Calciomercato Torino / Il rinnovamento dei granata è bloccato (da un anno) dalle mancate cessioni: niente plusvalenze e gli esuberi non si muovono

Sirigu potrebbe partire a zero, per Belotti non ci sono proposte concrete tantomeno offerte realmente vicine ai 35 milioni che Cairo vorrebbe incassare. Non è l’eccezione di un anno, ma la conferma di una tendenza: il Torino fatica a vendere i suoi giocatori, e a farlo bene. Fin qui, nella sessione estiva iniziata quattordici giorni fa, di cessioni pesanti non ce ne sono state. “In ritiro voglio valutare i giocatori che ho a disposizione”, ha dichiarato Juric nella conferenza stampa di presentazione, ma ha poi aggiunto: “Ho percepito che in alcuni elementi c’è voglia di cambiare squadra”. Chi è senza motivazioni trovi una sistemazione: dirla così è facile, ma sul mercato i granata stanno faticando. E non da oggi.

Niente plusvalenze e rosa svalutata: così il rinnovamento è lontano

Già dodici mesi fa, ad esempio, nelle intenzioni di Cairo e del dt Vagnati era necessario liberarsi degli scontenti. Il progetto si è scontrato con la realtà: alla fine sono rimasti quasi tutti, compresi Nkoulou e Sirigu. L’uno ha salutato svincolandosi – una (piccola) minusvalenza -, l’altro potrebbe farlo presto, magari per finire al Genoa. Ritardare la scelta ha causato due mancati incassi. Non un bella notizia, per un club che basa la salute delle proprie finanze proprio sulla realizzazione delle vituperate – ma imprescindibili – plusvalenze.

Sono lontani i risultati del 2017, quando Cairo registrò in un esercizio 71 milioni di plusvalenze, derivanti dagli addii dei vari Peres, Maksimovic, Zappacosta e Benassi. Da lì in poi non sono arrivati exploit come quello del terzino di Sora, venduto al Chelsea per più di 25 milioni di euro. E, anzi, i granata non sono riusciti a realizzare nemmeno le cessioni minime per assicurare alla rosa un ricambio imprescindibile, dopo due campionati di delusioni. A pesare è anche la svalutazione dell’organico legata ai risultati sportivi. Aina e Meité (pagati, a bilancio, 20 milioni in due), ad esempio, hanno trovato una sistemazione solo in prestito, tra l’estate 2020 e il gennaio 2021: ora sono tornati alla base e Juric dovrà gestirli, poi chissà.

Gli esuberi e i casi Belotti e Sirigu: il mercato del Toro è bloccato

Un discorso analogo si può fare per Falque o Djidji: che esuberi, nei fatti, lo erano un anno fa e lo sono adesso. Eppure più di un prestito, per loro, i granata non sono riusciti a trovare. Zaza e Verdi, che al Toro non hanno mai trovato la loro dimensione, sono invece bloccati dall’esborso che il club ha fatto per assicurarseli, che si assesta sui 37 milioni totali. Si arriva poi ai casi più spinosi dell’estate. Sirigu non assicurerà introiti se non quelli derivanti dal risparmio dell’ingaggio, mentre la situazione di Belotti andrà gestita: cessione o rinnovo, passa tutto da questo bivio. E non solo perché il Gallo è stato l’asset sportivo cruciale del Toro, negli ultimi quattro anni, ma anche perché dalla decisione su un giocatore tanto importante dipenderà buona parte, se non tutto, il mercato in entrata.

Davide Vagnati e Urbano Cairo
TAG:
calciomercato home

ultimo aggiornamento: 15-07-2021


23 Commenti
più nuovi
più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
Gigi Meroni
Gigi Meroni
13 giorni fa

Per me il Torino si é fermato a Nicola. Dopo non lo riconosco piu’.

tore110
14 giorni fa

Ma guarda un po’ … tutte queste cessioni incerte che bloccano il rinnovamento !
😂😂😂😂ma andate aff an cu lo

ardi06
ardi06
15 giorni fa

Comunque la società è responsabile di questa situazione, ha preso scarti e i pochi buoni vogliono scappare. Ora non riesce a vendere ovviamente. In ogni caso anche se ha aperto due prestiti da 15 milioni nelle casse ce ne sono 27,5 , e molti giocatori sono ammortizzati in larga parte,… Leggi il resto »

Torino, chi è Miha Zajc: ex Empoli e Genoa, ora in Turchia

Sirigu al Genoa: è fatta