Si è sfogato in pubblico contro la sua ex società e non ha lesinato critiche per il mercato: Cairo dovrà fare i conti con la schiettezza di Juric

Chissà cosa avrà pensato, Urbano Cairo, il 9 maggio 2021. Si era appena giocata Verona-Torino, le due squadre avevano pareggiato per 1-1 e Ivan Juric – che allora allenava gli scaligeri e tra poche settimane inizierà a guidare i granata – parlava così ai microfoni di Dazn: “La società non parla con me, nonostante siamo già salvi da tanto tempo, è un brutto segnale e una mancanza di rispetto. Quando ottieni un obiettivo e lavori col cuore, se non c’è entusiasmo dall’altra parte ci rimani male”. No, non ha certo timore del microfono, il tecnico di Spalato. Né si morde la lingua in pubblico quando sente di dover bacchettare la propria società.

Juric non è come Giampaolo

Non è, insomma, quel tipo di allenatore che dà “dieci” al calciomercato estivo, nonostante gli abbia fatto trangugiare Rincon invece di Torreira e Gojak al posto di Ramirez (ci riferiamo a Giampaolo, tanto vale specificarlo). E’ un allenatore, invece, che se le trattative portano meno di quanto atteso non lesina critiche e attacchi. Contro la campagna trasferimenti del suo Hellas si è scagliato, praticamente, per tutta l’ultima stagione. Dal “mi aspettavo di meglio” a “se parlo di mercato mi esonerano”, passando per “nel mercato sono stati fatti degli errori, bisogna fare degli sforzi altrimenti è dura”. Frasi estrapolate, certo, ma concetti chiari: Ivan, quando i vertici non si dimostrano all’altezza, li rimprovera. Alla luce del sole, preferibilmente.

Al Verona chiedeva investimenti e garanzie sul mercato

Juric vuole crescere con una società: è ambizioso e pretende che le risorse, anche quando sono limitate, siano investite nel modo più funzionale possibile all’identità della squadra. Con un occhio al futuro. Per questo ha criticato più volte il suo ex presidente, Setti, per i mancati innesti dopo le cessioni remunerative della prima stagione (Amrabat, Kumbulla e Rrahmani) e per la politica dei prestiti gratuiti (Pessina il primo anno e Dimarco il secondo sono i casi più eclatanti) che non porta alcun beneficio alla società se non quello – di breve termine – del rendimento sul campo.

Quando Juric disse: “I presidenti li considero incompetenti”

Con i patron, in realtà, Juric non è mai stato accomodante. Anche al Genoa, a un certo punto, disse: “Chi deve prendere decisioni (Preziosi, ndr) ha una visione del calcio molto diversa dalla mia”. L’idea alla base di tale atteggiamento forse si legge in una vecchia intervista che il croato, allora al Mantova (era il 2015), rilasciò all’autore del libro “The Goal”: “Nelle società forti i direttori sportivi devono percepire le stesse cose che percepisce un allenatore. Poi ci sono i presidenti, che considero incompetenti e che dovrebbero stare proprio ai margini del sistema”. Chissà cosa avrà pensato Cairo, quel 9 maggio 2021. E come si rapporterà, nelle prossime settimane, con l’allenatore che ha fortemente voluto ma che adesso deve accontentare.

Ivan Juric
Ivan Juric
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ultimo aggiornamento: 31-05-2021


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oguro65
oguro65
3 mesi fa

Povero Juric, lui che criticava il verona dove almeno c’era un DS che i giocatori glieli trovava, semmai il problema era che poi glieli vendevano l’anno dopo. Tra breve capirà che qui quelli buoni non sanno prenderli, neanche il primo anno…..

AT72
AT72
3 mesi fa

Barak è un ottimo giocatore con ampi margini di miglioramento che ha il suo costo. Vasquez era un buon giocatore e da un paio di anni è in fase calante a regalo. Ora vediamo le ambizioni di Cairo per il prossimo anno dato che i trequartisti per il nuovo tecnico… Leggi il resto »

Pedric
Pedric
3 mesi fa
Reply to  AT72

Ambizioni di Cairo? che news!!!!!

AT72
AT72
3 mesi fa

Cairo per prima cosa deve accontentare noi tifosi togliendo di mezzo i vari: Sirigu, Baselli, Lukic, Linetty, Zaza e in tutta onestá metterei anche Belotti. Tutta gente che per un verso o per l’altro ha fatto il suo tempo a Torino. Poi ovviamente ce ne sono altri tipo: Aina, Lyanco,… Leggi il resto »

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