Le parole di Coppitelli dopo il derby: ecco il commento del tecnico granata al termine di Torino-Juventus Primavera

Federico Coppitelli ha commentato la sconfitta del suo Torino Primavera contro la Juventus, nel derby della Mole: “Probabilmente sì, il pari sarebbe stato meritato. Quando giochi contro la Juve, tra le prime in classifica, e il loro portiere è il migliore in campo hai finito la disamina. Non ti puoi rimproverare niente, quando fai una prestazione così. A volte gli episodi possono giocarti bene, altre volte male. Non è stata una prestazione solo di spirito ma anche di organizzazione. Abbiamo fatto una partita da Toro. In questi giorni abbiamo ricevuto tanti attestati di stima, la possibilità di salvarci direttamente era impronosticabile all’inizio. Io ci ho sempre creduto, anche quando abbiamo perso 4-0 con l’Empoli. E’ un gioco relativo ormai, è una partita tra noi e il Bologna. Ho sperato che non si facesse il playout, se dovesse essere lo faremo”.

“Quando sono arrivato qui ho detto che le squadre che sarebbero venute qui a giocare avrebbero dovuto andarsene tristi per il risultato e veloci, per salire sul pullman e non tornare più. Poi da quando sono qui non ho mai fatto il gioco dei ricchi contro i poveri, non faccio il commercialista, non mi interessa quanto hanno speso. Certo, bisogna tenere in considerazione il livello dei giocatori. Loro con tre passaggi potevano arrivare in porta. Era la trappola perfetta per prendere un’imbarcata: in tre giorni, a 100 gradi, contro una squadra forte… Dispiace sempre fare i conti con questi calendari. Dico solo questo: ma davvero bisogna giocare a mezzogiorno del 13 giugno? E cosa ci vuole a giocare le partite in contemporanea? Un piccolo vantaggio ce l’ha chi gioca dopo. Tutti i cambi che ho fatto li ho fatti per disidratazione, e se ci togli Karamoko a noi togli un bel pezzettino. Non mi sembra molto regolare tutto questo”.

Coppitelli commenta la prova di Savini: “E’ un giocatore forte. Quando l’ho visto ho riconosciuto delle cose che potevano esserci utili. Quando si costruisce una squadra hai bisogno delle idee e dello spirito, così costruisci le identità. Ogni piazza ha la sua identità ed è importante identificare quei giocatori su cui puoi costruire la tua identità: così ottieni una squadra da Toro. Savini è l’esempio di questo. Ma anche Ciammaglichella: ha giocato contro l’Empoli, un 2005, e c’è stato. Se mi aspettavo di incidere così tanto? Da un lato sì, perché questa categoria mi sento di controllarla. Dall’altro avevo contato male l’impatto iniziale: comunque le altre squadre arrivavano da nove mesi di lavoro assieme. Tu in due giorni come pensi di contrapporre un’organizzazione completa? Siamo andati per priorità. Oggi comunque le magliette erano distinguibili: una squadra era il Toro e l’altra no. Questo conta. Dovremo fare i playout? Se così sarà li faremo. Contro la Samp sarà un Toro che gioca contro la prima in classifica e deve vincere, non possiamo concedere agli avversari la brillantezza: io voglio sempre questo Toro qui, vedendo come stanno ad esempio Vianni e Cancello, alla quarta partita”.

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ultimo aggiornamento: 13-06-2021


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