Il centrocampista granata, in scadenza il prossimo 30 giugno, si appresta a salutare il Torino dopo 3 stagioni
Una stagione fatta di sali e scendi quella di Adrien Tameze che, in poco tempo, è passato da essere un jolly fondamentale con Baroni a un panchinaro con D’Aversa. All’inizio di questa stagione, infatti, il centrocampista francese è stato fin da subito utilizzato da Baroni, arrivando impiegarlo titolare contro la Lazio alla 6a di serie A. Da li in poi, anche a causa dei frequenti problemi fisici accusati da Ismajli, Tameze è stato ripetutamente utilizzato in difesa, dove ha disputando una delle sue migliori partite contro il Napoli.
Da jolly a riserva, la parabola di Tameze
Data l’emergenza infortuni in difesa e, soprattutto, il doveroso ridimensionamento dell’assetto della squadra che ha vanificato un’intera campagna acquisti estiva passando alla difesa a 3, Adrien Tameze ha ritrovato inaspettatamente spazio. La sua duttilitĂ , giĂ messa in mostra con Juric, gli ha permesso di guadagnarsi la considerazione di Baroni che lo ha schierato 21 volte in 26 gare totali, prima del suo esonero. Una fiducia che, pur non essendo stata sempre ripagata sul campo, aveva portato la societĂ a riflettere sul futuro del giocatore riaprendo i discorsi sul rinnovo.
L’arrivo di D’Aversa ha ribaltato la situazione del centrocampista che, con l’allenatore abruzzese, disputa appena 14 minuti in 12 gare. Il tutto dovuto agli acquisti mirati fatti durante il mercato invernale che sono andati a tappare i buchi difensivi lasciati dal mercato estivo, relegando Tameze sempre piĂą in fondo alle gerarchie. La stagione di Tameze, verosimilmente l’ultima, si chiude, dunque, nel silenzio.
Un addio silente
Sebbene anche gli altri addii che si profilano all’orizzonte difficilmente saranno accompagnati da grandi dichiarazioni, quello di Tameze sembra essere passato addirittura in secondo piano, soprattutto se si pensa al suo utilizzo di inizio stagione. Infatti, la scomparsa del giocatore dal terreno di gioco è stata tanto graduale quanto silenziosa, caratterizzando in questo modo la sua ultima stagione al Torino.

Medianaccio, come tanti. In bocca al lupo
Discreto incontrista dai piedi ruvidi, in una squadra di giova avrebbe fatto comodo
Carie paiasu vattene.
Prossima avventura,girare le salsicce sulla brace, mentre Lazaro mette la musica e Sazonov strappa i biglietti all’ entrata della Mecca.
Tordo ancora incaxxatissimo per non essere stato invitato alla famosa quanto innocente grigliata, Roba da non credere… neanche avessero cercato di impaIIinarIo per cucinarlo allo spiedo.
E se passassi un po’ piu’ del tuo tempo a studiare, anche solo su wikipedia, sapresti anche che la Georgia non e’ un paese musulmano e che quindi, Sazonov, all’entrata della Mecca, non puo’ stare.