla panchina granata. L’attuale tecnico della Fiorentina incarnava valori come determinazione e spirito combattivo, che spesso sono mancati nella squadra allenata da Baroni. Questo ha portato a una mancanza di aggressività agonistica e a una dedizione al non arrendersi mai, tratti storicamente considerati fondamentali per il Torino. Al tecnico può essere quindi recriminata anche questa lacuna: senza la stessa grinta, Baroni non è riuscito a instaurare un legame immediato con i tifosi, che hanno criticato la sua apparente passività nei confronti della società: “Col presidente parliamo di tanti aspetti, non è che il mercato non mi competa ma sono concentrato su quelli che ho“.

Un merito ti va riconosciuto,sei stato il peggior allenatore dell’ era Cario e vinci la classifica con netto distacco. Grande impresa: il peggiore su 18, congratulazioni,ti ricorderemo per questo e per i tuoi castelli.
omuncolo passivo,servile, sgrammaticato e pieno di tic nervosi,un paria
Ovvio, un passivo e servile, con un contratto di non parlare del mercato ai giornalisti.
E’ stato Baroni per la distanza con i tifosi o i mercati per inurbano?